Tarsu o non tarsu? Cronache da Terrasini.

Cronache da una piazza
Due giorni fa sono stata ad una protesta che si è svolta a Terrasini, e visto che non ho pretese di fare informazione (d’altra parte non sono una giornalista) posso permettermi di raccontare questo momento con un po’ di ritardo e secondo il mio esclusivo punto di vista.

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Abito a Terrasini da pochi anni ma non sono pienamente integrata perche la mia vita si svolge ancora molto a Palermo e anche perché non vivo in paese ma in campagna, così i miei rapporti sociali terrasinesi si svolgono per lo più con i pochi vicini, con i gatti, gli insetti etc.

Finalmente questa protesta mi ha dato modo di partecipare ad una iniziativa pubblica in questo paese che comunque è molto vivo, certo ero già stata a qualche mostra di pittura o fotografia, ma niente è paragonabile ad una protesta di piazza, un po’ come i comizi elettorali dove conosci un aspetto molto particolare della cittadinanza, alle volte vengono fuori tutti i cosiddetti “curtigghi” (voci di popolo) e rancori sopiti per anni, così anche nella protesta in piazza si possono osservare alcune peculiarità e per me è stato molto interessante conoscere  anche perché ho capito che le proteste di paese sono molto diverse da quelle di città.

 

Intanto è importante dire il tema, ovvero l’aumento del 50% della tarsu, la tassa dell’immondizia che già tutti odiano in quanto tassa, in più considerando che l’immondizia seppellisce le vie, riempie le periferie, alimenta sporcizia, infezioni, topi, crea sgomento (per non dire schifo) nei turisti che oramai più che fotografare monumenti o panorami si dilettano a immortalare i variopinti cumuli , fomenta i piromani, la tarsu viene pure considerata un inutile latrocinio, ed in effetti qualcuno che evade c’è anche… visto che a pagare la tanto vituperata tassa sono solo il 40% dei terrasinesi.

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Il comizio è indetto dal “Comitato Cinisi e Terrasini per l’Ambiente” ed attraverso i portavoce richiede l’abbassamento della tarsu ritenuta illegale, l’abbattimento dell’evasione (se pagano tutti si paga di meno, sembra ovvio ma ormai abbiamo imparato a capire che non lo è), lo sviluppo della raccolta differenziata. Si ascolta pure un ambientalista di sinistra di Alcamo ex assessore ai rifiuti urbani, che racconta come da loro sia sviluppata la differenziata e paghi il 95% della cittadinanza una tassa molto bassa e il paese sia pulito (confermo).
Poi interviene il Sindaco di Terrasini che all’inizio si arrampica sugli specchi scaricando le colpe all’Ato (l’azienda che gestisce la raccolta) e agli evasori, affermando in pratica di non avere alcun potere, e poi qui avviene il colpo da maestro, proprio quando dal pubblico iniziano le reazioni di rabbia e indignazione, il Sindaco prende in mano la situazione e trasforma la protesta in una vera e propria assemblea in cui lui sembra essere il mattatore; si aprono gli interventi ordinati e lui risponde molto disponibile e secondo i casi dettagliato o ironico, così alla fine tutti vanno via un po’ rintontiti, lo ringraziano, e se da un lato è importante che la cittadinanza si confronti così pubblicamente è pure strano che il contestato diventi quasi il protagonista positivo della situazione.
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La gente in piazza comunque era abbastanza informata e composta, c’erano trecento persone circa, moltissimi anziani che nei paesi rappresentano spesso la parte più attiva, non ho mai visto tanti anziani in nessun presidio palermitano, dove a volte capita che i partecipanti siano più i militanti ed i soliti impegnati (di cui ho fatto parte per tantissimi anni) che coloro che vivono direttamente i problemi (che rassegnati rimangono a casa). C’erano alcune donne tra le più agguerrite e preparate, c’erano persone davvero preoccupate, c’era anche la tipica “signora maria”, una vecchietta grillinizzata che invitava tutti ad andarsene a quel paese, che i politici sono “latri” (ladri), che tutto è un “mancia mancia” e che se avesse avuto la pala (una nuova versione del forcone) avrebbe sbancato tutto (non l’immondizia, ma coloro che abitano il municipio), insomma ormai, comprensibilmente, va di moda questo mantra ed anche l’attempata signora forse un po’ arrabbiata, forse un po’ disperata ha avuto il suo bel dire tra qualche sorrisino scherzoso degli altri partecipanti.

La cosa si conclude così, tra il sindaco che non può farci nulla, i soliti poveri idioti (quel 40 % di cui anche noi facciamo parte) che devono “accollarsi” sia l’aumento della tassa, sia l’immondizia che copre tutte le strade, e l’eterna voglia di migliorare questa Sicilia dove tutto cambia per rimanere sempre uguale.

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One thought on “Tarsu o non tarsu? Cronache da Terrasini.

  1. Non scrivi nulla di nuovo, mia cara. Roma, che è la capitale, in questi cinque anni ha subito un degrado indescrivibile, cassonetti divelti e strapieni, immondizia per strada, cicche dappertutto, non ti dico che figura facciamo con i turisti, che guardano questo scempio, unito al traffico caotico, mezzi pubblici presi d’assalto, e non si capacitano…

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