“Purpetti di nunnata” un piatto sfizioso e controverso.

Nelle tavole dei palermitani tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera prima o poi non  potrà non apparire un piatto che è una vera leccornia, più che un pasto uno sfizio.

“In un momento, con un solo assaggio ci si perde tra le onde profumate del mare”.

Questo piatto in dialetto si chiama “purpetti di nunnata” che italianizzato diventa “frittelle di neonata” dove per neonata si intende  il novellame di pesce.

Frittelle di neonata

E’ un piatto davvero gustoso che però è frutto di infinite controversie e dibattiti politici: è giusta la pesca del novellame? Come e con quali limiti deve essere effettuata? continua

La cotognata poetica ed ottimista

Poco tempo fa, scrivendo un post dedicato ai cibi adatti per la pausa pranzo fuori casa, ho ripensato ad un particolare cibo che, anche se adesso è stato quasi dimenticato, nel passato era fondamentale per i pranzi o le colazioni fuori casa, per le pause scolastiche e che, insieme alle tavolette di cioccolato fondente, faceva anche parte del cibo di cui disponevano i soldati: sto parlando dei quadratini di cotognata perfetti da mangiare velocemente, energetici e gustosi.

marmellata di cotognata

Il sapore della cotognata per me è tra i più buoni e poetici che possano esistere. Una sinfonia di profumi, un gusto antico, morbido, rassicurante, classico ma misterioso come quel frutto così strano a vedersi e disarmonico; così come si trova in natura è immangiabile, aspro, duro, “zurbuso” (acerbo) diremmo in Sicilia, eppure è capace di essere trasformato e  grazie alla cottura, sprigionare una dolcezza inimmaginabile ed un profumo incantevole. continua

I cacocciuli tagghiati a pizzuddicchi impanati e fritti

Ci sono profumi che ricordano episodi, e come ho spesso scritto, l ‘odore di frittura mi fa pensare ai miei nonni paterni.

A casa di mia nonna in generale c’è sempre odore di cibo, buon cibo, come se non facesse altro che cucinare; la sua casa sempre superpulita e brillante, odora di sapone e di mangiare, magari la cucina è appena stata pulita, i suoi capelli sono freschi di parrucchiere, ma lei incurante di schizzi di frittura e odori vari ricomincia a friggere, in un ciclo continuo.

Tra i fritti che a casa di mia nonna ho sempre mangiato, il pezzo forte sono i cardi in pastella, ma un’altra verdura che non si può non friggere sono i caccocciuli (carciofi),

carciofi

che possono essere cucinati nei modi più svariati (dal semplice a viddanedda, con la muddica, ammuttunati, sottolio, con le uova a brodetto etc) ma uno dei più comuni è il tagghiarli a pizzuddicchi (tagliarli a pezzetti), impanarli e friggerli. continua