L’azolo: un colore siciliano

Da bambina se qualcuno mi avesse domandato quali sono i sette colori dell’arcobaleno, avrei cominciato il mio elenco nominando subito “l’indaco”, sarà che mi sono sempre piaciute le cose complicate e difficili da tenere in mente. Quando ho scoperto l’esistenza di questo colore che è uno strano incrocio tra il blu ed il violetto, ne sono subito rimasta colpita, ma in realtà la prima volta che ho  scoperto la parola “indaco”, conoscevo già  da tempo la sua tonalità, solo che lo avevo sempre sentito chiamare alla maniera siciliana: “azolo”.

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L’azolo è un colore dal “sapore” atavico, anticamente quando le nostre nonne lavavano la biancheria usavano risciacquarla in acqua e azolo per togliere quel l’ingiallimento che spesso il tempo, l’usura ed i raggi solari provocavano alle lenzuola, che quando venivano stese per essere asciugate,  avrebbero dovuto scintillare e veleggiare all’aria aperta come delle colombe bianchissime. A pensarci  bene l’uso dell’azolo più che una vera soluzione, era un trucco di illusione ottica: le nostre nonne,  alchimiste inconsapevoli, non potendo eliminare il giallo, lo coprivano con l’azzurrato dell’indaco e come per magia la biancheria, magari vecchia o rattoppata, ritrovava il suo splendore.

foto da internet

foto da internet

Mia nonna continua ad usare l’azolo ancora oggi  e va molto fiera delle sue lenzuola fresche, ricamate e bianchissime,  quando le stende al vento è sicura che nessuna vicina di casa avrà nulla da ridire perché quel tono azzurrato le farà apparire le più pulite di tutta la zona. Ricordo che tanti anni fa, quando mia sorella fu ricoverata per un’appendicectomia, la nonna  si oppose all’utilizzo delle lenzuola della clinica e portò quelle di sua proprietà, “apparecchiò” il letto come fosse quello di una principessa e orgogliosa disse : “queste si che sono bianche e pulite, certo i lavavu cu l’azzuolu”. Sfacciatamente obbiettai che a me sembravano un po’ troppo tendenti all’azzurro per essere definite bianche, ma io sono troppo “pillicusa” e lei immediatamente mi gelò con il suo sguardo, anche quello tendente all’azzurro.

Quando andai a vivere nella vecchia casa di campagna dei miei nonni, mi intenerii molto quando trovai nella dispensa dei detersivi la polvere di azolo, chissà perché ma mi sembrò qualcosa di molto prezioso.

L’azolo non viene usato solo per lavare la biancheria, in Sicilia anticamente veniva anche usato come colore per tinteggiare l’esterno delle vecchie case, inquacinate e azzolate.

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Mi affascinano sempre le vecchie pareti scrostate dal tempo ma tendenti all’azzurro e tanti anni fa mi rimase anche impressa una vecchia casa di paese, dove c’era una camera da letto che aveva un’alcova azzolata: una sorta di rientranza che conteneva un vecchio letto d’ottone, separata dal resto della stanza da una tenda, quella parete tondeggiante e imperfetta era dipinta del color dell’indaco,  era un’antica usanza, che mi piacque tanto.

L’indaco è il colore dei tuareg, non so come si sia diffuso in Sicilia, ma ho scoperto che il nome azolo è di derivazione spagnola, il termine  blu infatti si traduce con azul.

Dopo aver concluso questo post potrei anche provare ad usare l’azolo della mia dispensa, perché sia mia madre che mia nonna mi hanno finalmente spiegato che si usa mettendone un cucchiaino in un piccolo fazzoletto legato come un fagottino ed intinto delicatamente nell’ultima acqua di risciacquo della biancheria, ma visto che sono più teorica che pragmatica, penso che per un bel po’ di tempo le mie lenzuola veleggeranno ancora come delle colombe ingiallite dal sole …

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8 thoughts on “L’azolo: un colore siciliano

  1. AZOLO! La parola ha un suono d’altri tempi. Da ragazzino, a carnevale, ne rubavo un cucchiaino a mia madre perchè mescolandolo al limone ottenevo un composto puzzolente che insieme agli amici utilizzavo per fare “scherzi”. Non so se si trova ancora e dove comprarlo.

    • L’ azolo diluito con un po’ d’acqua e con l’aggiunta del limone, formava quella che noi ragazzini, negli anni 50/60, chiamavamo “bombetta puzzolente”. Funzionava e funzionerebbe se noi ragazzi di quasi 67 anni ci provassimo ancora.

      • mia madre, non appena ha letto i vostri commenti riguardo l’uso dell’azolo come puzzolina, ha avuto un ritorno al passato, ha ricordato gli scherzi che facevano a scuola o in famiglia… se me l’avesse detto prima, il post avrebbe acquistato tutto un altro tono…comunque ora so come posso usare ‘azolo che ho in dispensa 🙂 !!!

  2. Leggo solo ora questo bellissimo post che riporta alla mia infanzia a Palermo. anche mia madre usava l’azolo per i lenzuoli e noi bambini facevamo le ” bombette puzzolenti” !

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