Approdo a Marauzac

A Marausa siamo arrivati per ispirazione e… disperazione, ma come tutte le cose strane e inaspettate, anche questo approdo è stato piacevole. Dico approdo ed è il termine più giusto, perché eravamo così stanchi che sembravamo una nave in balia delle onde, barcollanti ed anche affamati.

Era già sera ed eravamo ancora per strada dopo un tour de force nella Sicilia Occidentale con una temperatura di quaranta gradi circa, il sole cocente e l’umidità al massimo livello, insomma una di quelle giornate in cui sarebbe meglio rimanere a casa, se non fosse che bisogna approfittare delle poche giornate di vacanza. […]

Partenza da Terrasini per approdare nel Baglio di Scopello, uno dei posti più caratteristici ed ancestrali che ci siano,

dove il presente è manifestato dalla esistenza dei tanti turisti, ma per il resto sembra di fare un tuffo nel passato, nei ricordi, come se tutto fosse fermo da tempo.

A Scopello vorrei viverci in inverno, per respirarne maggiormente la sua autenticità, riconoscerne gli abitanti originari e vedere quei panorami mozzafiato, gli scogli affioranti dal mare stravolti dalle intemperie e dalla pioggia, quando la natura appare più selvaggia e vigorosa.

Dopo Scopello, la passeggiata a Trapani, e poi alle saline, dove noi evaporavamo come il mare nelle vasche, e poi allo Stagnone di Marsala, per vedere l’isola di Mozia, almeno a distanza, dove i pescatori del luogo praticavano un tipo particolare di pesca chiamato “cannizza”, almeno così ci ha spiegato una simpatica signora che con il suo accento piacevole ci ha detto : “i muletti satano e iddi i pigghiano” (i cefali saltano ed i pescatori li prendono).

E dopo ancora Marsala, una bella sorpresa anche questa cittadina, da cui Garibaldi cominciò ad unire l’Italia.

Dopo tutta questa traversata, cercavamo solo una sedia e un piatto di pasta, ed invece abbiamo trovato un piccolo paradiso.

Andavamo verso il mare, cercando quell’ arietta marina che potesse rinfrancarci, ma tutto era buio e con la stanchezza anche la mente era annebbiata, però mi aveva colpito il nome Marausa, non so bene il perché, ma a volte si tratta semplicemente di istinto.

Arriviamo in una strada che costeggia la spiaggia, un piccolo molo di legno sul mare calmo che sembrava quasi un lago, le luci verdi, un profumo fresco, un’aria rilassante e poi una piccola terrazza sull’acqua, quasi fosse una palafitta galleggiante, tutta di legno bianca e azzurra come è giusto che sia in quel paesaggio, per non stravolgerlo ma anzi valorizzarlo.

Siamo saliti sulla pedana di legno quasi trascinati dalla stessa brezza che lì ci aveva trasportati e ci siamo seduti, o quasi accasciati sulle sedie.

Subito dopo arriva il cameriere gentile, dispiaciuto perché non c’erano tavoli liberi che affacciassero sul mare, certo sarebbe stato bello, ma io il mare lo sentivo comunque, perché eravamo a nemmeno due metri di distanza, comunque mi ha colpita questo desiderio di rendere il più gradevole possibile una cena per i propri “ospiti”, e poi è arrivato il titolare, un signore simpatico, grande padrone di casa  e persona discreta allo stesso tempo, che ha capito la nostra stanchezza (in tutto ciò io avevo pure un forte raffreddore) e il nostro bisogno di rilassarci con una cena che fosse piacevole ma leggera (e non troppo dispendiosa).

Abbiamo chiacchierato un po’ e lui oltre ad averci consigliato degli ottimi piatti, ci ha spiegato l’origine del termine Marausa, che non poteva che derivare dall’arabo “Mara u zac” che significa terra di pastura, una terra popolata in origine dai Fenici, che divenne poi terra dei pastori arabi. In questo litorale è stata trovata anni fa una nave romana che spero possa essere presto recuperata.

Ma al ristorante Beach di Marausa, a parte la gentilezza, l’ambiente romantico e direi anche poetico, c’è un elemento, se è possibile, ancora più idilliaco: il cibo. Sapori tradizionali ma rivisitati con originalità e fantasia, ingredienti del luogo, come le mandorle, i pistacchi, gli agrumi, il pesce fresco, aromi che ricordano le nostre origini arabe ed il sole di Sicilia, miscelati insieme con un’armonia tipica della migliore cucina siciliana.

Abbiamo, tra le varie delizie, potuto assaggiare la caponata di polpo che non conoscevo, spiedini di gamberetti, frittelle di neonata, sardina a beccafico, fritturina, insomma piccoli bocconcini paradisiaci fino ad arrivare ai primi, le busiate Marauzac

e un piatto di tagliatelle davvero strepitose con gamberetti e calamari ed un aroma di limoni e mandorle davvero significativo.

Insomma la poesia non è mancata nemmeno nel cibo, e per dissacrare ogni momento aulico, come è mio solito, posso aggiungere che abbiamo lasciato i piatti talmente puliti che non sarà servito nemmeno lavarli… insomma sembravamo digiuni da una vita (non proprio chic!), ma la verità è che grazie all’atmosfera gradevole per tutti i cinque sensi (e magari pure il sesto!), ci siamo rinfrancati e rilassati e abbiamo concluso con soddisfazione una giornata davvero magnifica.

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6 thoughts on “Approdo a Marauzac

  1. Evelin devi spiegarmi come a fare per aggiungermi ai tuoi lettori…cosi’ in bacheca vedo gli ultimi aggiornamenti dei tuoi post ..che mi stavo appunto perdendo…
    Ho letto tutto d’un fiato e le foto poi bellissime…prima o poi verro’ da quelle splendide parti…bacioni cara

  2. Grazie ragazze, un bacione a tutte.
    @Scarlett (e chi volesse avere gli aggiornamenti dei post): l’unico sistema che ho trovato fino ad ora è di iscriversi nella casella a destra dove c’è scritto: “clicca per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail”. Bisogna mettere la propria e-mail nella casella dove c’è scritto “sign me up”.
    Non ho trovato su wordpress un modo per avere i lettori come su blogspot.
    Evelin

  3. Grazie ragazzi per le belle parole che poi alla fine sono fondamentali per chi come noi (famiglia Di Bono) ci mette su questo lavoro, tutto l’entusiasmo, l’amore, la passione affinchè l’ospite si trovi a proprio agio, Vi aspetto ancora, quando potrete e vorrete. Vi voglio bene e ancora grazie. Antonio Di Bono, Beach Bar & Restaurant

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