Le olive. La raccolta.

Qualche giorno fa ho raccolto le olive. Una splendida giornata soleggiata, un pranzetto a base di panini imbottiti e sfincionello. E poi la raccolta. Avevamo a disposizione solo tre alberelli, tre ulivi giovani, hanno circa venti anni. Nel giardino di mia nonna li ho visti crescere, e mai avrei immaginato che potessero diventare così belli e fruttuosi.
foto di ulivi: Judy Witts
I tronchi nodosi che si abbracciavano tra loro, il colore simile a cenere argentata delle foglie e dei rami si mischiava al violaceo intenso ed al verde scintillante dei frutti che pendevano dando un senso di abbondanza. Il terreno umido coperto purtroppo da un tappeto di olive cadute da poco. Non hanno atteso l’arrivo di chi voleva raccoglierle, la natura non può essere controllata, ha i suoi tempi, siamo noi umani a doverci adattare.
foto di ulivi: Judy Witts
Tre soli alberi, se pur così carichi non sono sufficienti per produrre l’olio, perchè i costi del frantoio sarebbero troppo alti e non converrebbe.
Poi bisogna andare dal “frantoio di fiducia”, perchè se non si conosce bene l’olio, è possibile che ti rifilino un prodotto un po’ “tarocco” e considerando che non si tratta di arance… A volte l’olio può essere “immischiato”, ovvero olio nuovo unito a quello dell’anno precedente, col rischio che sia rancido… L’olio appena uscito dal frantoio, deve avere un colore verde intenso e deve essere torbido, non trasparente. Quando è trasparente è di certo dell’anno precedente. Poi basta metterne una goccia nel palmo di una mano e strofinarlo con l’altra mano. Se è tutto di olive ed è nuovo, si sentirà un odore intenso di oliva, semplice no? Ma spesso si prendono tante fregature.
foto frantoio: Judy Witts
Comunque a noi non conveniva farle macinare, la nostra “manodopera” (cioè noi, che poi eravamo in quattro, uno più acciaccato dell’altro, chi mal di schiena, chi mal di polso, insomma tra tutti non ne usciva fuori nemmeno uno buono, senza poi considerare la nostra sana, genetica e atavica “lagnusia”, pigrizia) era un po’ scarsa, il tempo a disposizione poco e a quel punto anche la pancia piena per il precedente pic-nic (a cui non potevamo di certo rinunciare!). Però perchè lasciar cadere tutti quei frutti tanto belli e gustosi? Abbiamo pensato di raccoglierne almeno un po’.
Le olive si raccolgono in diversi modi. C’è chi mette una rete per terra e con un bastone percuote i rami in modo che le olive cadano giù, questo metodo però rovina le olive e poi anche l’olio assume un sapore brutto. Un altro metodo è l’uso di una specie di pettine che carezza i rami, così le olive cadono sulla rete ma rimangono perfettamente integre. Il metodo che noi abbiamo usato è il meno logico, quello tipico da “disorganizzati”, pur possedendo reti e pettinino, avevamo dimenticato tutto, e così le abbiamo raccolte “una per una”, per fortuna i nostri ulivi sono piccoli di statura, ma io sono molto più piccola di loro, così in punta di piedi mi aggrappavo ai rami ed acchiappavo le olive più belle e le mettevo in una “bagnina” (bacinella).
Non pensavo fosse così divertente, rilassante, gratificante. Non riuscivo a stancarmi tanto era piacevole. In un’ora e mezza ne avrò raccolti almeno sette chili, il totale del bottino, quindici chili di olive, tra verdi e nere.
Cosa farne? L’olio impossibile, troppo poche, la scelta è stata semplice. LA SALAMOIA. Ed è stato solo lì che ho pensato “ma chi me l’ha fatto fare?”. Insomma il risultato è che togliendo quelle che abbiamo regalato, avremo olive per tutto l’anno, sperando almeno che la nostra salamoia funzioni…

Nel prossimo post cenni storici e mitologici legati alle olive e la mia salamoia.

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13 thoughts on “Le olive. La raccolta.

  1. gli ulivi sono i miei alberi preferiti, sembrano vecchi saggi abbarbicati a colline brulle, placidi, a osservare il tempo che scorre attorno a loroIo intanto mi prenoto per lo smaltimento olive ;)Un bacionefra

  2. Ah che bella la raccolta delle olive: ho partecipato recentemente invitata da degli amici superattrezzati di reti, manine, etc.: una festa davvero della natura.Evviva le tradizioni contadine, evviva la vita a misura d'uomo ed i saperi legati ai cicli naturali!Grazie di questo tuo post, mi regala felicità!:-)

  3. Se a questo mondo si dovesse fare la classifica degli alberi più belli, l'ulivo sarebbe sul podio, secondo me…Non ho mai assistito alla raccolta delle olive, ma penso che sia divertente come la vendemmia.Ciao Evelin, buona domenica!

  4. @Stella: viste dal vivo sembravano ancora di più acini d'uva, ma per mangiarli bisogna aspettare…@Nicla: grazie a te per avermi scritto!@Fra: gli ulivi proprio belli, hai scelto la migliore metafora! Se fossi più vicina…@Raffa: lo so, ti aspettavi l'origine araba degli ulivi…le rivelazioni in merito arriveranno nel prossimo post!@Bruno: una vera fortuna, purtroppo volevo ripetere l'esperienza, ma causa pioggia non ho potuto e temo che le ultime olive saranno tutte cadute.@Amatamari: sono delle bellissime esperienze che avvicinano alla natura e alla terra. Grazie.@Sirio: l'ulivo è il numero uno! Io purtroppo non ho mai vendemmiato, ma credo sia altrettanto bello.

  5. Che bello, stupendo questo tua giornata mi ha riportata dietro un paio di anni, la mia prima esperienza di raccolta (pensavo come un gioco) ma la fine serata non lo pensavo piu, 🙂 però e stato un esperienza bellissima, come tutte che ho vissuto e imparato … in siciliaAspetto la ricette come conservare le olive, sai non mi ricordo piu … per conservare.ancora complimentiun abbraccio grandeLisa

  6. brava evelin l'importante e' partecipare….cmq peccato che gli alberelli son pochi,l'olio proprio ha sempre un gusto tutto suo…io da nove anni che raccolgo olive anche se qualche anno ho smesso per via delle gravidanze…….ritorno a casa a 4 piedi..ma con la soddisfazione che il mio olio profuma di buono e che hai miei figli do vitamine vere….baci(nel caso ti vien voglia di raccolta di olive basta mandarmi una e mail…..scherzo ciao bella!!!)

  7. Che bello!!! non ho mai assistito o partecipato alla raccolta delle olive.. deve essere proprio una bella esperienza.. contatto puro con la natura!!!! ah!!! poi io le olive le adoro!! ;-)) baci e buon lunedì!

  8. Io amo l'olio vero che profuma ancora di olive e anche noi lo produciamo dalla nostra terra. E' bello poter condividere queste passioni e poi la Sicilia e la Puglia, sono sempre regioni riscaldate dallo stesso sole mediterraneo. Ah! noi fortunati!!!Bello il tuo blog. E grazie per essere passata dal mioAnna

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