Il palermitano doc al Villaggio Turistico.

Ho già raccontato di come i palermitani abbiano sempre avuto una sfrenata passione per il villino, il luogo ideale per le vacanze estive, un vero status simbol negli anni 80, che tutti costruivano abusivamente in luoghi più o meno ameni della provincia palermitana, perché il villino non doveva essere troppo lontano dalla città visto che spesso il pater familias durante i mesi estivi doveva continuare ad andare a lavorare (facendo il così detto Sali e scendi) mentre il resto della famiglia si trasferiva nella residenza di mare o di campagna. Sarà che ormai quasi tutti avevano già il villino (condonato, riallargato e ricondonato), o forse la tendenza del momento era ormai passata, o che la crisi doveva ancora arrivare, ma una quindicina di anni fa si è diffusa la moda del “villaggio turistico”, che però adesso va scemando pian piano a causa dell’impoverimento e della disoccupazione che sta portando le famiglie sempre più a rimanere a casa, estate e inverno.

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Il villaggio turistico è un luogo veramente interessante per lo studio dell’antropologia palermitana e non.  continua

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Tarsu o non tarsu? Cronache da Terrasini.

Cronache da una piazza
Due giorni fa sono stata ad una protesta che si è svolta a Terrasini, e visto che non ho pretese di fare informazione (d’altra parte non sono una giornalista) posso permettermi di raccontare questo momento con un po’ di ritardo e secondo il mio esclusivo punto di vista.

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Abito a Terrasini da pochi anni ma non sono pienamente integrata perche la mia vita si svolge ancora molto a Palermo e anche perché non vivo in paese ma in campagna, così i miei rapporti sociali terrasinesi si svolgono per lo più con i pochi vicini, con i gatti, gli insetti etc. continua

Le favette fresche con le uova

Le fave sono uno degli ingredienti principali della cucina povera siciliana e non solo, esistono tante ricette a base di fave: che siano fresche, grandi, piccoline, secche, con la buccia, sono sempre molto apprezzate. Dal “macco” (zuppa cremosa a base di fave secche) che si può mangiare con o senza pasta, alle “fave a cunigghio” (a coniglio, ovvero bollite e condite con olio e origano), le fave con i giri (con le bietole), la “frittedda” (zuppa di carciofi, piselli e fave), fino ad arrivare alle favette fresche con la cipolletta, non ci si stanca mai di mangiarle, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui sono fresche, di piccole dimensioni e tenere.

uova con le fave

E’ incredibile come cercando informazioni su internet si trovino notizie davvero curiose, per esempio l’avversione che il famoso filosofo e matematico Pitagora provava per le fave. Incredibile, un pensatore la cui vita è avvolta nel mistero, uno studioso grazie a cui sappiamo qualcosa in più riguardo ai triangoli rettangoli, ma soprattutto colui che forse fu il primo vegetariano dell’occidente, rifiutava le fave: non voleva nemmeno toccarle, guardarle da lontano, altro che zuppe e ricette, preferì farsi uccidere piuttosto che fuggire attraverso un campo di fave. continua