“Metamorfosi”, mostra di Evelin Costa e Pino Manzella a Terrasini (PA)

Ho il piacere di invitarvi alla mostra di pittura che realizzerò insieme al pittore e amico Pino Manzella tra il 21 Agosto ed il 10 Settembre 2015.

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Venerdì 21 Agosto 2015 alle ore 21.30, presso la sala espositiva del Margaret Cafè di Terrasini in Via Madonia 93, si inaugura la mostra di pittura intitolata “Metamorfosi” di Evelin Costa e Pino Manzella. La mostra sarà visitabile tutti i giorni fino al 10 Settembre 2015.

Una serie di quadri che secondo diverse sfaccettature rappresentano, la metamorfosi, simbolo della trasformazione e della complessità del reale. Diverse interpretazioni del tema a partire dal mito, dalla letteratura e da una osservazione critica della realtà. Ironia, fantasia, sogno, stupore come strumenti per affrontare e decodificare l’esistente.

Così scrive Giuseppe Viviano nel testo di presentazione della mostra intitolato “Oltre le apparenze”: Metamorfosi” è un’esposizione bipersonale di pittura di Evelin Costa e Pino Manzella sul tema classico della trasformazione somatica, del cambiamento morfologico e della coppia di opposti identità-alterità. […]  Evelin Costa e Pino Manzella interpretano il topos mitologico-letterario della metamorfosi con lo stile e il linguaggio espressivo che li distingue e li identifica. Due linguaggi a confronto e due modi di intendere la pittura, differenti nella scelta del supporto e del colore, nella selezione dei soggetti, nel messaggio, uniti nel comune denominatore del concetto di mutazione formale cui corrisponde una mutazione concettuale, una traslitterazione di significato. Entrambi parlano al presente. […] Evelin Costa predilige il ritratto, in primo piano e a figura ambientata. Si avvale di tecniche e materiali classici, di colori a olio e tela, talvolta integrati con preziosi inserti. Nelle sue tele rivivono i personaggi di alcuni tra i miti greci più noti, in un impianto pittorico in cui l’atto di reinterpretazione morfologica e semantica mantiene la riconoscibilità del soggetto e del mito cui si riferisce. Rappresentano figure femminili, simboli e paradigmi di una condizione esistenziale, al centro di una ricerca estetica e concettuale non scevra da finalità di denuncia sociale. […] Pino Manzella preferisce le allegorie, il simbolismo. Le sue tele sono fogli di carta e vecchi documenti; i colori, gli acquerelli. Le sue metamorfosi sono ironiche, allusive, da leggere con rimandi a un piano di significato altro rispetto a quello visivo. Da interpretare. Si ispirano liberamente al repertorio mitologico o alla letteratura più recente, a Nitzsche e Kafka, si legano all’attualità, alla cronaca, alla politica. Anche da questa rassegna emerge la passione civile di un uomo del suo tempo, di un cittadino, di un artista coerente nell’impegno sociale e negli ideali… 

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Antonino G. Perricone, talento artistico e tempra umana

Il 24 giugno 2015 leggo un post su Facebook scritto dalla pittrice Antonella Affronti: “Antonino G. Perricone se n’è andato”, poche parole che comunicano una grande tristezza.

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Antonino G. Perricone è stato un grande disegnatore, incisore, scultore, pittore, punto di riferimento per l’arte contemporanea siciliana e, se pur per pochi anni, anche gallerista, ma soprattutto è stato un uomo ed artista dal carattere deciso e tenace, questo è quello che emerge dalle sue opere e dai racconti degli amici e di chi ha condiviso con lui lunghi tratti del suo significativo cammino artistico.

Ho conosciuto personalmente Antonino G. Perricone in due occasioni legate alla mostra collettiva “Ci vediamo al Margaret Cafè”, prodotta dalla Galleria Studio 71 di Palermo, nella quale era esposto anche un suo quadro. La prima volta al Margaret Cafè di Terrasini il 5 dicembre 2014, e poi a marzo del 2015, quando la mostra si spostò a Palermo alla Libreria del Mare. In entrambe le occasioni, per timidezza, grande emozione e riguardo nei suoi confronti, non ebbi modo di parlargli o rivolgergli qualche domanda, come avrei voluto, però nella seconda occasione che lo vidi, mi trovai coinvolta in un piccolo momento scherzoso durante il quale, sorridente, ci raccontava che da ragazzo portava la barba, poi tolta per amore della moglie. In quel momento, quell’aria apparentemente burbera lasciò spazio alla simpatia e ad uno sguardo dolce, di uomo, se pur sofferente, ricco di un grande carattere. Un piccolo ricordo che tengo caro. CONTINUA su cinisionline