A Palermo quali nomi si danno ai figli?

A Palermo, ma credo anche in gran parte del sud Italia, ci sono delle particolari usanze legate alla nascita dei figli. Come tutte le tradizioni anche queste sono sempre meno radicate nelle famiglie di oggi, ma fino ad alcuni anni fa si trattava di schemi dai quali era quasi impossibile fuoriuscire o almeno fuoriuscirne integri. continua

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"Pipi ammuttunati" (peperoni ripieni).

Un avviso prima del post: andate su Blog di Cucina, sulla rubrica “La Sicilia in tavola” c’è una nuova ricetta realizzata da Ginestra, molto adatta per questi giorni di caldo estivo, “La granita di pistacchi”.

C’è un ortaggio al quale non saprei mai rinunciare, potrei consumarlo in pochi secondi, crudo, cotto in ogni modo, cucinato secondo ogni versione o ricetta tipica, semplice o elaborato, ad ogni ora del giorno, sfidando qualunque controindicazione ed effetto collaterale.

Sarà il suo nome che mi risulta così simpatico e mi fa sorridere al pronunciarlo, o forse il colore cangiante, acceso, estivo o quel gusto particolare, a volte più dolce a volte più amarostico o leggermente piccantino, premonitore già al primo assaggio di futura indigestione…
il peperone, così bello, così plasmabile!

Come poter creare un orticello e non coltivare le piantine di peperoni? Oltre tutto soffermandosi ad ammirarle con uno sguardo un po’ infantile, con lo stato d’animo predisposto alla meraviglia verso le cose più scontate o semplici, si rimarrà stupiti per le sorprese che possono regalare…
Osservando infatti il fusto così sottile delle piantine dei peperoni appena sviluppatesi, mi domandavo come fosse possibile che potessero sorreggere il peso e la grandezza di un “frutto” grosso come il peperone. Ed invece su quei ramoscelli magri ma forti, sono cresciuti tre peperoni fieri e impavidi, galleggianti in aria come fossero palloncini gonfiabili, in sfida alla forza di gravità. La natura è fatta anche di magia!

Certo le mie piantine non hanno dato vita a peperoni giganti, ma mediamente dignitosi, ne sono nati (al momento solo tre), ma che stupore e che soddisfazioni mi hanno donato!
Quante ricette si possono creare con i peperoni, c’è proprio l’imbarazzo della scelta, dalla peperonata (fritta), all’insalata con i peperoni arrostiti, con la pasta o il riso, sarà per questo che a palermo i “putiari” (fruttivendoli) “abbanniano” (declamano ad alta voce) : “i pipi sunnu megghiu ra carni (i peperoni sono migliori della carne)”. Sono duttili e gustosi!
Ed allora come cucinare i miei primi due peperoni appena raccolti?
C’è una ricetta che per me rimane sempre un simbolo della cucina palermitana doc, che i miei nonni superata l’ottantina di anni consumano abitualmente come fossero un cibo leggero e digeribile, un vero piatto forte della nostra cucina: i pipi ammuttunati (i peperoni ripieni).
Il ripieno può essere di vario tipo, ma il classico ripieno alla palermitana prevede sempre, insieme alla carne macinata, l’utilizzo di uva passa (per conferire il solito contrasto tra dolce e salato), i pinoli (con la loro funzione antibatterica) e “a muddica” (pangrattato), per sopperire alla “scarsezza” di carne. La cottura secondo la versione più tradizionale avveniva tramite l’uso della frittura, i peperoni ripieni si ponevano in una casseruola con olio d’oliva e si “ignranciavano” (soffriggevano lentamente).
Per fortuna che però c’è il forno, all’uso del quale ha abdicato persino mia nonna…
Vero è che i palermitani hanno lo stomaco resistente, ma già partiamo dai peperoni che tra le loro qualità non hanno certo quella di essere facilmente digeribili, poi ci mettiamo dentro tutta questa roba… li dobbiamo anche friggere??? Sarebbe troppo anche per noi, vabè magari una volta ogni tanto….

Ricetta

Ingredienti:
due peperoni, 250gr di carne macinata, mezza cipolla, una manciata di uva passa e pinoli, tre pomodori, 2 cucchiai di formaggio grattuggiato, 4 cucchiai circa di pangrattato, prezzemolo tritato, sale e pepe, olio evo. La quantità di ripieno è sufficiente per 4 peperoni di piccole dimensioni.

Lavorazione:
tritare la cipolla e soffriggerla in olio evo, appena è imbiondita aggiungere la carne macinata, quando è rosolata versare del vino ed evaporare. A questo punto aggiungere la polpa dei pomodori (o anche un po’ di pelato), uvetta e pinoli. Far stringere e spegnere la fiamma. Quando il composto sarà raffreddato aggiungere il prezzemolo, il formaggio ed il pangrattato, deve risultare solido ma morbido, aggiustare di sale.
A questo punto lavare e asciugare i peperoni, togliere la sommità come fosse un coperchio, eliminare i semi e i filamenti interni. Riempire i peperoni con il composto, lasciando un po’ di spazio e “chiudere il coperchio”.

Preparare una teglia con carta forno, adagiare i peperoni e versare poco olio evo.

Infornare quando il forno è già caldo per una mezz’oretta circa, girandoli di tanto in tanto.

Sarà preferibile spellarli prima di mangiarli per evitare che siano ancora più pesanti e che la pellicina possa dare fastidio. Preparate preventivamente del bicarbonato e poi avventatevi sui peperoni!