A tummula e altri giochi

Via Libertà

Durante le feste, la tavola oltre che imbandita per mangiare, viene usata per giocare.

I giochi più antichi e tradizionali con le carte sono: a minicheddu (a chi capita il due di spada durante il giro, vince), a cucciari (vince chi ha più ori), a belladonna, a setti e mezzu (chi fa 7 e mezzo vince, se si supera la cifra si dice “palazzu”), piattinu, mercanti in fiera, cucù, mazzunieddu (si punta su alcuni mazzetti di carte, chi ha puntato sul numero più alto vince).

Un gioco antico “per soli uomini” è “a zicchinetta”, questo è una sorta di gioco d’azzardo, ancora oggi è possibile vedere gruppetti di anziani che si riuniscono in alcune panchine e fra i giochi che fanno, usando esclusivamente le carte siciliane, sicuramente c’è a zicchinetta.

Ma il gioco natalizio che unisce da sempre grandi e bambini è la tombola, “a tummula”.
Questo gioco fu introdotto in Italia dai genovesi, intorno alla metà del 1700, e si diffuse a Napoli, ma anche in Sicilia.

Per segnare i numeri estratti sulle cartelle, si usavano generalmente fagioli secchi o noccioline, ma la cosa più divertente era “la smorfia” dei numeri. Ogni numero era preceduto da una frase particolare, i più bravi l’associavano rapidamente.

Tuttora i più anziani ricordano esattamente qual è la smorfia di ogni numero, i più giovani si divertono inventandone e improvvisandone di nuove, magari legate ai partecipanti al gioco, per prenderli un po’ in giro e rendere “frizzante” un gioco che altrimenti sarebbe monotono (vedi i terribili, meccanici, rapidissimi “bingo” che oggi la fanno da padrone).

Facendo una ricerca nella memoria (mia e di mia madre) ecco la smorfia di alcuni numeri.

Ci sono quelli legati alle feste: 25 Natali, 2 i muorti, 26 Santo Stefanu, 13 Santa Lucia, 27 San Paganinu, etc,
poi una serie di smorfie sorprendenti ed esilaranti… 22 fuoddi (pazzo), 23 cu l’avi su tuocca (il ventitrè sta in fatti per le zone posteriori del corpo umano), 11 i corna ru ‘nsalataru (non ho idea di chi sia in realtà u ‘nsalataru, più sicuro il fatto che la moglie lo tradisca) , 8 l’ucchiali ru Papa (occhiali del Papa), 47 e 31 muorto chi parla, 4 puorcu, 33 l’anni ri Cristo, 35 ‘nti cannaruozza (che significa nell’esofago, ossia “potessi affogarti”), 17 disgrazia, 18 sagnu friddu (sangue freddo, coraggio), 16 si dice e non si dice ( sedici in dialetto diventa sìdici, da cui si-dici e non si-dici), 77 le gambe delle signorine, 34 l’autobus (ma forse la dicevano quelli che avevano l’abitudine di prendere questo numero di autobus che ora non esiste più), 55 l’attarieddi (gattini), 69 comu gira gira, 89 surci (topo), 62 oru, 71 dinari, 45 denti chi carunu (denti che cadono), 40 a gallina canta (forse si diceva per tutti i numeri che finivano in “anta”), 81 comu l’uorbi (qui la spiegazione è fantastica nel suo essere particolarmente ermetica. Ottantuno diventa in dialetto attantuni, quindi “a tentoni” che è il modo in cui procedono i ciechi, “l’uorbi”).

Durante il gioco comunque si continua a mangiare u ‘scaccio, noccioline, fichi secchi, petra fennula, sfinci etc…
Ora gli amatori potranno farsi una bella tummula a Capodanno e per l’Epifania “A festa ri tri Re”.

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10 thoughts on “A tummula e altri giochi

  1. Interessante… sono brasiliana discendente di italiani e mi interessa tutte le cose di Itália. Questa tradizione di giocare le carte e di fare la tummula lo sappeva giá, però è divertente il modo di chiamare ogni numeri. Torneró sempre per leggere qualcosa… Tuo blog mi è carino… Felice Anno nuovo.Angela

  2. Ciao Annamaria, è vero sono diverse, ho cercato su internet la smorfia napoletana (che poi è la più famosa) e ho visto i vari significati, è molto divertente!Un abbraccione!Ciao Angelagrazie per essere passata da qui, i tuoi complimenti mi hanno fatto un gran piacere!!! Un felice anno nuovo anche a te!

  3. Ciao Elena,in effetti l’11 andava bene per le sue gambe un pò troppo magre…per le nostre ci voleva un numero un pò più cicciottello!!! Una cosa, il tuo bellissimo regalo fa sfoggio al centro della mia tavola, mi è piaciuto moltissimo!!!Evelin

  4. 90 la paura, 88 la femmina con gli occhiali,14 l’ubriaco,48 il morto che parla…e potri continuare :-)Tanti cari auguri a voi di pace e serenità.Un abbraccio.Anna

  5. È un piacere davvero trovarsi a leggere le nostre tradizioni. Le racconti bene e si capisce che sei profondamente legata a queste “usanze” . Una volta l’anno “a tummuliata” si deve fare ….. È d’obbligo, anche se noi oggi abbiamo cominciato con il cucu’….. Le feste sono appena cominciate, ci sarà tempo per tutto il resto. Un bacio Evelin

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