L’ Alivi ammuttunati del mio bisnonno Peppino

Il mio bisnonno Peppino non l’ho mai visto di presenza, ma mi sembra di conoscerlo da sempre grazie ai racconti di mia madre e al romanzo che lei ha appena scritto sulla vita di questo omone così particolare.

Fu un giramondo, uomo moderno per i suoi tempi, spinto dalla curiosità, la voglia di conoscenza e l’insofferenza verso le costrizioni imposte dalla famiglia e dalle tradizioni. Abbandonò così la sua amata Sicilia per imbarcarsi  su diverse navi verso luoghi lontanissimi, fino ad arrivare al Polo Nord sulla mitica Stella Polare comandata dal Duca degli Abruzzi. Amante della cucina (preparava piatti prelibati per i suoi compagni di viaggio) e della lirica, con la sua voce di baritono amava intrattenere gli amici. Tornò in Sicilia dopo più di cinque anni e vi rimase per sempre anche se la voglia di viaggiare non gli mancò mai visto che divenne ben presto un ferroviere.

Il bisnonno Peppino era un omone forzuto e un grande raccontatore di storie a volte vere a volte inventate, la sua vita si arricchì di innumerevoli esperienze, tra i suoi ricordi orsi polari, l’aurora boreale, il sole di mezza notte… per mia madre fu una figura importantissima visto che visse nella sua stessa casa fino alla morte, quando era ormai molto anziano ma sempre allegro, divertente e fantasioso. Intratteneva (in tempi in cui la televisione non esisteva) tutta la sua famiglia con le sue narrazioni ricchissime di particolari ( devo dire che tutti i suoi successori hanno ereditato da lui il dono della favella e del racconto, insomma siamo tutti logorroici) e la sua musica: non smise mai di cantare.

Mi sarebbe piaciuto conoscerlo, ma fortunatamente so tantissimo di lui, sono rimaste anche alcune foto, purtroppo quelle che portò dal lungo viaggio, che riprendevano paesaggi incredibili, andarono quasi tutte perse dopo i traslochi, soprattutto perché a quei tempi non si diede molta importanza a quelle testimonianze di una storia così particolare.

Dicevo che una passione del mio bisnonno Peppino, era la cucina, c’era un semplice ma speciale antipasto che durante le ricorrenze, anche quando era molto anziano, amava preparare, sfizioso al punto giusto e sempre apprezzato da tutti i commensali: le olive ammuttunate (ripiene).

Quando decideva di fare il suo speciale antipasto, la mattina si preparava ed andava al mercato del Capo, tra i banconi speziati  e colorati, ne sceglieva uno tra i più invitanti, quello delle olive e tra le infinite varietà (olive schiacciate, nere acciurate, cunsate, passuluna etc) sceglieva le bianche (sarebbero quelle verdi) di dimensioni molto grandi, che poi venivano avvolte nel coppo di carta oleata.

Con calma preparava tutti i suoi ingredienti, un “camellino” (ciotola) e un piatto e cominciava così la sua accurata preparazione: tagliare a metà le olive e togliere l’ossicino, e poi preparare la conza: ogghiu, limiuna, muddica, caciu, pitrusinu, agghia, sali e pepi (olio, limoni, pan grattato, formaggio, prezzemolo, aglio, sale e pepe). Pian piano, con pazienza riempiva le olive e le richiudeva, le poneva in un bel piatto da portata dove per decorazioni aggiungeva fili di cipolletta scalogno e soprattutto delle piccole alici sott’olio avvolte intorno a dei capperi altre delizie siciliane.

Quando ho ripetuto in piccolo questa operazione, utilizzando le olive più grosse prodotte dai miei alberelli, mi sono sentita felice ed anche emozionata, ho sentito un po’ della storia della mia famiglia percorrermi nelle vene ed ho immaginato nella mia mente il dolce canto di un anziano nonno.

L’assaggio delle alivi ammuttunate è stata una vera sorpresa, un gusto incredibile, antico, perfetto ed equilibrato grazie anche all’aggiunta del limone, da provare e tutto sommato  facile e veloce da realizzare.

In questa ricetta gli ingredienti sono dosati ad occhio, non so bene quantificare, quindi seguite l’intuito, in proporzione però va bene un cucchiaio di formaggio grattugiato per ogni quattro, cinque di pangrattato.

Ricetta: Alivi ammuttunati

Ingredienti: olive verdi di grosse dimensioni, pangrattato, aglio, limone, formaggio (cacio cavallo) grattugiato, olio evo, prezzemolo, alici, capperi, sale pepe.

Preparazione: in una ciotola mescolare pan grattato (per es. 4 cucchiai), formaggio grattugiato (1 cucchiaio), una manciata di prezzemolo tritato, sale, pepe, uno spicchio d’aglio tritato sottilissimo, il succo di mezzo limone, olio (quanto basta a rendere morbido l’impasto). Far riposare. Tagliare le olive a metà  (per lungo) e togliere il nocciolo, riempire di condimento e riunificare le due metà.  Metterle in un piatto da portata e decorare con gli ingredienti che si hanno a disposizione, come alici, capperi, cipolla scalogno etc e condire con olio e succo di limone.

Buon appetito.

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7 thoughts on “L’ Alivi ammuttunati del mio bisnonno Peppino

  1. Che bella figura, e che occhietti vispi !
    Anche io avevo un nonno che ha girato molto e che amava la cucina (il “cappone di galera” sul mio blog è suo, e, come da tradizione, solo lui lo poteva preparare per il Natale; ora lo prepariamo io e mia madre).
    So quindi cosa puoi aver provato mentre riempivi le olive e l’abbraccio che hai dato al bisnonno dopo averle assaggiate.
    Bellissimo post (anche se questa volta non c’entrano gli arabi, inventori delle spinacine :-D)
    Un abbraccio grande !!!

  2. Che bella persona deve essere stato il tuo bisnonno.. veramente!!!! e ste olive invece che gli si può dire??? troppo buone.. non si sa quante ne divorerei se solo le avessi qui!!!! baci e buon w.e. .-)

  3. Non so Chi Tu sia nel senso che non conosco nè il Tuo nome nè il Tuo CV. Ma scrivi in maniera deliziosa: prima con il cuore e poi con la mente. Le Tue ricette, i Tuoi sapori prima si provano con l’animo e poi con i sensi. Complimenti. Auguri.

    • E’ un vero onore ricevere questo commento, grazie per tutte le considerazioni che mi riempono di gioia. Il mio nome è Evelin Costa ed il mio CV è fatto di pochissimi titoli, sono semplicemente una persona che ama scrivere, immaginare, raccontare e sognare. Cari saluti.

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