Il “treno speciale” della Sicilia

Qualche tempo fa ho scritto un post in cui introducevo una nuova rubrica di questo blog dedicata al mio modo di concepire il viaggio, in quell’articolo parlavo del mio primo vero viaggio avventuroso cominciato in un “tipico autobus palermitano”, qui vorrei continuare a scrivere del viaggio e “concludere” quella strana avventura che proseguì su di un ancora più bizzarro mezzo di trasporto: il treno, ma non un treno normale, un  “treno speciale siciliano per una manifestazione”  e se già i treni che viaggiano dalla Sicilia sono davvero unici nel loro genere, quelli destinati ai  manifestanti sono veramente singolari. 

Premetto che non prendo un treno da quasi sette anni, ma dal 1999 al 2006 ho viaggiato davvero tanto su e giù per l’Italia, anzi direi meglio, dalla Sicilia all’Italia, a volte in compagnia a volte da sola. Ho dormito in quasi tutti i posti in cui si può dormire su di un treno, dal sedile alla cuccetta, al corridoio, nell’intramezzo tra un vagone e l’altro,  fino al bagno (questa è un’esperienza che non consiglio a nessuno, ma in gioventù può capitare), in effetti mi manca il bagagliaio e pensandoci  ci sarei anche stata dentro alla perfezione.

Viaggiare in treno è un’esperienza straordinaria e per me che amo da sempre osservare i comportamenti umani, questo  mezzo di trasporto è stato davvero inimitabile, perché mentre si viaggia si può stare in piedi e camminare nel corridoio, mangiare, si può chiacchierare con gli amici o con gli sconosciuti, si possono conoscere persone che mai ti sarebbe capitato di incontrare, si può osservare ogni tipologia umana ma soprattutto quella più disperata, si può leggere, fare la settimana enigmistica, scrivere poesie, dormire (poco), ed io  soprattutto durante quegli interminabili viaggi notturni dalla Sicilia ho potuto  parlare all’infinito con chiunque mi capitasse a tiro, mangiare l’arancina più brutta del mondo, cenare con un panino avvolto nella carta stagnola, prendere il caffè all’alba alla Stazione di Napoli senza nemmeno scendere dal treno,  sciacquare il viso nelle fontanelle della Stazione di Roma, per poi continuare ancora a viaggiare accompagnata da quell’affascinante e ritmato rumore emanato dall’incontro tra il treno e le sue rotaie.

Nel treno mi sono capitati tanti strani episodi: non  storie importanti, eventi degni di eroi, ma piccoli momenti di vita normale e non. Ho conosciuto storie incredibili di strani vagabondi, di donne che viaggiavano con i propri bambini, signore che emigravano, vicende tristissime raccontate da anziani, ho aiutato una donna durante un attacco di panico dovuto alla improvvisa mancanza di luce (strano che un’ansiosa come me ci sia riuscita), ho cercato un vecchietto che si era smarrito sul traghetto, ho parlato per ore con una siciliana che si era trasferita al nord per diventare cassiera in un supermercato senza però essere felice, ho fatto amicizia con una signora di Milazzo con cui mi sono divertita tantissimo in traghetto e non ho mai più rivisto, ho fatto i turni insieme ad altre persone di buon cuore per permettere a tre anziani  privi di posto a sedere  di dormire in un sedile, ho mangiato panini, biscotti e dolciumi offertimi da mamme premurose  che hanno insistito all’infinito per farmi mangiare le loro untuosissime leccornie.

Ci vorrebbe un libro per raccontare tutto questo, chissà se prima o poi mi deciderò  a scriverne qualche pagina, ma per adesso mi limiterò a parlare dei treni siciliani che sono così brutti come una comune mente umana non potrebbe immaginare:  i sedili in simil-pelle marrone con tanto di  aloni lasciati dalle teste dei vari viaggiatori durante i decenni (poi sostituiti da più moderni sedili in stoffa blu sempre con aloni giallognoli), con i braccioli estraibili, quei sedili allungabili per permettere di sdraiarsi o quelli da trasformare in cuccette a castello da coprire con allettantissimi lenzuoli di carta, gli accessori color bronzo, gli orribili quadri raffiguranti  alberi o vecchie immagini di città seppiate,  il pavimento dal colore indefinito tra il beige ed il grigio, solitamente macchiati da chewing-gum di vecchia data, quegli spazi tra i vagoni  che passandoci sopra non puoi non temere che si aprano, e  i bagni  fetidi ed indescrivibili  col water di ferro porcellanato e tavoletta nera, dal cui foro si vedono le rotaie (e si può solo immaginare dove finiscano i bisogni delle persone), al lavandino arrugginito, lo specchio opaco, la carta igienica (inutilizzabile) grigiastra e ruvida  con sopra stampato il logo delle ferrovie dello stato, il finestrino per sua intrinseca natura rotto.

Ma il vero simbolo  è  l’odore:  il “profumo” del treno è unico, imparagonabile a qualunque altro odore, ti rimane addosso e non va via, te lo senti nel naso anche dopo una doccia, dopo aver viaggiato in treno dalla Sicilia, non ci si può mai sentire puliti, è  impossibile, quando scendi porti con te quell’odore che si può solo definire “odore di treno” e che per un po’ ti fa ricordare di essere diverso.

Quando viaggi dalla Sicilia verso il continente c’è sempre e comunque “il Momento Catartico” per eccellenza, l’evento  inevitabile:  il traghettamento, un  momento che  ti fa percepire di essere “un isolano”, ti fa cogliere la separazione, il confine tra te ed il resto, perchè il mare rappresenta un limite che non si può non considerare.

Se viaggi in treno puoi non accorgertene solo se più che dormire cadi in uno stato di catalessi,  perché il treno impiega quasi un’ora per  entrare dentro il traghetto, inserendo ogni  carrozza andando avanti e indietro. Alla fine ti trovi nella “pancia” del traghetto ed affacciandoti  dai finestrini ti vedi stipato tra altre carrozze o appiccicato alla parete  bianca e ferrosa  della nave. A quel punto per evitare un attacco di claustrofobia, a  chiunque verrebbe  voglia di salire sul ponte del traghetto,  per sgranchirsi un po’, respirare l’aria pura, l’odore selvaggio del mare, sentire il vento sul volto, vedere le tua terra allontanarsi ed una nuova costa avvicinarsi. E’ un momento unico, poetico, riflessivo, anche io che soffro il mare, sul traghetto non posso che concentrarmi e meditare, e se trovo il coraggio mangio l’arancina del traghetto che è qualcosa di veramente terribile, non c’entra nulla con le nostre arancine, è nauseante, ma non si può rinunciarvi, è una prova di forza, un simbolo, una metafora.

Arrivata fin qui concludo con quel mio primo viaggio avventuroso verso una manifestazione a Roma: partendo dalla Stazione di Palermo (ed anche su questo luogo ci vorrebbe un post a parte), su un treno speciale con un migliaio di persone per meno della metà dei posti. Per un po’ mi ci sono persa in quel treno, non trovavo il mio gruppo, non trovavo volti amici ma solo gente della più svariata tipologia, ho assistito con stupore ad un gioco di gruppo idiota, mi sono un po’ disperata, poi mi sono divertita, ho discusso dei temi della manifestazione che erano fondamentalmente l’antirazzismo e il lavoro; non ho trovato posti per sedermi e tanto meno per dormire, nemmeno sul pavimento del corridoio diventato un tappeto umano, mi sono avvilita ma anche innamorata del treno, della vita, del mondo,  dell’umanità  …

Annunci

One thought on “Il “treno speciale” della Sicilia

  1. buon giorno carissima Evelyn!!!! sei riuscita a dare un tocco di poesia anche a questa fotografia, di una realtà , della nostra terra: i treni. Hai colto alla perfezione quello che provo anch’io, le rarissime volte, che salgo su di un treno siciliano. Hai ragione…la cosa peggiore è la sporcizia e l’odore terrificante, per non parlare del rest. L’unica cosa positiva è il traghetto….positiva nel senso che rafforza in me, qualora ce ne fosse bisogno, il concetto di “insularità” che mi è così caro e che qualcuno, ha tentatoto di scipparci, pensando di fare un fantomatico “ponte” che , così lungo non esiste un nessuna parte del mondo , in una zona alatamente sismica, come la storia passata e recente ci racconta, solo per sperperare denaro che, invece dovrebbe servire a rendere le nostre carentissime infrastrutture, un pò piu’m adeguate ad un paese europeo…..brava come sempre e un abbraccio!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...