Cinisi sceglie la solidarietà

In questi giorni si sono accese a Cinisi alcune polemiche su facebook a partire dalle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Palazzolo alla Redazione de Il Siculo  tramite un videomessaggio

In seguito, diversi giornali online (basta andare su google e cercare “Cinisi immigrati” e si troveranno ancora tanti articoli), hanno ripreso ed in parte anche esasperato le dichiarazioni del Sindaco soffermandosi in particolare su un episodio svoltosi diversi giorni prima, riguardante la protesta di alcuni minori stranieri non accompagnati che abitano a Cinisi all’interno dell’Ex Opera Pia, in una delle 4 comunità di accoglienza per stranieri che esistono nella cittadina e che sono gestite da Cooperative sociali. La protesta era stata probabilmente motivata dalla mancata consegna del pocket money (dell’ammontare di meno di 2 euro giornalieri) o dal desiderio di cominciare le lezioni scolastiche, che al momento ai ragazzi sono negate per problemi burocratici.

Secondo ciò che riportavano con toni allarmati questi giornali e siti online, i ragazzi per ottenere ascolto avrebbero chiuso il portone dello stabile dell’Opera Pia. Nello stesso edificio si trova anche un asilo frequentato da cinque bambini. L’episodio si è scoperto successivamente essere di nessuna rilevanza, i ragazzi infatti avevano solo chiuso una delle tante porte di accesso, il tutto sarebbe durato pochi minuti ed i bambini che si trovavano insieme ai propri insegnanti in un altro piano del palazzo non si sono accorti di nulla. I ragazzi comunque non avevano alcuna intenzione di coinvolgere i bambini, con i quali non hanno mai avuto alcun contatto.

Così è stato raccontato anche su Repubblica Palermo e Palermotoday in due articoli molto dettagliati.

Purtroppo però la grande quantità di articoli che più o meno titolavano: “Migranti hanno preso in ostaggio i bambini dell’asilo”, “O ci pagate o sequestriamo i bambini”, considerando anche il periodo di difficoltà sociale che si vive e le paure diffuse, hanno suscitato e stimolato tantissimi commenti razzisti su diversi gruppi facebook, in seguito molti di questi sono stati cancellati proprio perché eccessivamente offensivi.

Nei giorni successivi a Cinisi un gruppo denominato “Azione Talos” ha realizzato un volantinaggio ed esposto uno striscione con scritto “Questa è casa tua difendila”. Poi si sono presentati alcuni esponenti di Forza Nuova con striscioni che riportavano slogan come “I bambini non si toccano, fuori gli immigrati”, esposti di fronte l’Opera Pia e lungo il corso di Cinisi, le foto di questa iniziativa sono state pubblicate sulla pagina fb di Forza Nuova Palermo 

Su facebook Matteo Salvini, leader della Lega Nord, ha dato la solidarietà al Sindaco di Cinisi

IMG-20170929-WA0000

Anche Francesco Vozza esponente del movimento di Salvini a Palermo ha espresso la sua solidarietà al Sindaco.

Roberto Fiore di Forza Nuova ha scritto al sindaco di essere “a sua disposizione…”

Alcune forze politiche di opposizione hanno preso delle pubbliche posizioni, ecco quella di La Rigenerazione  e quella del PD

Il Sindaco fino ad ora non ha rilasciato nuove dichiarazioni né smentite, ma su ilSiculo un nuovo servizio ha sottolineato che il messaggio del Sindaco è stato travisato

Diverse associazioni e movimenti di volontariato si sono riuniti in un’assemblea il 3 Ottobre per dare voce ad una Cinisi che mette al centro la solidarietà, l’interculturalità, l’accoglienza, e per dare una risposta alla campagna mediatica che ha rischiato di dare un’immagine distorta di Cinisi, quella di città razzista e respingente. E’ questa una risposta unitaria, senza riferimenti partitici, che vuole raccontare che a Cinisi esistono tante realtà che rifiutano ogni forma di razzismo e che si impegnano quotidianamente per l’accoglienza e la solidarietà, con un’attenzione particolare nei confronti del disagio sociale sia degli immigrati che dei cittadini locali.

E’ nata la pagina fb cinisisolidale e su alcuni balconi di Cinisi sono stati esposti striscioni con frasi che parlano di interculturalità, accoglienza e solidarietà.

Riportiamo qui il Comunicato Stampa firmato dalle dieci associazioni che lo hanno condiviso e redatto:

Giorno 3 ottobre 2017 si è riunita a Cinisi un’Assemblea di Associazioni che agiscono nel territorio, per dare voce ad una Cinisi che mette al centro la solidarietà, l’interculturalità, l’accoglienza, e per reagire alla campagna mediatica che tramite siti online e social network ha rischiato di dare un’immagine di Cinisi che non le appartiene, quella di città razzista e respingente.
Ci accomuna l’esigenza di conoscenza reciproca e di incontro con le diverse comunità immigrate, le diverse culture ed etnie presenti nel territorio.
Ci proponiamo: di agire nel territorio in solidarietà con tutte le fasce più deboli sia immigrate che locali e di contribuire a favorire l’integrazione e l’interscambio tramite il coinvolgimento diretto nelle attività sociali, culturali e ricreative svolte dalle associazioni.
Siamo uniti contro ogni forma di razzismo, perché ci riconosciamo in un’unica specie umana e riteniamo che con l’incontro, la conoscenza e lo scambio culturale si possa cominciare un percorso comune verso la costruzione di una società libera e migliore per tutti.
Associazione Officina Rigenerazione
Associazione LabNovecento45
Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato ONLUS
Libera-mente società cooperativa  sociale
Gruppo 8 Marzo
Azione Cattolica Parrocchia Ecce Homo
Gruppo incontrarsi è cultura
Associazione culturale Peppino Impastato Onlus
Clan del Gruppo Scout Cinisi 1
Associazione Culturale Asadin

Articolo di Evelin Costa

 

Annunci

Cartoline d’artista per la libertà di espressione

mosaico aggiornato

In questi giorni da Facebook è partita una campagna che unisce l’arte, la libertà e l’amicizia, in contraddizione con il clima d’odio che dilaga ultimamente sui social network.

Questa iniziativa intitolata: “Cartoline per la libertà, #emilianolibero #liberitutti”, nata spontaneamente e per spirito di amicizia, ha coinvolto finora 50 tra pittori, fotografi e poeti che hanno dato un proprio contributo di solidarietà in nome della libertà di espressione.

Molti tra i partecipanti sono artisti di Palermo e provincia, nomi noti del panorama culturale siciliano, ma anche tante persone comuni che amano esprimersi attraverso le arti visive o la scrittura. Hanno partecipato anche artisti non siciliani, tra cui una pittrice messicana che da così lontano ha voluto contribuire con uno splendido dipinto. Anche due bambine hanno partecipato inviando un proprio disegno.

In questo caso facebook è stato utilizzato per creare una Community positiva di persone che si stanno unendo con lo scopo di solidarizzare con il giovane attivista di Partinico Emiliano Puleo e con altri quattro ragazzi italiani che da giorno 7 luglio si trovano ingiustamente reclusi nel carcere di Amburgo in Germania, dopo il G20.

Tanti, tra amici e familiari di Emiliano, in questi lunghi due mesi e mezzo, hanno cercato in diversi modi di chiedere la libertà del loro amico e non solo, proclamandone a gran voce l’innocenza. Sono stati realizzati presidi a Partinico, Palermo, Roma, Amburgo. Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi ha dato la sua solidarietà esponendo uno striscione dalla casa che fu di Peppino e di sua mamma e che oggi rappresenta un luogo di giustizia e legalità.

Tra le tante iniziative si è aggiunta anche questa iniziativa delle “Cartoline per la libertà”, degna di nota perché ha mobilitato persone al di là dei colori politici, per una semplice partecipazione umana verso una storia che appare davvero incomprensibile ed inaccettabile.

A parlare è l’arte. La bellezza ed i colori si oppongono all’asetticità incolore di una cella ingiusta.

Lo scopo della campagna, avviata tramite un appello rivolto ad artisti e poeti, è quello di creare delle cartoline d’artista, sul tema della libertà, da inviare ad Emiliano ed agli altri ragazzi per alleviare la solitudine della prigionia. Tante cartoline sono già state spedite.

La storia di Emiliano ha colpito molto chi ne sta venendo a conoscenza. Emiliano si è recato ad Amburgo, dove si riuniva il G20, per esprimere il proprio dissenso contro le politiche internazionali. E’ stato arrestato, non durante i tumulti, ma mentre si incamminava per fare ritorno nell’ostello in cui alloggiava. Come leggiamo su La Repubblica del 18 settembre, Emiliano ed altri 4 giovani italiani sono: << accusati di tentata violenza, “ma le prove sono inconsistenti” >>. Il legal team che difende Emiliano afferma infatti che, agli atti, contro Emiliano c’è solo la testimonianza del poliziotto che lo ha arrestato indicandolo come uno tra coloro che si trovava nel gruppo dei “violenti e facinorosi”, ma non esistono video o foto che provino questo ed Emiliano da allora si è sempre dichiarato innocente.

Nelle carceri tedesche sono reclusi tanti altri ragazzi fermati durante il g20, i tedeschi sono usciti in attesa del processo, gli stranieri invece, tra cui i 5 italiani, sono in carcere, la motivazione è il pericolo di fuga.

I ragazzi italiani sono: Emiliano Puleo, Alessandro Rapisarda, Riccardo Lupano, Orazio Sciuto e poi c’è anche Fabio Vettorel che, essendo appena diciottenne, si trova in un carcere per minorenni e come si apprende da La Repubblica: <<i media tedeschi parlano di un arresto avvenuto mentre Fabio prestava soccorso a una ragazza che si era fratturata una gamba e cercava di evitare che venisse travolta dalla folla.>>.

Chi ha potuto conoscere queste notizie, circolate inizialmente solo nei giornali locali e, dopo due mesi e mezzo, raccontate finalmente da La Repubblica nazionale, non ha potuto che indignarsi per la sorte di questi giovani che in attesa di giudizio sono in carcere ormai da moltissimo tempo. Da qui la tanta partecipazione umana a questa vicenda.

Da questa iniziativa nascerà una mostra a cui speriamo possano partecipare anche Emiliano e gli altri ragazzi, una mostra per la libertà di espressione e di partecipazione, per la libertà di sognare un mondo migliore, intitolata #liberitutti.

La pagina facebook è https://www.facebook.com/cartolineperlaliberta/

Gli artisti partecipanti: Antonella Affronti, Claudio Alessandri, Anna Balsamo, Alberto Bilardo, Caterina Blunda, Caterina Cardinale, Luigi Pio Carmina, Paolo Chirco, Evelin Costa, Angelo Denaro, Rosalia Di Maggio, Naire Feo, Giovanna Fileccia, Rosalia Gatto, Lupo Gingardi, Alessio Incatasciato, Piera Ingargiola, Felice Internicola, Caterina Lala, Maria Pia Lo Verso, Pino Manzella, Antonietta Mazzamuto, Ornella Mazzola, Emilia Merenda, Lia Misuraca, Angela Occhipinti, Anna M. Palazzolo, Gabriella Palazzolo, Lorenzo Passanante, Loredana Pennino, Belen Perez, Susanna Perna, Simona Pistoia, Daniela Pizzo, Mariella Ramondo, Francesca Randazzo, Giacomo Randazzo, Emilia Ricotti, Massimo Russo Tramontana, Cinzia Romano, Angela Sarzana, Antonino Schiera, Zeudi Termini, Aranì Selene Torres, Sebastian Torres, Sergio Tripodi, Tiziana Viola Massa, Caterina Vitale, Lidia Vitale, Giuseppe Viviano, Caterina Zaffora.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Serata finale del Corto Pepper Fest edizione 2017

Ritorna a Terrasini l’ormai sempre più atteso appuntamento con il cinema.

Il Corto Pepper Fest, giunto alla sua VIII edizione, cresce ogni anno, sia in termini di pubblico, che di cortometraggi iscritti.

Tra i tantissimi partecipanti alle selezioni sono stati scelti sei corti che parteciperanno alla Finale di Venerdì 15 Settembre 2017 e che saranno proiettati dinanzi al caloroso e attento pubblico terrasinese, a partire dalle ore 21.00, presso l’area pedonalizzata di fronte al ristorante messicano El Bocadito, in via Vittorio Emanuele Orlando 126.

Il Corto Pepper Fest è un concorso di cortometraggi ideato da Sergio Misuraca, curato e organizzato dall’Ass.ne culturale Sciò Produzioni, nato per sostenere e promuovere l’opera di sperimentazione e ricerca cinematografica di autori giovani e/o indipendenti.  Il Festival si è proposto in questi anni di incrementare lo sviluppo culturale, artistico e turistico del territorio intorno a Terrasini, che per le sue amenità e gli scenari naturali è stato scelto molte volte come set per cortometraggi e lungometraggi.

Il Corto Pepper Fest è inserito tra gli eventi dell’estate terrasinese ed ha il patrocinio del Comune di Terrasini (PA).

Durante la serata, che avrà al centro il Cinema, l’Arte, la Sicilia e l’Incontro, sarà presente un’esposizione di Arte del Riciclo e Spazio Relax a cura di Officina Rigenerazione, che quest’anno curerà anche l’arredo del palco e la realizzazione del Premio per il cortometraggio più votato dal pubblico.

Dalle ore 21.00 saranno proiettati i cortometraggi finalisti che, durante la stessa serata, saranno valutati dalla Giuria di qualità, costituita da personalità appartenenti al mondo del cinema, arte e giornalismo, che assegnerà il primo premio al Miglior Corto. Anche il pubblico decreterà il proprio vincitore.

Si darà spazio ad un cortometraggio realizzato da una Scuola del territorio per valorizzare il ruolo formativo del cinema e l’impegno di insegnanti e ragazzi.

Saranno presenti durante l’evento i registi, autori o attori protagonisti di ogni cortometraggio selezionato che ritireranno le targhe di partecipazione ed i premi, sarà così possibile un momento di incontro e scambio con chi vive dal suo interno il mondo del cinema, un universo variegato che oggi si avvale anche di nuove tecnologie, che sviluppa creatività, fantasia, arte e offre diverse possibilità professionali anche alle nuove generazioni.

LOCANDINA CORTO PEPPER 17 ridConduce la serata Giulia Monteleone.

L’Ingresso è libero.

Corto Pepper Fest   http://www.cortopepperfest.com   info@cortopepperfest.com

Presentazione del libro “Oltre i cento passi” di Giovanni Impastato – inaugurazione della mostra di vignette di Vauro e Pino Manzella a Terrasini (PA)

locandina

Domenica 23 Luglio 2017 alle ore 18.00 a Torre Alba, nel Lungomare Peppino Impastato a Terrasini (PA), si terrà la presentazione del libro “Oltre i cento passi” di Giovanni Impastato, Edizioni Piemme.

Sarà presente oltre all’autore anche il vignettista Vauro.

Interverranno: Giosuè Maniaci – Sindaco di Terrasini, Giovanni Ruffino, Andrea Bartolotta, Ottavio Navarra, Mimma Scigliano.

A seguire, sempre a Torre Alba, verrà inaugurata la mostra di vignette di Vauro e Pino Manzella, introdotta da Evelin Costa e  Giuseppe Ruffino, che sarà poi visitabile presso il Palazzo Comunale di Terrasini in Piazza Falcone e Borsellino, dal 24 Luglio al 25 Agosto 2017 (dal lunedì al venerdì ore 8.30/13.30, il mercoledì ore 8.30/13.30 e 16.00/19.00).

L’evento, patrocinato dal Comune di Terrasini e svolto in collaborazione con l’Associazione culturale Asadin, è inserito all’interno della rassegna estiva “Altre Sicilie. Tra terra e libri” promossa e organizzata da Navarra Editore e Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.

 

Oltre i cento passi di Giovanni Impastato

È la primavera del 1977 quando Peppino Impastato, insieme a un gruppo di amici, inaugura Radio Aut, una radio libera nel vero senso della parola. Da Cinisi, feudo del boss Tano Badalamenti, e dall’interno di una famiglia mafiosa, Peppino scuote la Sicilia denunciando i reati della mafia e l’omertà dei suoi compaesani. Una voce talmente potente che poco più di un anno dopo, la notte tra l’8 e il 9 maggio, viene fatta tacere per sempre. Ma pure questo è uno degli errori della mafia: pensare corto. Perché, anche se non era scontato, la voce di Peppino da allora non ha mai smesso di parlare, di lottare per la dignità delle persone, di illuminare la strada.

È una strada lunga, se si pensa che ancora oggi chi ha depistato le indagini sull’omicidio di Peppino ha fatto carriera, mentre chi invocava la verità non c’è più. Ma è una strada percorsa ormai da migliaia di persone.

Per la prima volta, Giovanni, fratello di Peppino, che ne ha raccolto il testimone, fa il punto della situazione delle mafie – e delle antimafie – in Italia, dall’osservatorio di Casa Memoria e del Centro Impastato, da quarant’anni in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata.

Iscrizioni alla VIII edizione del Corto Pepper Fest

Puoi inviare il tuo cortometraggio entro il 15 Luglio 2017, l’iscrizione è gratuita.
 
Il Corto Pepper Fest è un concorso di cortometraggi giunto alla sua VIII edizione. Ideato da Sergio Misuraca, curato e organizzato da Sciò Produzioni, con il patrocinio del Comune di Terrasini, nato per sostenere e promuovere l’opera di sperimentazione e ricerca cinematografica di autori giovani e/o indipendenti.
 
L’iscrizione al concorso, nella sezione dedicata ai cortometraggi, è aperta a tutte le opere di fiction realizzate a partire dal 2010, da film-makers professionisti e non. Possono partecipare cortometraggi girati in qualsiasi formato e tecnica, della durata massima di 15 minuti, inclusi i titoli. Il tema è libero.
 
Le opere che supereranno la prima fase di selezioni saranno ammesse alla Serata Finale che si svolgerà nel mese di settembre a Terrasini, nell’area pedonalizzata di fronte al ristorante messicano El Bocadito, in via Vittorio Emanuele Orlando 126. In quella occasione saranno valutate e premiate dalla giuria di qualità. Anche il pubblico decreterà il proprio vincitore.
 
Il primo premio per il Miglior Corto votato dalla giuria sarà un assegno di 500€, ci sarà anche un riconoscimento per l’autore del Corto più votato dal pubblico.
 
I registi o autori o protagonisti principali dei corti saranno presenti durante la serata per ritirare le targhe di partecipazione ed i premi, è questa una condizione per essere ammessi tra i finalisti, con l’idea che la serata rappresenti un autentico e caloroso momento di premiazione e di festa, è anche per questo che tutti gli autori dei CORTI selezionati saranno ospiti dell’organizzazione e qualora non fossero residenti in Sicilia avranno un bonus di 50€ per le spese di viaggio.
Quest’anno il Corto Pepper Fest si arricchisce di una nuova sezione “Il Corto è mobile”, dedicata ai cortometraggi realizzati tramite Smartphone. Per questa sezione il tema è “L’amore in tutte le sue forme ed espressioni” e la durata massima del corto è di 2 minuti.
La serata finale che si svolgerà a Terrasini (PA) nel mese di Settembre e sarà condotta da Giulia Monteleone, negli ultimi anni si arricchisce del contributo di associazioni che si impegnano nel territorio.
Per visionare il bando completo e per iscriversi, si può consultare il sito ufficiale http://www.cortopepperfest.com

Le sculture di Giacomo Randazzo a Terrasini “Bellezza come impegno”

bellezza come impegno ok

Domenica 4 Giugno 2017 alle ore 17.30 sarà inaugurata presso il Margaret Cafè, in Via V. Madonia 93 a Terrasini, la mostra di sculture di Giacomo Randazzo intitolata “Bellezza come impegno”, promossa e curata dall’associazione Asadin con testo di presentazione di Evelin Costa.

Interverranno: Caterina Vitale, Emilia Ricotti, Maria Concetta Biundo, Giovanna Fileccia, Giacomo Randazzo. Modera l’incontro Evelin Costa.

La mostra sarà visitabile fino al 24 Giugno 2017, tutti i giorni dalle 9:00 alle 23:00.

 

“Giacomo Randazzo presenta alcune delle sue sculture in ferro e materiale di riciclo. Le sue opere astratte nascono da un percorso interiore alla ricerca dell’armonia, di una interazione con il proprio intimo e di empatia con l’osservatore, che in questo rapporto simbiotico con l’autore, diviene a sua volta creatore di nuovi significati e di nuove creazioni interiori, liberando la propria fantasia nell’accostarsi alle opere.

 

Quella di Giacomo Randazzo è una ricerca ideale e artistica che nasce già negli anni ‘70. La sua opera di artigiano nella bottega paterna si intreccia indissolubilmente con le sue scelte ideali che lo portano a prendere parte nel 1976 al Circolo Musica e Cultura insieme a tanti giovani di Cinisi con Peppino Impastato. Una scelta di impegno sociale, ma anche di bellezza, cultura, musica, autocoscienza individuale e collettiva, che lo ha accompagnato per tutta la vita. Una forte idealità che in quegli anni si esprimeva in varie forme, dall’arte figurativa al teatro sperimentale, sviluppando tematiche ecologiche ed ambientali, nel rispetto del territorio, facendo controinformazione, criticando la mafia e tutti quei poteri che sfruttavano e depauperavano la realtà circostante per l’arricchimento di pochi. Era, quella di questi giovani, una ricerca alternativa che privilegiava il “Noi” all’ “Io”, per una trasformazione dell’esistente che valorizzasse ciò che appartiene a tutti. Alla lotta si accompagnava la cultura, nell’idea che educare alla bellezza potesse essere uno dei veicoli per il cambiamento.

Questo concetto è stato una bussola nella vita di Giacomo Randazzo: contrastare il marcio del Sistema tramite l’arte, contrapponendo alla ricerca della ricchezza individuale voluta dai potenti e dai mafiosi anche a costo di distruggere il bene comune, un’idea alternativa di bellezza autentica e per tutti, ritrovata in ciò che è povero, ma che può, tramite la fantasia e la creatività, assumere una nuova ricchezza fatta di valori, idee e forme, in un nobile connubio tra etica ed estetica.

 

Dall’84 Giacomo Randazzo ha cominciato a dedicarsi all’arte astratta partendo da materiali di recupero, oggetti che altrimenti sarebbero stati destinati alle discariche. Ha scoperto che ritrasformando questi oggetti ormai privi di utilità, apparentemente brutti, arrugginiti e malridotti, poteva realizzare nuovi manufatti e sculture dalle forme armoniose. Poteva assemblare elementi estranei tra loro per creare nuove relazioni e nuova bellezza. Nascono così le sue sculture astratte prevalentemente fatte di ferro o tufo, create quasi seguendo un percorso inconscio ed istintuale in cui sembra emergere qualcosa di ancestrale, essenziale, semplice e articolato al contempo, come lo sono le sinapsi del cervello ed i grovigli dell’animo umano.

In alcuni casi queste sculture sembrano assumere le forme della natura rilette dallo sguardo dell’artista. Bulloni, ingranaggi, reti metalliche, pietre, vetri, specchi, prendono vita e diventano altro: rami, fiori, raggi di sole o forse note musicali, fronde spinte dal vento, nuvole, onde del mare, abbracci d’amore tra esseri umani, il maschile ed il femminile, prigioni e libertà, spirito, materia, energia e vita.

Randazzo sceglie l’astratto perché per lui rappresenta uno stimolo a trovare un rapporto con l’intimo, a cercare delle risposte nel sé, questo riguarda sia il suo percorso di creatore delle opere nel momento in cui le realizza, ma riguarda anche chi osserva le opere sforzandosi nel trovare nuovi significati, i propri. Ognuno può trovare o rivedere in quelle sagome qualcosa di personale ed il solo fatto di averle cercate, di essersi posti il dubbio, di aver desiderato risposte, genera una connessione con la propria interiorità, esorta ad un rapporto con se stessi, sviluppa la fantasia e suscita emozioni. Che da questo viaggio interiore sgorghi una lacrima o scaturisca un sorriso non importa, l’importante è sentire che si è vivi, sensienti e pensanti.

Una sfida dunque al sistema mafioso e di potere fatta tramite l’arte, dove le uniche armi per il cambiamento sono la fantasia, l’educazione alla cultura, la ricerca interiore e l’interscambio con l’altro. E’ questo che Giacomo Randazzo cerca di trasmettere ai fruitori delle sue opere ed ai tanti bambini che incontra nel suo impegno con Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato: “Create bellezza, musica, poesie, sculture, oggetti realizzati da voi ed entrate in connessione con voi stessi, così si potrà sconfiggere la bruttezza della mafia”.  Evelin Costa

 

Giacomo Randazzo, classe 1952, vive ed opera a Cinisi. Nel 1974 ha conseguito il diploma di perito chimico. La sua principale attività è quella di artigiano, realizza lavori in ferro battuto e pezzi meccanici. E’ anche scultore di opere in ferro, tufo e ceramica.

A Cinisi, presso Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, sono esposte alcune sue sculture ed un’intera stanza ospita il suo plastico del Mulinazzo, un’opera grande e dettagliata che racconta la civiltà contadina che non c’è più.

Dal 1988 ha realizzato un Presepe semovente, riprendendo alcuni meccanismi del Presepe costruito precedentemente dal padre Lorenzo, che attualmente è visitabile a Cinisi presso il Salone Comunale. Il Presepe ha ricevuto numerosi premi in concorsi regionali e nazionali, per la fedeltà della riproduzione in miniatura e per le realistiche animazioni meccaniche. E’ inserito nel Registro delle eredità immateriali (R.E.I.) istituito dalla Regione Sicilia, a salvaguardia del patrimonio culturale secondo le indicazioni dell’Unesco.

Sassittassi la mostra collettiva “sedie d’artista”

Pubblico il comunicato della mostra collettiva Sassittassi di sedie d’artista in cui sarà presente anche una sedia realizzata da me, grazie all’Associazione Ricercarte per avermi invitato a far parte di questa collettiva.

cartolina-progetto-sassittassi

Sarà inaugurata sabato 17 dicembre alle ore 18:00 presso il Museo di Arte Contemporanea San Rocco a Trapani, in via Turretta 12, la mostra collettiva “sedie d’artista”, visitabile dal 17 dicembre all’ 8 gennaio 2017 dal mercoledì al sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00. La mostra è inserita nel progetto benefico sassittassi. Alla mostra sono presenti 19 artisti coloro i quali hanno donato le loro opere per questo progetto. Le sedie verranno vendute all’ asta e una parte del ricavato sarà devoluto all’ associazione il Pellicano di Santa Ninfa che si occupa di infanzia abbandonata. Un ringraziamento particolare al direttore del museo Don Liborio Palmeri che ci ospita in questa sede prestigiosa, agli  artisti e a tutti quelli che hanno creduto in questo progetto. La mostra a cura dell’associazione culturale RicercArte, con un testo in catalogo del critico d’arte Vinny Scorsone, grafica di Piera Ingargiola, allestimento staff RicercArte, foto in catalogo fornite dagli artisti.

In “Sassittassi” infatti, la sedia non è soltanto un oggetto di design. Niente a che fare con le “Chaise” di Le Corbusier, Mies Van de Rhoe o, prima ancora, di Charles Rennie Mackintosh, Giacomo Balla, Fortunato Depero o Marcel Breuer (solo per citarne alcuni) che avevano una precisa funzione pratica. Nel caso di questa mostra, invece, la sedia, svincolata a volte da una vera e propria funzionalità, si libera caricandosi di ben altri bisogni che privilegiano l’aspetto spirituale e artistico.

La sedia d’artista moderna prende spunto dal movimento anti-design che si sviluppò negli anni Ottanta, quando all’idea di funzionalismo si contrappose una concezione più libera e antifunzionalista dell’oggetto in cui prevalgono principalmente l’aspetto ludico e contenutistico (tra i principali esponenti di questa nuova concezione del design abbiamo, per esempio, Alessandro Mendini). Sono quelli gli anni in cui design, arte contemporanea e artigianato si fondono dando vita ad oggetti che travalicano la loro funzione primaria per aprirsi a nuove strade e nuove interpretazioni.  La sedia concepita come vera e propria opera d’arte, se si escludono le opere di alcuni artisti concettuali come Joseph Kossut, ha una nascita più recente. Tra gli artisti che realizzarono numerose “Sedie d’artista” non posso non ricordare Giusto Sucato (recentemente scomparso).

Le sedie elaborate ed esposte in questa mostra, prendono così spunto da due aspetti fondamentali: Il primo è quello legato al funzionalismo e all’idea futurista e del Bauhaus dell’arte nella vita di tutti i giorni (mobili ed oggetti compresi); il secondo, invece, punta all’aspetto più “astratto” dell’oggetto azzerandone la funzione principale e concentrandosi su tematiche più concettuali e eteree.

Negli ultimi decenni la sedia si è resa protagonista di numerose esposizioni di arte contemporanea. Ma perché lei e non qualche altro oggetto? Forse perché in essa sono concentrate diverse tematiche e necessità che la rendono una compagna ed un’ancora di salvezza nel mare agitato della frenetica vita quotidiana. La sedia come pausa, oggetto caro e rinfrancante del nostro corpo stanco, come amica di sempre pronta ad accoglierci ed accogliere i nuovi ospiti che nella nostra esistenza si avvicendano, punto fermo e sicuro della nostra anima spossata.  In “Sassittassi” essa diviene ora albero ora oggetto respingente, ora cavalcatura ora lacerazione interiore. Simbolo di precarietà o di gioco, essa si presta a più reinterpretazioni disvelando le sue mille facce in un continuo alternarsi di equivoci ed inganni o solide certezze. La sedia, quindi, come simbolo di una società eclettica in cui nulla è ciò che sembra: labile specchio d’acqua saponata pronto ad infrangersi al minimo tocco o resistente nuvola disposta ad accoglierci e sorreggerci.

Vinny Scorsone

Gli Artisti: Arturo Barbante, Tiziana Cafiero, Peppe Caiozzo, Bartolomeo Conciauro, Evelin Costa, Lià D’Aleo Angelo Denaro, Cinzia Farina, Giuseppe Fell, Naire Feo, Dimitri Gazziero, Piera Ingargiola, Marco Lotà, Pino Manzella, Maria Laura Riccobono, Angela Sarzana, Nancy Sofia, Caterina Vicari, Istituto d’arte di Palermo

Associazione culturale RICERCARTE    ricercarte.jimdo.com     e-mail bcricercarte70@gmail.com

1

un particolare della sedia da me realizzata

 

 

“Acqua di Pietra, Pietra d’Acqua”, mostra di pittura di Ivana Di Pisa alla Galleria d’Arte Studio 71, Palermo

catalogo

“Acqua di Pietra, Pietra d’Acqua” è la mostra di pittura di Ivana Di Pisa esposta alla Galleria d’Arte Studio 71 e presentata in catalogo da Vinny Scorsone.

 Ivana Di Pisa è una pittrice palermitana, la cui prima personale risale al 1975, quando l’artista prediligeva dipingere paesaggi tipicamente siciliani, scorci di strade e case di piccoli paesi. Negli anni successivi ha sperimentato le tecniche dell’incisione e della decorazione della ceramica e della cartapesta. Tornata alla pittura nel 2010 ha continuato ad indagare e rappresentare paesaggi e scorci siciliani, utilizzando acrilici e spatole e sperimentando una sorta di pittura “reminiscenziale”, che allontanandosi dai canoni più rigidi del figurativo, imprime nelle tele sensazioni oniriche e rievocative.

Osservando le opere di questa artista percepisco un grande sentimento per il mare, per la Sicilia e per Palermo in particolare. Riconosco la città di Palermo anche quando questa forse non c’è, ma emerge dalle tele con la sua forza a volte cupa, a volte contrastante, di mare e di pietra. Natura e città costrette in un abbraccio vitale, ma stridente, a volte soffocante, pietroso, lapidario, in un’apparente staticità che svela improvvisi guizzi di vita sanguigna.

Domando alla pittrice: “Quanto amore c’è per Palermo in queste opere?”. Mi risponde che c’è tanto, tantissimo amore, per Palermo e per la Sicilia. Mentre ad alta voce cerco di capire quali siano gli scorci rappresentati, mentre cerco di distinguere tra palazzi, monti, cieli, gru, per ritrovare i luoghi esatti, lei dice: “non riproduco, non copio luoghi, le mie sono delle impressioni o meglio il ricordo di luoghi che ho visto”. Quelli rappresentati sono infatti scorci di Sicilia filtrati dalla memoria dell’artista, non c’è panorama che esista realmente, ma tutti i luoghi allo stesso modo esistono e sono veri.

Le tele esposte sono interessanti. Spazi pieni, pieni di case, pieni di muri, di porte, di tetti, di forme e geometrie, pieni di palazzi e finestre, di acqua e pietra. Sono equilibrate, non ci sono vuoti, ma niente è superfluo. Non ci sono ampiezze, ma nemmeno costrizioni. C’è il mare, l’acqua che è elemento della natura ed il cemento delle case create dell’uomo, che è assente-non assente. L’acqua, solida e materica come la pietra, si fonde con questa diventando un unico corpo. Tutto quello che appare è mediterraneo, ma è una differente visione del Mediterraneo. Diversa ma vera, esistente anch’essa, anche se meno convenzionale. Mancano i colori con cui è rappresentato usualmente questo territorio, colori forti, solari, sgargianti. Qui c’è un’aria fredda, c’è l’atmosfera dell’alba che colora tutto di un chiarore soffuso, l’aria dell’imbrunire quando il cielo comincia a scurire e la luce lascia spazio a nuove ombre, minori contrasti, piccoli bagliori. C’è il tramonto nel momento in cui sta per svanire, veloce come il sole che soffoca dentro al mare, creando dei colori caldi, ma profondi. C’è il bagliore accecante di certe giornate afose quando il cielo e il mare sembrano quasi bianchi. Ci sono le suggestioni dell’inverno, perché anche il rovente Mediterraneo ha i suoi freddi che gelano l’anima, ha la sua sfera melanconica ed introspettiva. Perché non sempre tutto è colore e vociare, a volte è silenzio.

E tra le gru dei cantieri navali, tra le le barche del porto, un porto che non so più riconoscere, perchè forse è uno dei tanti che dimorano da sempre nella mia mente e che si risveglia in queste nuove osservazioni di visioni suscitate dall’arte, c’è una barca arenata, è quella barca che trasporta esseri umani, è forse uno dei relitti che campeggiano nelle rive di Lampedusa. In questo quadro, che tra tutti è l’unico dove un brandello di giornale incollato alla tela ci mostra la presenza di esseri umani, emerge che il Mediterraneo è molto di più di quello che solitamente ci viene raccontato o che vogliamo vedere. E’ porta chiusa e dischiusa, è pietra tombale, è lacrime, è speranza, è rinascita, è vita. E’ tra Acqua di Pietra e Pietra d’Acqua, la vita c’è.

La mostra è visitabile fino al 12 novembre 2016 presso la Galleria d’Arte Studio 71, in Via Vincenzo Fuxa n. 9 a Palermo, dalle ore 16.30 alle 19.30 tutti i giorni escluso i festivi.

Questo slideshow richiede JavaScript.