La foce del Platani, Secca Grande, Capo Bianco: paradisi terrestri siciliani

Io amo il mare che con la sua musica calma l’anima, che sembra fatto di un’infinità di lacrime salate dove immergersi per ritrovare il sorriso. Non c’è niente di più dolce di quell’abbraccio che lascia sulla pelle una patina bianca di sale, per me è essenziale, ma per viverlo ho bisogno di avere con lui un rapporto ancestrale, interiore, che posso trovare solo nei luoghi più selvaggi, dove la natura ha ancora il sopravvento sull’attività umana.

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Questi luoghi esistono, non bisogna andare troppo lontano, io li ho trovati in Sicilia a Settembre, un mese bellissimo in cui le temperature consentono ancora di vivere il mare nella sua pienezza, di passeggiare senza soffrire troppo il caldo, di nuotare e di non trovare il turismo selvaggio.

C’è un territorio reso fertile da tre fiumi e per questo ricco di prodotti agricoli tra cui spicca l’arancia, orgoglio della Sicilia, con un tratto di mare ancora pulito, freddo, che bagna una infinita spiaggia dorata e piccole scogliere e che culmina in una montagna bianca, liscia e scintillante, dalla quale poi si arriva in nuovi territori, nuove spiagge ed altre scogliere bianche; parliamo del sud della Sicilia, quello che da anni amiamo esplorare a piccoli tratti, una zona bellissima e selvaggia, che da Selinunte arriva fino ad Agrigento, per poi continuare ancora fino all’estremo sud, che speriamo prima o poi di raggiungere. Questa volta abbiamo esplorato le zone tra Seccagrande ed Eraclea Minoa, con delle veloci incursioni a Capo Rossello, di fronte alla Scala dei Turchi e Siculiana Marina e dal lato opposto delle brevi visite a Piana Grande e San Giorgio.

Realmonte (125)

Necessiterebbe troppo spazio per raccontare in questo post tutto e dettagliatamente, mi limiterò a riportare poche notizie ed alcune mie impressioni concentrandomi sulla zona di Seccagrande fino alla Riserva della foce del fiume Platani, le zone di mare più vicine a Ribera, un importante centro dell’agrigentino noto soprattutto per la produzione dell’arancia chiamata Riberella che viene coltivata nelle campagne circostanti. Ribera è un nome di origini spagnole che significa bacino tra i fiumi, ma era anche il nome di Maria Afan de Ribera, moglie spagnola del principe Moncada che fondò la cittadina intorno al 1636, quindi un nome legato alla natura del luogo ma soprattutto un omaggio all’amore.

I tre fiumi che bagnano queste terre sono il Verdura, il Magazzolo e il Platani. Mi piacciono molto le foci dove l’acqua dolce del fiume si fonde con quella fredda e salata del mare, fortunatamente negli anni sono state protette e sono diventate delle riserve naturali, così hanno mantenuto intatto il loro fascino, la loro natura fatta di alberi, piante, animali, colori e profumi.

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Seccagrande è una frazione di Ribera, la sua spiaggia forma un arco sporgente nel mare, che termina in una grande secca con diverse scogliere che ha dato il nome alla località. E’ nata come residenza estiva di molti riberesi che durante i mesi caldi scendevano e scendono tuttora verso il mare, lasciando il loro paese e le loro terre e costruendo delle case per le vacanze. A Seccagrande c’è un bel lungo mare che d’estate è molto affollato, ma a Settembre è quasi deserto.

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Abbiamo avuto con questa località un impatto completamente diverso da quello che potrebbe avere un qualunque turista che vi approdasse ad Agosto trovando locali, pizzerie, ristoranti, chioschi, discoteche sul mare etc, noi abbiamo trovato solo un bar aperto, un’edicola con due signore dai capelli corti e bianchi e dai modi gentili, un piccolo supermercato e poco più. Pochissime persone e una calma assoluta che a noi piace tanto ma che può sembrare strana se si tratta di una località balneare semivuota.

secca grande (19)

La rada di secca grande anticamente doveva apparire come un piccolo porto, era adatta a questa funzione sia per la conformazione della spiaggia, sia perché in un punto vicino la riva detto il fosso della «Lagusta» il mare è molto profondo, però più che in un porto negli anni si trasformò nel luogo di vacanza di molti abitanti di Ribera che costruirono il bel lungomare Gagarin, con tante palme, molte delle quali però adesso sono state distrutte dal punteruolo rosso, dove comunque è molto piacevole passeggiare.

La spiaggia di Secca Grande prevalentemente è fatta di ciottoli , poco distante dal lungomare sfocia il fiume Magazzolo (Il cui nome deriverebbe dall’arabo magzil, che significa “acque vorticose” ed anticamente era denominato Alba),

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dopo la foce c’è una spiaggia sabbiosa e selvaggia,

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abitata da centinaia di gabbiani che al nostro passare hanno spiccato maestosamente il volo lasciando un’infinità di piccole impronte e sovrastata dalle dune di argilla e da collinette ricche di macchia mediterranea, palme nane, fichidindia, arbusti

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fino ad arrivare alle rocce dorate che separano dalla meravigliosa riserva della foce del Platani, uno dei posti più belli che abbia mai visto.

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Per visitare tutte queste spiagge si deve avere tanta voglia di camminare, perché solo così si può gustare tutto il fascino di una zona ancora fortunatamente in parte incontaminata. In queste spiagge nel passato approdavano i bastimenti a vela che portavano i cereali in paesi lontani, mentre adesso sono solo riservate al turismo che però sembra mantenersi rispettoso anche perché molte spiagge non sono di facile accesso.

Un’altra frazione di Ribera è Borgo Bonsignore chiamato anticamente in siciliano Santu Petru dove vivono una cinquantina di persone,
borgo bonsignore (8)
è un borgo rurale costruito alla fine degli anni trenta, precedentemente era uno dei feudi del Ducato di Bivona, denominato appunto San Pietro, adesso è più che altro un centro turistico estivo, si trova in una collinetta che sovrasta spiagge incontaminate: il Lido Fuggitella, Pietre Cadute e la zona della Riserva naturale orientata Foce del fiume Platani. Questo è un paradiso terrestre fatto di sabbia dorata, pinete verdeggianti e mare cristallino.

Da Seccagrande fino a Capo Bianco (da cui poi si giunge fino ad Eraclea Minoa),

eraclea e bovo marina (3)

la spiaggia della riserva della foce del Platani è la più bella e quando, superato il fiume, si arriva alla falesia di Capo Bianco ci si sente avvolti dalla magia, almeno per me è stato così. Ho camminato così tanto da quasi non farcela più, ma quella montagna bianca sembrava chiamarci e quando l’ho potuta toccare è stato come un sogno ad occhi aperti, la ventilazione, il mare puro, la pietra liscia e scintillante, la sabbia pulita e tanto amore, cosa desiderare di più?

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Su quelle pietre mi sono arrampicata come fossi una bambina e se avessi osato di più, salendo fino in cima, avrei anche trovato i ruderi dell’antica città greca di Eraclea Minoa fondata dai Selinuntini, un vero incontro tra storia e natura.

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Alla riserva si accede da un cancello e si può solo camminare a piedi, c’è un bosco di pini, eucalipti e acacie e tanta vegetazione mediterranea, ci sono dei viottoli che permettono di addentrarsi nel bosco o di arrivare a mare in pochi minuti. Entrando dal cancello il modo più rapido per arrivare al mare è andare verso destra fino ad arrivare alle casette dove c’è il personale che cura la riserva, poi si scende verso un area attrezzata con tavoli e panche di legno

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e infine si arriva al mare, ma si può anche scegliere di addentrarsi nella zona boschiva attraverso i viottoli freschi e ricchi di vegetazione dove si vedono volare degli uccelli coloratissimi.

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La spiaggia è bellissima, verso destra si va verso il lido fuggitella fino a ragiungere le scogliere di Seccagrande, andando a sinistra invece si cammina verso il fiume Platani fino a Capobianco, se si avesse la forza di continuare si potrebbe arrivare fino ad Eraclea, Bovo marina, Torre Salsa, insomma un percorso infinito verso il sud. Noi ci siamo fermati a Capo Bianco e nelle dune di sabbia lì intorno, luoghi meravigliosi e solitari, dove non c’è quasi nessuno, abbiamo incrociato alcuni nudisti che in effetti per realizzare il proprio desiderio di immersione totale nella natura non potevano scegliere un luogo più isolato e riservato…

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Camminando camminando, abbiamo visto delle piccole capanne di legno, ci siamo ristorati con frutta e acqua, il mare era poco mosso, ma non troppo freddo e bellissimo, ogni tanto incontravamo dei gabbiani ed altre specie di uccelli più piccoli, fino a vedere pure tre falchetti volare sopra la montagna bianca,

falchi      falco

poi abbiamo incrociato il fiume che è uno tra i più grandi del sud della Sicilia, la sua portata d’acqua non era poi così ampia, lo abbiamo guadato facilmente, mi piaceva sentire l’ incontro tra le acque più calde e rapide del fiume e quelle fredde e salate del mare, che creavano un punto in cui la corrente sembrava più forte.

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Il Platani anticamente era chiamato Alico dal greco Halykòs (salato), nasce al confine tra le provincie di Palermo e Agrigento e separa la provincia di Agrigento da quella di Caltanissetta, quando arriva in mare crea una vegetazione ricca e lambisce delle dune di sabbia erbose, uno dei posti più rilassanti del mondo, tra il verde, la sabbia d’oro, il fluire delle acque, lo scrosciare del mare, il sole tiepido e l’aria ventilata. Da lì ancora pochi passi e si arriva alla tanto agognata punta bianca,

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quello è il massimo della felicità.

Per vedre altre fot di Seccagrande vai qui

alcune notizie sono tratta da:

http://www.comune.ribera.ag.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/181

http://it.wikipedia.org/wiki/Ribera

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3 thoughts on “La foce del Platani, Secca Grande, Capo Bianco: paradisi terrestri siciliani

  1. Che bel post che hai fatto Agave cara……. Mentre si legge sembra di stare in questi meravigliosi posti. Brava tesoro, hai scelto di fare una bellissima vacanza. La nostra Sicilia offre splendidi paesaggi. Mi hai fatto rilassare. Un bacio. Enza

  2. Che bel post che hai fatto Agave cara……. Mentre si legge sembra di stare in questi meravigliosi posti. Brava tesoro, hai scelto di fare una bellissima vacanza. La nostra Sicilia offre splendidi paesaggi. Mi hai fatto rilassare. Un bacio. Enza…….p.s. . Si capisce che sono Enza Accardi? È uscito fuori un vecchio nick name che usavo prima…… Mah!!!

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