Porto Palo di Menfi, natura selvaggia

Visto che ancora siamo nel pieno centro dell’estate, ho voglia di raccontare di un altro luogo marittimo che amo molto. Questa località è meno nota e turistica rispetto ad esempio a San Vito Lo Capo, anche se è stata insignita anche quest’anno della Bandiera blu. […]
Si tratta di un piccolo paese di pescatori del sud della Sicilia, ad un’ora circa di distanza da Palermo. Il suo nome è Porto Palo di Menfi, in provincia di Agrigento, al confine con la provincia di Trapani.
E’ un luogo dove ho trascorso diverse vacanze durante l’adolescenza e qualcuna anche di recente.
Il mio unico rammarico è non aver fatto in tutti questi anni molte foto, come questo luogo meriterebbe, ma spero di rimediare.
Partiamo da Menfi, il paese in collina poco distante dal centro marittimo. Siamo nella Valle del Belice, nota purtroppo per essere stata colpita nel ’68 da un terribile terremoto che distrusse moltissimi paesi. Anche Menfi subì grandi devastazioni, ed è terribile vederne ancora oggi, dopo più di quaranta anni, i segni che si esprimono soprattutto nell’esistenza di baracche in lamiera ancora abitate, e in una parte periferica della città caratterizzata da costruzioni “moderne” spesso di cattivo gusto. Ma il paese di Menfi fu ricostruito, il centro storico è piacevole ed esistono ancora palazzine antiche in ottime condizioni e monumenti storici, quali la Chiesa Madre (1662) ed il Castello Svevo (1238). Peggiore sorte subirono altri centri tra cui Gibellina, Poggio Reale che non furono ricostruite in loco, ma “abbandonate” (o nel caso di Gibellina, ricoperta da una colata di cemento) e rifatte ex novo in altri luoghi, risultato: delle orribili New Town.
Menfi è un centro vinicolo di grande importanza, vi sono immense coltivazioni di vite e diversi stabilimenti che possono anche essere visitati.

Ma torniamo al luogo di mare, Porto Palo e l’adiacente Lido Fiori.
Il Paese di Porto Palo si sviluppa (poco, perchè è davvero piccolo) intorno un’altura sovrastata da una torre di guardia costiera del 1583

ed intorno al porticciolo molto bello. Adiacente al porto c’è una spiaggia immensa, sia in larghezza che in lunghezza (si potrebbe quasi arrivare a Sciacca senza mai smettere di camminare sulla sabbia).
Il mare è pulito, cristallino e l’acqua sempre bassa, anzi è piacevole scoprire almeno due secche dove ristorarsi dopo una lunga nuotata.
L’acqua del mare è particolarmente fredda, anzi in alcuni periodi dell’anno quasi congelata, io adolescente impavida, osai a fare un bagno a Giugno ed i miei piedi si… atrofizzarono. Ora l’acqua fredda, può spaventare qualche bagnante, ma in realtà secondo me, la natura qualche volta coscienziosa, sembra aver creato un mare così fresco per ristorare dal caldo torrido africano del sud della sicilia. Quell’ acqua infatti dona beneficio, riossigena, ritempra, migliora la circolazione del sangue e soprattutto dona un forte senso di mare pulito e aperto.
La sabbia è di un colore giallo intenso, così tutto intorno appare come ricoperto da una polvere dorata e luccicante.
Se, nella spiaggia adiacente al centro abitato, vi sono i soliti lidi con ombrelloni e lettini, la cosa sorprendente e piacevole, è data dall’esistenza di due luoghi che a noi particolarmente graditi.

Il primo è il Lido Fiori, che è una zona residenziale poco lontana dal centro, dove c’è una spiaggia libera incredibilmente selvaggia e poco frequentata (se non nelle domeniche di Agosto).

In questa lunga spiaggia dorata, preceduta da boschetti di macchia mediterranea,
esistono tuttora le dune di sabbia,
questo fenomeno dona all’ambiente un aspetto incontaminato, accentuato maggiormente dalla presenza dei gigli selvatici, che come per magia fuoriescono dalla sabbia, assolata e apparentemente priva di vita, dando all’animo di chi lo vuole cogliere (in senso metaforico) un senso di speranza.

Il lido fiori è un luogo molto tranquillo, dove si può godere della natura e del mare,

dove a volte ci sembra di trovare confusione se vediamo persone sdraiate a cento metri di distanza da noi.
Non ci sono le tipiche attrezzature da spiaggia, tutto è libero. Vicino alla spiaggia ci sono solo delle villette, un campeggio, un piccolo negozio di alimentari e due grandi spiazzali con una chiesetta e un bar molto alla buona, dove solo ad Agosto si possono trovare le bancarelle degli ambulanti ricche di tessuti ed abiti estivi.
La sera tutto è silenzioso, si possono fare delle bellissime passeggiate, per chi ama la vita romantica è ideale, per chi ama la vita più movimentata, può apparire noioso, ma in questo caso si può rimediare andando nel poco distante centro abitato di Porto Palo, dove invece ci sono alcuni locali, nulla di particolarmente pretenzioso, sempre posti semplici e tipicamente estivi, che forse un po’ per rievocare la riviera romagnola, ma solo da un punto di vista semantico, hanno dei nomi “tipici”, non manca ad esempio l’onnipresente Hotel Miramare o il lido La Sirenetta!
L’altro luogo degno di nota e meno conosciuto è la zona delle Solette. Dal lato opposto del Lido Fiori, e quindi nella direzione di Selinunte, partendo dal porto c’è un piccolo sentiero che porta in una bellissima baia, circondata da dune di sabbia e argilla, fiori e piante selvatiche, e scogli dal particolare colore bronzeo, bagnati da un mare cristallino e verde smeraldo. Tutto molto suggestivo. Se si potessero attraversare queste belle rocce, si arriverebbe direttamente alla vasta e stupenda spiaggia della riserva naturale di Marinella (Selinunte), alla foce del Belice, che dalle Solette si riesce a vedere. In realtà sulle colline ci sono dei sentieri che potrebbero raggiungere questa spiaggia, ma attraversano terreni privati e nessuno mi ha saputo spiegare come arrivarci a piedi. L’unica soluzione finora da noi trovata è quella di andare in macchina a Marinella di Selinunte (circa 15 minuti di distanza), per poter scoprire così questa riserva dove un bosco alberato precede la spiaggia.
L’unico difetto che posso riconoscere a questi luoghi così ameni è che non c’è una grande organizzazione e cura del tutto e pochi servizi (come parcheggi, navette ecologiche, docce, pulizia costante di strade e spiaggie, indicazioni, etc). Sarebbero località da valorizzare maggiormente per far sviluppare un turismo responsabile, perfetto per chi ama la natura e anche per percorsi enogastronomici. Temo che negli anni si sviluppi solo un turismo d’assalto, che generalmente tende solo a distruggere e sporcare, cosa che credo, non siano comunque pronti ad affrontare e gestire. Insomma l’amenità del luogo è data esclusivamente al dono che la natura gli ha fatto, l’intervento umano è ancora tutto da misurare.

Da Porto Palo si raggiunge facilmente Selinunte, con i suoi siti archeologici e una cittadina molto turistica, dal lato opposto, sempre in 15 minuti circa si raggiunge Capo San Marco e la splendida città di Sciacca, dove tra l’altro è molto bello anche il mercato ittico.

Da non perdere in tutta la zona è la tabisca saccense, una pizza ovale che viene servita in taglieri di legno, molto croccante, condita con pomodoro, cipolla, acciughe.

A Porto Palo ho trascorso splendide vacanze, immersa nella natura e nel mare. Ho visto dei fenomeni strani (non so se è stata una casualità), come la nebbia calda sulla spiaggia, talmente fitta da non vedere nemmeno a un palmo di mano. Abbiamo fatto un bel giro in una piccola barca, in un mare piatto come una tavola, grazie al gestore del b&b in cui ci trovavamo, che ci ha trasportati, mostrato le Solette dal mare, che ci ha raccontato di una villa dove il proprietario alleva strani animali e ci ha incoraggiati a pescare con il metodo “del cucchiaino”, ovvero tirando avanti e indietro una lenza, non prendendo assolutamente nulla e facendoci delle gran risate.

Abbiamo passeggiato nella spiaggia di notte. E’ stato bellissimo ai Fiori, un po’ traumatico a Porto Palo, dove in una atmosfera alla “Mission Impossible”, una sorta di laser appartenente ad un lido, ha segnalato il nostro “furtivo” passaggio, un faro ci ha illuminati a giorno, un cane da guardia pastore tedesco (per fortuna in questo caso legato) ci si è avventato contro come se volessimo rubarci un ombrellone e un paio di lettini… e pensare che io odio questi oggetti così tanto ambiti e custoditi.
Le più belle cene quelle nello stesso b&b (Villa Fiori beach) dove alloggiavamo, dove c’è anche un piccolo ristorante gestito dalla famiglia molto gentile, indimenticabili i ravioli di cernia.
Una buona pizza al lido della Sirenetta, a Sciacca consigliamo invece la pizzeria “lo Steripinto” davvero superlativa. A Capo San Marco, che si trova tra Porto Palo e Sciacca, abbiamo trascorso una serata indimenticabile in un lido-palafitta di legno sulla spiaggia e mangiato un’altra ottima pizza, ma purtroppo non so il nome del locale, e non so nemmeno se riusciremmo a trovarlo di nuovo, perchè avevamo attraversato tante stradine prima di trovarlo.

La gente del luogo è generosa e disponibile, ma forse un po’ più diffidente rispetto ad altre zone della Sicilia, sarà perchè il turismo non è ancora un fenomeno molto diffuso, le spiagge infatti sono per lo più piene di siciliani in gita domenicale. Ma dopo il primo timido approccio, come si può immaginare, c’è tanta cordialità e affettuosità.

Per vedere le foto fatte successivamente a questo post clicca qui

per vedere le foto della Riserva naturale della foce del Belice clicca qui

Link: Villa Fiori beach

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5 thoughts on “Porto Palo di Menfi, natura selvaggia

  1. anche questa volta sono rimasta incantata,intanto segno questa meraviglia per una futura gita,ormai nessuno mi toglie dalla mente che sara' la sicilia occidentale prossima meta di vacanza!!!ciao alla prossima

  2. L'ultima volta che sono stata a Porto Palo è stata quella che ci ha visti insieme andare poi a mangiare la sera una bella pizza tabbisca!!! Mi piacerebbe davvero ritornarci…mi hai fatto venire molta voglia!!

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