Le favette fresche con le uova

Le fave sono uno degli ingredienti principali della cucina povera siciliana e non solo, esistono tante ricette a base di fave: che siano fresche, grandi, piccoline, secche, con la buccia, sono sempre molto apprezzate. Dal “macco” (zuppa cremosa a base di fave secche) che si può mangiare con o senza pasta, alle “fave a cunigghio” (a coniglio, ovvero bollite e condite con olio e origano), le fave con i giri (con le bietole), la “frittedda” (zuppa di carciofi, piselli e fave), fino ad arrivare alle favette fresche con la cipolletta, non ci si stanca mai di mangiarle, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui sono fresche, di piccole dimensioni e tenere.

uova con le fave

E’ incredibile come cercando informazioni su internet si trovino notizie davvero curiose, per esempio l’avversione che il famoso filosofo e matematico Pitagora provava per le fave. Incredibile, un pensatore la cui vita è avvolta nel mistero, uno studioso grazie a cui sappiamo qualcosa in più riguardo ai triangoli rettangoli, ma soprattutto colui che forse fu il primo vegetariano dell’occidente, rifiutava le fave: non voleva nemmeno toccarle, guardarle da lontano, altro che zuppe e ricette, preferì farsi uccidere piuttosto che fuggire attraverso un campo di fave. continua

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I fasuola cu l’accia

Durante i periodi di crisi si dibatte sulla crescita o la decrescita: se sia giusto andare incontro al “progresso” o guardare con interesse al passato, il progresso che ci ha regalato delle invenzioni senza cui ormai non potremmo e vorremmo vivere, ma che a volte può essere distruttivo, il passato con i suoi valori, un rapporto più stretto con la natura, ma che è stato anche oppressivo e faticoso, soprattutto per le donne.

Potremmo, per esempio, fare a meno della lavatrice per aver un rapporto più stretto con i fiumi (dove si lavavano i panni)? Nessuna donna (e qualche uomo single o volenteroso) darebbe una risposta affermativa…

Come sempre bisognerebbe trovare una via di mezzo, la giusta armonia tra passato e futuro, per un futuro dove il progresso regali benessere e non solo profitti.

Considerazioni “socio economiche caserecce” a parte, a me di tanto in tanto mi piace scoprire i ricordi del passato, i sapori ancestrali che sanno di verità; mi piace calarmi nella semplicità di un tempo, quando le persone si riunivano intorno a un focolare  e si raccontavano le storie, scherzavano e sognavano. Non so dire se vorrei vivere quei tempi  (che facili non erano) ma di certo mi piace immaginarli, magari gustando una zuppa di quelle che riscaldano l’anima.

La zuppa del giorno si chiama “i fasuola cu l’accia” (fagioli con il sedano)ed è uno dei più tipici piatti della cucina povera siciliana. Un piatto semplicissimo con pochissimi ingredienti tutti vegetali, facile da preparare ed economico, che ben dimostra come in alcun casi il  risparmio non sia sinonimo di sacrificio. continua

Ricetta: testa di capretto cunsata

Questo post potrebbe apparire dal sapore un po’ macabro e far arrabbiare vegetariani, animalisti e onnivori schifiltosi.

In mia discolpa posso solo dire che la ricetta di cui scriverò non è mai stata cucinata (e mai lo sarà) da me e che non ho mai mangiato questa “prelibatezza”, che tuttavia ritengo essere degna di nota perché fa parte della cucina povera tipicamente palermitana.

Allora come una distaccata reporter, mi limiterò a descriverla, anzi per essere ancora più obiettiva userò uno stratagemma di cui vi accorgerete in seguito. continua