Spaghetti al nero di seppia, ossi di seppia e ricordi vari

Quando penso alle seppie, fondamentalmente penso a tre cose.

La prima cosa è una spiaggia selvaggia dove raccogliere delle strane ossa abbandonate dal mare. Non  è una cosa macabra, tutt’altro: era una “ricerca” ed una “raccolta” che facevamo in famiglia quando ero piccola.  In spiaggia infatti poteva capitare di “incontrare” le ossa delle seppie che venivano portate dal mare sulla battigia quando ormai la seppia aveva smesso di vivere, e quelle ossa di forma ovale, di un bianco scintillante, si trovavano facilmente e noi le raccoglievamo per metterle poi nelle gabbiette dei canarini che mio padre allevava, era una cosa davvero strana da fare, ma passeggiare in spiaggia e contemporaneamente cercare qualcosa, come le conchiglie, le telline, i ciottoli ed anche quelle bianche ossa è una cosa che mi affascina tanto.

La seconda cosa che penso è sempre legata alle ossa del povero mollusco, ovvero una raccolta di poesie di Montale, tra le quali ce n’è una, Felicità raggiunta, che per me ha un significato molto importante, perché quando ero al primo anno delle scuole superiori, grazie a quel componimento, scrissi la mia prima poesia  che poi in realtà era un Tema “assegnatoci” da una meravigliosa e surreale professoressa di italiano, che aveva come titolo appunto quella poesia di Montale, ed io che ero in fase pessimistico-adolescenziale ( che poi non si distingue tanto da quella pessimistico-adulto-peter-pan  di adesso) ne fui folgorata ed ispirata… Nel caso della raccolta poetica di Montale infatti le ossa di seppia sono metafora dell’esistenza umana ( e certo non si può pensare che si tratti di una rappresentazione proprio ottimistica della vita…).

La terza cosa e forse la più interessante che mi viene in mente se penso alla seppia è invece un mitico piatto di pasta credo tipicamente siculo, che evoca pensieri allegri, e mangerecci: ovviamente non può che essere la pasta al nero di seppia, che a parte il suo aspetto un po’ dark, di inquietante o malinconico non ha nulla, anzi ha un sapore davvero unico, un profumo inebriante ed un colore strano ma così strano che però fa tanto originale, e se non si hanno particolari imbarazzi a mostrare, a fine pranzo, una bella dentatura tutta nera, mangiarla può essere davvero un’esperienza indimenticabile!

La pasta col nero di seppie, è un piatto davvero particolare, gustoso e molto semplice da preparare, la particolarità è data dal colore ma se qualcuno avesse delle titubanze, invito a scioglierle, quel nero dopo un primo sguardo sospetto, nulla toglie al piatto, anzi lo rende davvero unico ed inimitabile, e più è nero,  più significa che la seppia è fresca e che il gusto è buono. Se poi sembrerà fastidioso schizzarsi delle gocce di nero sulla camicia magari bianca (sembra davvero inevitabile), o mostrare i denti neri ai propri commensali, ci si potrà fare tutti insieme una bella risata nera (ma di umor roseo) perché uniti dall’identica dentatura scura.

Qualche piccolo trucco per l’acquisto le seppie: per essere sicuri che siano fresche, verificare che la pelle sovrastante il famoso osso di seppia ci sia e che sia integra. Se non si ha dimestichezza con la pulitura della seppia, far mettere al pescivendolo da parte la vescica contenente il nero onde evitare di disperdere tutto l’agognato colore nel lavandino.

Infine evitate di indossare abiti bianchi o raffinati, mangiare da soli (ma non è mai troppo piacevole) o  soprattutto in ottima e simpatica compagnia, e soprattutto abbondare nelle dosi!

Ingredienti:

una o più seppie di circa 300gr di peso (complessivo), 400gr di spaghetti, poco più di mezza latta di pelato da 400gr (quindi circa 300gr), un bicchiere di vino bianco, mezza cipolla, due spicchi di aglio, olio evo, sale, pepe.

Preparazione:

pulire bene la seppia (stando attenti alla vescica del nero), e tagliarla a pezzetti. Soffriggere la cipolla tritata in olio evo (mia  madre aggiunge al soffritto anche carota e sedano). Quando la cipolla è imbiondita aggiungere l’aglio (a cui togliere il germoglio interno), poco dopo aggiungere i pezzetti di seppia e far cuocere per qualche minuto a fuoco lento, quindi versare il vino e far evaporare, a questo punto aggiungere la polpa di pomodoro (può essere anche semplice salsa o qualche cucchiaio di concentrato di pomodoro), dopo alcuni minuti aggiungere anche il nero della vescica (tutto assumerà una nuova identità…), aggiustare di sale, aggiungere del pepe e far cuocere per altri dieci, quindici minuti circa. Usare il condimento per condire gli spaghetti al dente e decorare con del prezzemolo fresco.

Buon appetito!

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5 thoughts on “Spaghetti al nero di seppia, ossi di seppia e ricordi vari

  1. ma non ho mai visto le ossa di seppia!!!!! che forza!!! Io se mi nomini seppie.. penso subito a questa pasta.. che ho assaggiato una volta.. e mai più!!!! ottima davvero.. baci e buon w.e. 🙂

  2. io adoro questo piatto!pensa che mia mamma ha imparato sin da piccola a riconoscere le seppie fresche,mangiando gli occhi…glielo ha insegnato lo zio marinaio..a me fa molta impressione ma tutti quelli che ci guardano dicono che i nostri occhi nerissimi e grandi son dovuti a questa cosa qua…scherzi o verita’ a parte lo fan ancora oggi e quando cucina lei questa pasta ci lecchiamo i baffi..un grande abbraccio e sempre molto interessanti i tuoi post..baci

  3. Brava Evelin, cosa c’è di più buono della pasta col nero di seppia? E’ il mare in tavola, pensa che lo uso come test per amici e conoscenti non siciliani se superano il test (mangiando la pasta) allora possono ritenersi miei ospiti futuri per mangiate a base di pesce…..

  4. Pingback: > Spaghetti al nero di seppia | Giornale Blog

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