Milincianeddi ammuttunati della nonna

Di tanto in tanto in questo blog scrivo di mia nonna che è una vera palermitana doc da generazioni e tra le sue caratteristiche c’è quella di saper cucinare solo “alla palermitana”: non riesce a concepire altre ricette, non saprebbe nemmeno da dove cominciare, lei a tavola conosce e riconosce babbaluci agghio e ogghio, testa di capretto cunzata, cacocciuli ca tappa i l’ovu, pasta chi tinnirumi, fasola acciurati, pipi ammuttunati, caponata, pasta chi sardi, sardi a beccafico, carduna ca pastietta, spitina, vrocculi affucati, cucuzza fritta, crastuna cu picchiopacchio, pasta c’anciova, capretto aggrassato, cacocciuli fritti, vopi ca cipuddata, baccalà chi passuli, capone fritto, ficatu ri sette cannola, pasta cu sucu e i milinciani fritti, ficatu fritto all’agrodolce etc, se dovesse preparare dell’altro si confonderebbe ed il suo stomaco non riuscirebbe mai a digerire una minestrina, perché lei dice che non bisogna “malabbituarlo”, perché poi si ritroverebbe a mangiare come una malata e a non campare più. La sua filosofia di vita (gastronomica) si può riassumere in due detti : “a panza è biddicchia cchiùssai ci ‘nni metti cchiùssai si stinnicchia” e “ a carni sta bedda a atta”.

Milincianeddi ammuttunati

Mia nonna, per confondere mio padre, simula di mangiare “a leggero” almeno a cena: insalate, minestre o una tazza di latte, però puntualmente lui trova tracce di “todari” fritti, nunnata, babbaluci etc. Qualche giorno fa avendo sentito odore di gamberi le ha chiesto: “mamma hai  cucinato gamberi bolliti?”. Ha risposto: “no, assolutamente, unni manciavu”. Ma lui sentendo il forte odore ha cercato tracce e le ha trovate, erano gamberetti fritti mimetizzati in frigo, lei messa davanti al fatto compiuto ha detto: “ma unn’eranu vugghiuti, eranu fritti” (ma non erano bolliti erano fritti). E si, bisogna essere molto precisi…

Qualche giorno fa le ho detto che sul mio blog avevo messo le sue foto della caponata e che in tanti le avevano fatto i complimenti, e lei mi ha chiesto: “ma picchì ci vinni comu a mia?” (perché l’hanno preparata ed il sapore era come quella mia?”), cosa dirle, spero di si, noi “virtualizzati” per gradire e fare complimenti ci accontentiamo delle foto, lei donna pratica vuole la prova concreta!
Quello stesso giorno le ho detto che avevo mal di stomaco e volevo mangiare “a leggero”, così, come cura l’indomani mi ha fatto avere “i milincianeddi ammuttunati “ che aveva preparato la sera prima. Le ho assaggiate, un vero spettacolo e il mal di pancia è passato, chissà saranno davvero terapeutiche?

milincianeddi ammuttunati

I milincianeddi ammuttunati sono un tipico piatto dell’estate palermitana, è facile in questo periodo trovare dai nostri “putiari” delle melanzane piccolissime “nostrane” o “tunisine” che prima di essere fritte e cotte nel sugo si ammuttunanu (imbottiscono) con menta formaggio e aglio; l’operazione dell’ammuttunamento nelle famiglie palermitane era riservata spesso ai nonni o comunque a coloro che avessero molta pazienza. I gusti sono tipicamente siciliani perché si unisce l’aroma dolciastro della menta, al salato del caciocavallo, con l’amarostico della milincianedda, tutto unito con la salsa di pomodoro fresco, insomma una vera cura per il corpo e per la mente (da assumere in piccole dosi!).

milincianeddi ammuttunati

Ricetta :Milincianeddi ammuttunate

Ingredienti: 8 milincianeddi, foglie di menta, 8 spicchi di aglio, cubetti di cacio cavallo, sale, pepe, olio evo, salsa fresca di pomodoro.

Preparazione: Tagliare il picciolo delle melanzane, sciacquarle, se sono melenzanine nostrane e quindi più amare, metterle per un po’ in acqua e sale, poi scolarle, sciacquarle ed asciugarle, con le melenzanine tunisine invece si può saltare questo passaggio. Con la punta del coltello incidere ogni melanzana in 4 punti,. In un piattino preparare un mucchietto di sale e pepe. In ogni incisione aiutandosi con il coltello infilzare menta, caciocavallo a pezzetti , un pizzico del sale e pepe e per finire un pezzo di aglio per tappare e non far fuoriuscire il tutto; quando sono tutte ammuttunate, in un tegame con olio evo si fanno soffriggere a fuoco basso rigirandole, finchè tutti i lati si colorano e sembreranno appassite. A questo punto si aggiunge la salsa fresca precedentemente preparata, fino a coprirle e si cuoce fino a quando le melanzane sono cotte , aggiustare di sale e buon appetito.

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5 thoughts on “Milincianeddi ammuttunati della nonna

  1. Pingback: Svizzera: quando l’aglio è come l’oro | b&b Piccola Sicilia

  2. Ahhh le nonne..che grande tesoro!
    Io da buona palermitana sono già stata coccolata da questi sapori, ma, ahimè, a me le hanno sempre cucinate” una suocera splendida”che adesso cucina le sue prelibatezze in paradiso….e adesso prendere spunto dalla tua nonna è un po come ricordarla un abbraccio e complimenti.

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