Cara ragazza e care noi donne…

Cara ragazza, non scrivo il tuo nome perché tutti oggi ti stanno radiografando la vita ed è già sufficiente. Cara ragazza e care noi donne, c’è chi dice che la questione di genere non esiste più, che c’è la parità, che le ragazze sono libere tanto quanto i ragazzi, che non serve più parlare di femminismo. Sono spesso le stesse donne a dirlo, illuse da una libertà apparente. E’ davvero così? Siamo libere? Allora perché esistono branchi di uomini che violentano in gruppo una donna? Perché esistono mariti che uccidono la moglie che li lascia? Perché le donne devono stare attente a uscire la sera? Perché se una ragazza è fragile, ribelle, complessa, confusa o incazzata con la vita sembra quasi scontato che ci siano dei maschi a sbucare dal nulla per violarne il corpo e l’anima? Perché se sono bianchi e adolescenti, lei, anche se è minorenne non viene definita una bambina ma invece è descritta come una che se l’è cercata? Non è una che se l’è cercata, non è una bambina, non è una tossica e non è una che dovrebbe stare chiusa dentro casa. Ogni donna è una donna che qualunque scelta faccia, giusta o sbagliata, non deve essere toccata da nessun uomo senza la sua volontà. Poi si possono fare le analisi psicologiche che tanto piacciono in tv, sulla famiglia, sui genitori assenti, sul problema della droga e dell’alcol, sugli adolescenti di oggi, sugli spacciatori immigrati e su quelli italiani. Poi ci sarà chi ne approfitterà e strumentalizzerà il caso solo per scopi politici. Si possono fare i processi pubblici, si possono scrivere tanti commenti di odio, ma io mi domando quando si rifletterà sul fatto che una donna non debba avere più paura del genere maschile. Quando finirà la logica del possesso che fa vedere il corpo femminile di proprietà degli uomini, che siano mariti, ex fidanzati, padri, fratelli, compagni di classe, amici, spacciatori?
Che le donne siano libere e solidali tra loro, che possano urlare la loro libertà, la loro ribellione. Che la ribellione non sia annichilimento o annullamento tramite sostanze stupefacenti o alcool, ma che sia lotta, riscatto, impegno, forza, solidarietà, amicizia. Amiche donne alziamo la testa, facciamo rete tra noi, uniamoci per essere più libere di uscire, di vivere, di ridere, di trovare una energia nuova nella nostra fragilità. Stiamo insieme e supportiamoci, madri, figlie, sorelle, amiche, coinvolgendo gli uomini che credono che le donne debbano essere libere veramente e complessivamente, c’è ancora bisogno di fare molta strada insieme!

Evelin Costa

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