Le Saline di Trapani, un viaggio onirico.

Il viaggio alle saline di Trapani è come una sorta di sogno ad occhi aperti, un percorso prima che reale, emotivo, perché i colori, i silenzi e forse anche il calore eccessivo riescono a far emergere dei sentimenti e delle sensazioni profonde.

Non è solito poter vedere tramontare il sole e vedere i suoi colori cangianti rifrangersi e tingere il mare immobile come fosse la tavolozza di un pittore; […]

non è usuale vedere miscelarsi nell’acqua le diverse tonalità dal rosso, all’arancio, al giallo, fino al bianco scintillante del sale e all’azzurro del cielo e del mare, in un’armonia che nessuna macchina fotografica, nemmeno guidata dall’occhio più esperto potrà mai imprimere, ma sono effluvi che si scolpiscono nel cervello e soprattutto nel cuore di chi ha la fortuna di guardarli.

   

Le saline, sono tra le cose più belle che la natura, insieme alla mano dell’uomo siano riuscite a creare, e non pensavo che ci fosse un luogo così, tanto vicino al mio mondo, si, perché quello delle saline è come un mondo a sé, quando ci si immerge sembra come di essere in una realtà a parte, sarà anche la calura dell’estate, sarà quel panorama lunare, saranno quei cumuli di oro bianco, ma è una strana dimensione, forse anche di solitudine infinita, ma piacevole.

Le saline esistono fin dai tempi dei Fenici e ad alti e bassi sono sempre esistite ed hanno, per molti secoli, rappresentato una fonte di ricchezza per Trapani e per i popoli che la dominavano, raggiungendo l’apice sotto la corona spagnola, che fece del sale un vero “business” e del porto di Trapani un centro di commercio a livello europeo. Quella zona sembrava creata apposta alla produzione di questo “tesoro” utilissimo per la conservazione dei cibi: il mare bassissimo dello Stagnone, il caldo incessante ed il vento forte.

Bastava l’ingegno umano per comprendere ed usare le potenzialità di quelle terre e quelle acque, per creare delle vasche e dei mulini a vento (utilizzati sia per la macinazione del sale che per il pompaggio dell’acqua da una vasca all’altra). Fino alla seconda guerra mondiale le saline funzionarono, per poi rischiare il totale abbandono e l’immersione nel fondo marino. Attualmente però alcune saline hanno continuato a lavorare, la zona è diventata riserva naturale, e alcuni privati stanno cercando di ripristinarle creando anche dei musei del sale.

   

Il viaggio nella via del sale, che va da Trapani a Mozia è di grande interesse, ovviamente la cosa che colpisce di più sono le vasche colorate, i cumuli di sale in cristalli luccicanti, ed i mulini a vento con i loro tettucci a punta rossa, a volte diroccati, in disuso, abbandonati, crollanti, a volte ripristinati. Le isolette, separate dalle acque, i passaggi in strade sottili e ponticelli che sembrerebbero emergere per caso e immergersi in acqua, da un momento all’altro. La terra piatta, le vasche regolari. Oltre a tutto questo, se fosse poco, sarebbe interessante osservare anche la flora del luogo e la fauna formata soprattutto da fenicotteri e altri volatili.

Durante la nostra gita tra le saline abbiamo incrociato casualmente la Salina Calcara, vagavamo (in auto) confusi tra le vasche, facendo foto e lasciandoci trasportare, da lontano ad un certo punto si vedeva un mulino più grande, un particolare agglomerato di muratura, era bello, bellissimo, ma sembrava come distaccato, una sorta di isolotto.

Ad un certo punto, nella solitudine totale e nella desolazione, un’altra auto ci sorpassa e così decidiamo di seguirla, sembrava tanto “sicura di sè”che immaginavamo avesse una meta precisa. In realtà era guidata da una coppia di turisti che cercavano anche loro un accesso a qual luogo. Quando l’auto stava per attraversare un piccolo ponticello, ho avuto quasi paura, ma poi ho pensato che potesse “reggere” il peso delle auto, in fine abbiamo trovato un ragazzo che accoglieva i visitatori (che erano davvero pochi, due o tre coppie di turisti).

Nell’isolotto della Calcara, uno dei tanti che formavano anticamente la città di Trapani, è stata ripristinata la salina e creato un museo a cielo aperto, con gli attrezzi usati per la coltivazione del sale: pale, ceste, un rullo di pietra, delle botti un carretto etc.

   

Si può visitare l’interno di un mulino, salire da una piccola scaletta di legno verso il tetto e vederne gli ingranaggi interni.

   

E’ una visita veramente suggestiva, dall’alto si vede parte della riserva,

poi si può raggiungere un museo interno, e visitare un altro mulino perfettamente integro,

poco distante dal complesso principale e addirittura salire sull’antico schifazzo San Giacomo, una barca da lavoro costruita nel 1879, utilizzata nei canali fluviali per il trasporto del sale. E’ un’esperienza veramente bella, arricchente e piacevole.

Finito il nostro giro nell’isolotto, siamo andati al museo del sale di Nubia, poco distante, dove era già giunto il tramonto ed anche noi sembravamo del tutto “salinizzati”, perchè l’acqua con cui ci eravamo sciacquati il volto nel bagnetto della Calcara, era particolarmente ricca di sale e le nostre magliette erano coperte di aloni bianchi.

Se avessimo avuto più tempo e forma fisica, avremmo capito al meglio l’utilizzo delle vasche, la lavorazione del sale grazie agli strumenti esposti, ma a quel punto ci siamo solo lasciati trasportare dal bello del tramonto e di tutto il panorama.

Le saline arrivano poi fino alla costa di Marsala vicino l’imbarco per Mozia, ed anche quello è un luogo fantastico, ma noi siamo arrivati quando era ormai quasi buio e così si è concluso un tour fantastico, suggestivo, onirico, che ci ha lasciato forte la voglia di un ritorno, perchè quando si vedono immagini così belle, non si può far altro che cercarle ancora…

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8 thoughts on “Le Saline di Trapani, un viaggio onirico.

  1. O ma che bellezza della natura son mai queste saline???? non m’è mai capitato di vederne… I colori del sole riflesso son favolosi… grazie per il tuo reportage baci e buon lunedì 🙂

  2. Che meraviglia, ne parlavamo giusto ieri Luca ed io, parlavamo della Sicilia, di quanto è bella e della varietà di paesaggi che può offrire. Stavamo leggendo un giornale e c’era la pubblicità di un’agenzia che proponeva una settimana ad ottobre alle Maldive a 2000 euro a persona. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti “Noi andremmo in Sicilia, altrochè Maldive!”. Un mese in Sicilia, a girare in lungo ed in largo anzichè stare barricati dentro un villaggio turistico seppure alle Maldive. Non sopportiamo l’idea di stare confinati, nemmeno se il villaggio turistico è super lusso, noi dobbiamo muovere i piedi e i pensieri. Le saline ci mancano, ma sono nel programma del prossimo viaggio in Sicilia, magari l’estate prossima!
    Baciotti da Sabrina&Luca

  3. @Ale: sapevo che ti sarebbero piaciute le foto delle saline, anche se non sono brava a farle, il luogo merita davvero!!!
    @Claudia: ti assicuro che vederle dal vivo è tutta un’altra cosa, non potevo credere che fossero così belle!
    @L&S: ragazzi, nemmeno io amo i villaggi, tornate in Sicilia! Sicuramente piacerà anche alla vostra pupattola!

  4. In effetti sono uno dei ricordi siculi più belli (che risale ad oltre 15 anni fa): proprio un posto fuori del mondo… Non sembra neanche di essere in Italia.
    Io i cumuli di sale li ricordo coperti con delle tegole di cotto.
    Uno dei posti dove, io che amo girare per luoghi sempre nuovi, ho intenzione di tornare 😀
    Bello il nuovo blog !!! Mi aspetto ancora tante “arabescherie” 😀

  5. Ciao le saline hanno un gran fascino per me, le ho viste solo nei film, ed ora con le tue bellissime foto..penso che la Sicilia sia una tappa obbligata..prima o poi.
    Per ora un caro saluto ed un grazie per il tuo gradito commento
    🙂

  6. @Jacopo: che bello che sei passato! Allora sei stato alle saline, io di tegole non ne ho viste, chissà magari hanno cambiato alcune strutture. Le arabescherie non mancheranno di certo!!!
    @Rirì: si sono veramente belle dal vivo! Grazie per essere passata!
    @Scarlett: quando farai il giro nella sicilia occidentale, non fartele scappare, non immaginavo fossero così belle! Bacioni!

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