Racconti di furti e di malintesi

A Palermo, i fenomeni di microcriminalità, come furti e scippi,ovviamente esistono, ma non quanto comunemente si potrebbe  pensare, insomma i criminali palermitani si occupano di ben altro…

Per esempio nella nostra passata esperienza col b&b, in otto anni solo quattro turisti hanno subito un furto e tutti sull’autobus per Monreale, in un solo caso è stata scippata una collanina al mercato del capo, devo dire che doveva essere un ladro parecchio coraggioso perchè la vittima era un turista cubano,  che pure se  persona di buon cuore e grande simpatia, aveva un aspetto da gigante, ex militare, supersportivo, con muscoli tatuati in bella vista, capelli a spazzola, un mix tra Schwarzenegger e Stallone dei tempi d’oro. Il siculo impavido mariolo gli ha rubato la collana con estrema semplicità dileguandosi poi nelle traverse del mercato.

A Palermo però, dipende dai periodi,  si sentono raccontare episodi di piccole rapine: i “fermi” subiti dagli studenti fuori sede alla fermata dei pullman (proprio al ritorno dai paesi), oppure furti di telefonini o orologi fuori dalle scuole, o scippi alle signore che vanno a fare la spesa.

Storie di vita vissuta.

Andavo in prima media e un giorno la mia insegnante di matematica era arrivata in classe tutta ferita alle braccia e alle ginocchia, le era stata afferrata la borsa da due ragazzotti in motorino, e l’istinto della dolcissima signora, l’aveva portata ad abbarbicarsi alla propria borsa, facendosi così trascinare per terra per qualche metro. La prof. aveva agito senza pensarci, recuperò la borsa ma rischiò parecchio.

Nello stesso periodo e nella stessa zona, mia zia aveva subito lo scippo della collana da parte di un giovane elegantissimo, giacca, cravatta e ventiquattrore, che le aveva chiesto un’informazione.

Era un giorno un po’ cupo e mia madre accompagnava a scuola me e mia sorella. Ad un certo punto un motore con su due ragazzi si avvicina velocemente a noi, sale sul marciapiede e ci blocca spalle al muro. Vedo mia madre diventare bianca e poi rossa, la sua mano stringe fortissimo le nostre. I ragazzi con voce alta si rivolgono a noi, mia madre offre  il borsellino ai ragazzi e con voce stridula urla: “tieni, tieni questo e vattene”…

Versione di mia madre:

i due ragazzi ci stringono al muro ed urlano in palermitano stretto : “signo’ rammi i picciuli” (signora mi dia i soldi).

Mia madre offre il portafogli con insistenza.

Reazioni: i ragazzi continuano a ripetere la stessa frase in palermitano, mia madre dopo aver offerto invano il portafogli ripetutamente, con tono terrorizzato dice: “che volete?”. Io e mia sorella abbiamo un’espressione sorpresa.

Un ragazzo infine scandisce: “signora u-n-n-i  è u C-a-r-d-u-c-c-i?” (signora dove si trova la Scuola Media statale Giosuè Carducci?”).

A questo punto l’arcano è svelato, mia madre urla: “ di lààààà”, ma vorrebbe dire: “ ma vaffa….”.

Insomma, tra picciuli e carducci, ucci e ucci, in stretto palermitano doc e preconcetti vari, il malinteso fu ben condito.

Mia madre tirò un respiro di sollievo, io e mia sorella (che avevamo da subito capito) ridemmo per i mesi successivi, e mi domando ancora cosa pensarono quei due che cercavano una scuola e si videro offrire ripetutamente un portafogli…

Seconda storiella. Sei anni dopo circa. Passeggiata con la mia amica del cuore al centro di Palermo.

Vicino ad una stradina si avvicina un giovane e mi blocca. Con insistenza mi dice: “dammi i soldi, sono appena uscito di galera, sono drogato, voglio i soldi”. A quel punto ingenuamente, commossa e dispiaciuta gli rispondo: “mi dispiace tanto per la tua situazione, ti giuro non ho soldi (era vero, nemmeno una lira!) ma la prossima volta che torno e ti vedo te li regalo con piacere (ero sincera!), te lo prometto, comunque ciao, a presto allora”, mi divincolo con naturalezza e con due passi raggiungo la mia amica. Lei mi dice: “ma non hai capito che ti stava derubando, è capitato ad altri, sempre lui”. Ed io : “Davvero? Mi sembrava che me li stesse solo chiedendo…”

Per concludere: tale madre tale figlia, ossia, una più tonta dell’altra!

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7 thoughts on “Racconti di furti e di malintesi

  1. ahahahahaahahah ma la figura di tua madre.. e tu… con tanta tranquillità.. troppo buona.. non pensi che nel mondo ci possa essere cattiveria e delinquenza.. ed invece…!!! Non parliamo di criminalità.. quante se ne sentono ultimamente a Roma.. gente derubata.. donne violentate.. o persone ammazzate per motivi futili.. ma che gli passa in teata a certa gente??!!! mah!!! baci baci e buona giornata

  2. oh che bello una risata col caffè del dopo pranzo.
    Però in effetti, dopo la risata, ho pensato che ormai siamo talmente abituati al male che anche non capendo pensiamo subito al peggio… cioè, parlo per tua madre, eh, che tu invece forse rappresenti ancora per fortuna una speranza nel bene? ^^

  3. ma perche’ non ricevo gli aggiornamenti????mi perdo i tuoi post…uff
    Quando leggo di queste cose penso che viviamo sempre una sorta di paura se qualcuno ci avvicina e viceversa a volte non vediamo il male quando ci sta accanto…fidarsi e’ bene ma non fidarsi affatto e ancora meglio…
    bacioni cara
    PS:il mio grandicello stamani aveva la faccia da cane bastonato ma le lacrime non sgorgavano piu…:-)))

  4. Sono napoletana, anche se da anni vivo a Milano, e a sentire chi vive in altre città sembra che a Napoli non si possa fare un passo senza essere derubata, scippata, uccisa.
    A parte un furto subito su un pullman, non mi è mai successo niente, ma tutti pensano che io sia di parte.
    La tua storia è divertentissima, mi hai fatto tanto ridere quando hai scritto il malinteso generato dai vari ucci!!!

    Baci e buon fine settimana

    Giovanna

  5. @Claudia:in effetti ero molto giovane e fiduciosa negli altri…
    @Madama Bavareisa: si, ironie a parte, siamo in una società che spinge sempre più all’individualismo e alla sfiducia per l’altro e soprattutto per il diverso, io in quegli anni avevo poche paure, adesso purtroppo sono aumentate con la maggiore consapevolezza, però in me malgrado tutto è rimasta la voglia di fidarmi degli altri.
    @Scarlett:ciao cara! Povero piccolo, l’altro giorno sono andata all’asilo dalla mia nipotina e che lacrimoni… Per le notifiche ho fatto una prova e quando inserisci la tua e-mail nella casella in alto a destra, dopo dovrebbe arrivarti una e-mail nella tua posta, con un link da confermare, speriamo bene! Intanto un bacione a te e al cucciolo!
    @Gianna: ciao, e si purtroppo dilaga ovunque…
    @Giovanna: mi hai fatto pensare a quando sono stata a Napoli, degli amici napoletani ci hanno terrorizzati dicendo di stare attenti praticamente a tutto, sarà che io sono abituata a Palermo, ma alla fine ero veramente tranquilla, insomma mi sentivo “a casa”e non è successo niente, bè solo un’amica fiorentina si è presa la fregatura comprando una stecca di sigarette che poi era vuota, però pure lei…!!!

  6. Quando ho letto l’episodio sugli “ucci” sono morta dalle risate XD!!! Comunque, io finora non sono mai stata “scippata”…e spero non mi succeda mai, dopo lo scippo subito da mio fratello un po’ di tempo fa ^^”’!!
    A proposito, grazie per la visita al blog, mi ha fatto davvero piacere :D! Speriamo si riesca presto a organizzare un incontro tra noi foodblogger palermitane ^__^!
    Buon wekeend!

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