A pasta chi fasola ‘ncirati

I Palermitani, l’estate, con 40 gradi all’ombra, chissà perché, amano mangiare le zuppe, le minestre e tutti quei cibi “brodosi” che fanno innalzare la temperatura corporea fino all’inverosimile.

Un esempio è la nostra tipica “pasta chi tinniruma”, una verdura molto particolare che altro non è che la foglia della “cocuzza” (zucchina) con la quale si prepara una minestra super bollente.

Un’altra alternativa tipicamente estiva, è “a pasta chi fasuola ‘ncirati”. Si, infatti cosa è più opportuno mangiare con il caldo atroce, il sudore che cola dalla fronte e l’umidità pazzesca? Una bella zuppa di fagioli freschi.

I fagioli che qui, vengono detti “fasuola”, se sono freschi di stagione, quindi non i classici fagioli secchi da far ammollare la sera prima, che a Palermo vengono apprezzati tantissimo in versione “fasuola bianchi cu l’accia” (zuppa di fagioli cannellini col sedano), sono detti: ‘ncirati.
Questo termine rappresenta una sorta di mistero, l’unica spiegazione plausibile che mi ha dato mia madre, ma che non è sicura al cento per cento, è che il termine siciliano ‘ncirati potrebbe essere tradotto da: incerati (ricoperti di cera), e visto che i fagioli freschi sono lucidi e lisci, potrebbero dare l’idea di essere coperti dalla cera. Chissà se è solo frutto della fantasia di mia madre o se è la verità!

Comunque i fasuola ‘ncirati sono buonissimi, si cucinano in poco tempo (una mezz’ora circa) e rilasciano un profumo squisito, malgrado per mangiarli si debba fare la sauna!

L’unica “camurria” (seccatura) è che prima di cucinarli si devono togliere dai baccelli, è un’operazione che fa perdere del tempo, ma solitamente le madri, per questa attività, mettono al lavoro tutti i componenti della famiglia, ed in ogni caso è meno faticoso di pulire le fave alle quali in più si devono pure togliere i “piricuddi” (occhi, o almeno credo sia questa la traduzione) .

Finita la seccante operazione, che a me non dispiace del tutto, sia perché apprezzo quei lavoretti che richiedono una certa pazienza (amo infatti fare il punto croce, mezzo punto, uncinetto…), sia perché amo tanto osservare i colori bellissimi e cangianti, con quelle particolari macchioline rosse e violacee dei fagioli e dei loro baccelli, insomma finito questo momento catartico, non resta che mettere tutto in pentola!

I fasuola ‘ncirati si apprezzano leggermente “brodosi”, con quel sughetto un po’ denso che è davvero squisito, io però li amo ancor di più “belli maccosi” (senza brodo e più densi). La tradizione vuole che si cucinino o con gli spaghetti tagliati (come nel suo post ha mostrato il blogger Alberto) o con gli (“attuppatieddi”), che altro non sono che i ditali (lisci o rigati), la cosa che mi fa divertire è quando i fagioli entrano nel ditale creando un ripieno veramente particolare!

Ricetta:
ingredienti: 1 chilo di fagioli (che sbucciati diventano la metà), una carota grossa, un ciuffo di sedano (con costa), una cipolla (media), 250 gr di pomodoro fresco o pelato, una patata, 350 gr di ditali rigati, sale e pepe, olio evo, acqua q.b.

Preparazione: sbucciare i fagioli e sciacquarli, tritare carota, sedano e cipolla e patata. Versare tutte le verdure, compresi i fagioli e la polpa di pomodoro, in una pentola d’acqua e mettere a bollire per circa mezz’ora. Aggiustare di sale. Prendere due mestoli di fagioli e frullarli (a parte) col minipimer, aggiungere ai rimanenti fagioli, così da creare un brodetto più denso.
A questo punto portare a bollore e versare la pasta, se il brodo dovesse asciugarsi troppo, si potrà mettere da parte un pentolino di acqua bollente, salata e aggiungerla poco alla volta fino ad ottenere la densità preferita. Quando la pasta è cotta al punto giusto, spegnere il fuoco, aggiungere una spolverata di pepe e un filo di olio evo.

Buon appetito con calore!

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9 thoughts on “A pasta chi fasola ‘ncirati

  1. Marò Evelin!
    Quanto sono contento che mi citi nei tuoi post?
    Ultimamente sono fuori dal giro, troppi impegni e troppo poco tempo per far tutto!
    Non ti ho neanche ringraziato per il post sulle melanzane, quest’anno mi è mancata troppo la Sicilia!
    Grazie! 😀
    E complimenti per essere passata su wordpress! 😉
    Ciao!

  2. Lo so che non hai potuto postare da un po’, prima di cambiare blog è capitato pure a me, dipende dai periodi, ma sono sicura che ricomincerai, perchè le tue ricette sono troppo buone!
    Le tue melanzane cordon bleu mi erano rimaste impresse da sempre; ieri invece mentre preparavo questo post, facevo la mia ricerca per scoprire le origini del termine ‘ncirati e trovo da te la ricettona… come fare a non citare uno dei miei blog preferiti?!?
    Comunque grazie ed alla prossima ricetta (palermitana doc, ovviamente!!!)
    Evelin

  3. Che bella spiegazione dettagliata! La masta con i “tinnirumi” la facciamo anche noi, però la chiamiamo “pasta con le cime”, devo chiedere ai miei genitori se per “tinnirumi” intendono qualcosa di diverso dalle cime… :))
    I Fagioli freschi, invece, non ci crederai ma non li ho mai cucinati… quasi quasi mi spiace di non averl etto prima il tuo post perchè li ho visti proprio ieri al mercato e li avrei sicuramente comprati!!! 🙂
    baci!!!

  4. Sono una fan della pasta e fagioli, ma devo ammettere che la cucino solo d’inverno, e solo coi fagioli in scatola, al massimo secchi…lo so che i fagioli freschi hanno tutto un altro sapore, devo assolutamente provare, almeno una volta, ma col caldo che c’è a Roma magari aspetto qualche settimana!

  5. @Ale: in effetti è vero, non ci avevo pensato! Baciii
    @Claudia: prova, me lo ha consigliato mia sorella ed è tutto un altro risultato!
    @Luna n.a. :quando vai al mercato comprali, sono squisiti e fra un po’ non se ne trovano più.
    @Lo: allora sei “palermitana dentro”! Buone le zuppe fagiolose.
    @Geillis: ti svelo un trucco, so che mangiati freschi sono il top, ma in famiglia usiamo comprarli d’estate e poi surgelarli in piccole porzioni per mangiarli durante l’inverno, ti assicuro che chi non lo sa non se ne accorge nemmeno, il sapore si mantiene identico, e d’inverno è ancora più piacevole mangiarli!

  6. anche io le mangio le zuppe in estate, magari non bollenti, ma faccio sempre la pasta e fagioli, la pasta e ceci, le minestre di verdure, e il te lo bevo caldo, che se fanno così nel deserto un motivo ci sarà… bellissimi i tuoi post su trapani, è una zona che mi attira tantissimo e prima o poi ci andrò, magari in primavera 🙂

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