I colori dei damaschi – Sebastiano Caracozzo in mostra a Terrasini

“Sebastiano Caracozzo, nella sua mostra di pittura intitolata “I colori dei damaschi”, presenta opere ispirate alle tradizioni antropologiche, popolari e religiose di una Sicilia colta che parla di miti e leggende intramontabili. Partendo dall’iconografia classica del folclore siciliano, l’autore reinterpreta con tratto personale ed originale le geometrie, i simboli ed i colori peculiari dei carretti siciliani, in un incontro di miniature e cornici contenenti oggetti che rappresentano la storia della Sicilia. Da questo racconto in immagini si sviluppa la particolare narrazione delle tradizioni religiose tipiche della Settimana Santa, che in Sicilia presenta una complessità di contenuti e simbologie dei temi teologici, dovuta ai numerosi influssi delle dominazioni che si sono susseguite in questa terra. Messi in scena i volti dei protagonisti principali della Passione, interpretati con estrema raffinatezza, sensibilità e maestria. Volti armoniosi, belli, dall’espressione estatica. Non guardano verso lo spettatore, ma si rivolgono ad un mondo ultraterreno e ad una realtà salvifica a cui anelare. Una rassegna di immagini eleganti che sembrano uscite da uno scrigno prezioso, traboccante di ori, gioielli, tessuti, intrecci e dedali di pregiate trame oniriche. Sebastiano Caracozzo dipinge su stoffe di damasco carezzando le loro luci e opacità, le onde, i disegni floreali con pennellate morbide di colori a volte tenui a volte più decisi. Damaschi che sono il perfetto supporto per queste opere d’arte che come in una drammaturgia teatrale rievocano sentimenti profondi che ispirano e rendono lo spettatore partecipe di emozioni, che si levano leggere verso l’alto e che non riescono ad essere sopite.” Evelin Costa

Sebastiano Caracozzo nasce a Mistretta (ME), vive ed opera a Palermo. Pittore autodidatta dipinge prevalentemente figure e paesaggi interpretati con stile personale su vari supporti tra i quali tessuti, tele e carte damascate. Alcune sue opere sono esposte presso il Museo Diocesano di Palermo e Monreale, presso il Museo di Sant’Angelo di Brolo. Ha partecipato a molte mostre d’arte ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra i quali quello attribuitogli da una commissione presieduta da Maurizio Calvesi nella città di Fondi in provincia di latina.

 

Domenica 9 Aprile 2017 alle ore 18.00 presso il Margaret Cafè in Via Madonia 93 a Terrasini (PA), sarà inaugurata la mostra di pittura di Sebastiano Caracozzo intitolata “I colori dei damaschi”. La mostra, promossa dall’Associazione Asadin con la collaborazione di Evelin Costa, sarà visitabile fino al 27 Aprile 2017, tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00.

                                               

 

Carmelo Pecora presenta “Tre ragazzi in cerca di avventure e sette racconti” a Terrasini

Sabato 1 Aprile 2017 alle ore 17.00 presso il Margaret Cafè in Via Madonia 93 a Terrasini (PA), Carmelo Pecora presenterà il suo libro , CartaCanta Editore.

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Carmelo Pecora, che attualmente vive in Emilia Romagna, si trova in questi giorni ad Enna, sua città d’origine, dove una scuola ha adottato il suo nuovo libro. Siamo felici di averlo con noi a Terrasini visto il suo legame con il nostro territorio, lo scorso anno è stato a Cinisi dove a presentato L’urlo di Maggio, il suo reading teatrale tratto dal libro  9 maggio ’78 – Il Giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato. Anche in questa occasione si aprirà uno scambio rispetto a questa tematica.

All’evento coordinato da Evelin Costa, sarà presente l’autore del libro ed interverrà Pino Manzella. Saranno proposte alcune letture.

L’evento è promosso dall’associazione Asadin con la collaborazione di Evelin Costa.

Carmelo PecoraCarmelo Pecora (Enna, 1959) è un ex ispettore capo della Polizia scientifica. In ambito letterario ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra cui: 9 maggio ’78 – Il Giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato (Editrice Zona, 2007) che ha ricevuto il Premio speciale al concorso Com&Te e dal quale è stato tratto il reading teatrale L’Urlo di Maggio; Polvere negli occhi sulla strage alla stazione di Bologna (Editrice Zona, 2009), Ustica, confessioni di un angelo caduto (Editrice Zona, 2011) e Gli infedeli – storie e domande della Uno bianca (Editrice Zona 2014).

Enna, nel cuore della Sicilia, tre ragazzini di tredici anni, un po’ per gioco un po’ per scommessa, scappano di casa e decidono di intraprendere un viaggio che possa portarli lontano, magari in America. Tra mille peripezie arrivano a Palermo, una città mai vista e all’apparenza lontanissima, da dove cercano di imbarcarsi su una nave e dare così inizio a una avventura ancora più incredibile. Molti anni dopo, uno dei tre, diventato responsabile della Polizia scientifica si trova di fronte a una situazione simile: Margherita, una sedicenne pugliese, abbandona la sua famiglia e parte alla volta di Milano per rincorrere un sogno. Durante le procedure di identificazione, i ricordi, inevitabilmente, si faranno spazio nella mente del capo della Polizia scientifica e tutto sembrerà tornare, per qualche ora, a quel lontano 1971.

Un romanzo breve e sette racconti che sono un inno alla libertà e al senso di responsabilità che nel corso della vita accompagnano le nostre scelte, al desiderio di un mondo più giusto che alberga nel cuore di chi ogni giorno si impegna per un futuro migliore.

 

Terrasini 8 Marzo 2017, contro la violenza di genere, video e mostra

Terrasini Mercoledì 8 Marzo 2017. Per celebrare la Giornata Internazionale della Donna si svolgeranno, col patrocinio del Comune di Terrasini, due eventi correlati tra loro, che hanno come filo conduttore la lotta contro la violenza di genere, la memoria, la denuncia di una realtà attuale nella quale ancora spesso prevale una cultura patriarcale fondata sul possesso, sulla prevaricazione, sulla violenza. Il bisogno di trasformazione e cambiamento riguarda tutti i generi, perchè una società non è veramente libera se una sua parte non lo è. Un discorso sulla violenza contro le donne serve quindi a sensibilizzare le donne, ma anche gli uomini, perché solo insieme si può cambiare la società, non contro ma uniti, per essere più liberi e felici tutti.

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Alle ore 17:00 all’Ex Antiquarium presso il Palazzo Municipale in Piazza Falcone e Borsellino a Terrasini verrà proiettato il video “I SOGNI NON SI IMPRIGIONANO”, tratto dalla omonima piecè teatrale, ideata e scritta da Francesca Randazzo con la collaborazione di Daniela Lupo. Interpreti: Sara Randazzo, Francesca Randazzo, Vera Abbate, Maria Grazia Vitale, Daniela Lupo, Evelin Costa, Chiara Mangiapane, Stella Ciullo, Valeria Anastasi, Lucrezia Costantino, Margherita Mongiovì.

Il video è stato prodotto dall’ Ass.ne Labnovecento45, regia di Michele Mangiapane.

Interverranno: l’Assessore alla Cultura Maria Grazia Bommarito, Francesca Randazzo, Michele Mangiapane.

Alle ore 18:00 l’evento continuerà presso la Sala espositiva del Margaret Cafè in via Madonia 93, a  pochi passi dall’Ex Antiquarium. Sarà inaugurata la mostra fotografica, promossa dall’Ass.ne Asadin, con foto di Caterina Blunda, Nicola Palazzolo, Pino Manzella, Massimo Russo Tramontana dal titolo “‘Nzèmmula – Ritratti per la Libertà”. Presenta la mostra Evelin Costa, a seguire un momento di incontro e letture sul tema. La mostra sarà visitabile fino all’8 Aprile 2017.

“I sogni non si imprigionano” nasce da un’idea di Francesca Randazzo e completa un percorso iniziato l’8 marzo 2015 con il “monologo di Rosa”. Il monologo rappresenta un episodio, realmente accaduto a Cinisi, di violenza carnale, tentando di immaginare le sensazioni, le emozioni più segrete, il disgusto, la rabbia di una donna che ha subìto violenza sessuale e che è stata dunque violata nella sua integrità fisica e morale. Ma, in una realtà culturale arretrata e maschilista, Rosa incarna il desiderio del riscatto personale e sociale, il bisogno di andare avanti a testa alta, affrontando ipocrisie e perbenismi.

Al dolore di Rosa, si unisce quello della madre che pur essendo consapevole della sua condizione di donna sottomessa all’uomo, cerca di realizzare il suo sogno di emancipazione, incoraggiando la figlia a intraprendere il suo percorso di libertà. E’ una denuncia di violenza tutta al femminile. Raccontiamo i sentimenti, il dolore, le gioie, i desideri per dare dignità a quelle donne violate che spesso, per la cronaca, diventano solo numeri oppure violentate una seconda volta, perchè le loro vite vengono scandagliate e usate per fare audience. E’ la denuncia di una cultura che ancora considera la donna un oggetto, una “cosa” che si può usare e di cui abusare, e non soggetto con una propria dignità, un proprio pensiero ed aspirazioni. Il racconto di una donna assieme alle testimonianze di altre donne, diventa così, con un grande senso di solidarietà, il racconto di tutte le donne che chiedono rispetto della propria dignità ed un dialogo ed un confronto tra uomo e donna.

 

“’Nzèmmula – Ritratti per la libertà” è una mostra fotografica che racconta attraverso immagini in bianco e nero e frasi in vernacolo siciliano, una realtà nella quale, oltre all’aspetto della violenza, c’è anche la voglia di riscatto, di libertà e di autoemancipazione, e la ricerca di una nuova armonia tra i generi. Foto nelle quali si esprime il coraggio delle donne che cercano il superamento dal ruolo di sottomesse o di vittime, scegliendo tutti i giorni di essere protagoniste della propria vita, di non essere complici della cultura patriarcale, di sostenersi tra loro, di cambiare in positivo la realtà, a partire dalle proprie facoltà di accoglienza, solidarietà e cura dell’altro. Si raffigura anche il coraggio di quegli uomini che decidono di mettere in discussione se stessi e i privilegi dell’appartenere a un genere finora avvantaggiato e dominante, scegliendo di solidarizzare con le donne e di mettere in campo la propria sensibilità, in contrapposizione alla violenza. Otto donne e quattro uomini interpretati secondo le differenti visioni degli artisti, per affrontare un viaggio fotografico, di luci ed ombre, di equilibri e contrasti, di sguardi e gesti, che partendo dalla sofferenza arrivi ad una più profonda consapevolezza di sé e ad una nuova relazione con l’alterità e la diversità.

 

 

Presentazione del libro “Un Paese senza nome” di Emilia Merenda

Cari amici e amiche siete tutti invitati alla presentazione del libro di mia madre Emilia Merenda.un-paese-senza-nome2
Sabato 14 Gennaio 2017 alle ore 17.00, nella Sala delle Carrozze presso Villa Niscemi, a Palermo in Piazza dei Quartieri 2, sarà presentato, con il patrocinio del Comune di Palermo, il romanzo “Un paese senza nome” di Emilia Merenda, Edizioni Drepanum. Interverranno: Nino Barone, editore e poeta – Emilia Ricotti, drammaturga e poetessa – Luigi Pio Carmina, poeta – Emilia Merenda, autrice del libro. Coordina l’incontro Evelin Costa.
 
L’ autrice di “Un paese senza nome “Emilia Merenda, dà l’avvio al romanzo, con un incipit ad effetto: Il nonno al centro del terrazzino in attesa della colazione seduto nella sua poltroncina, giacca da camera di panno verde e zuccotto in testa, profumo di fiori appena sbocciati nell’aria, e capisci che quel nonno, sbarbato, profumato con un cappello di feltro d’inverno e di paglia di Firenze d’estate, intento a conversare con qualche passante che si ferma oltre il muretto di recinzione del giardino di casa , non è centrale solo seduto nel terrazzo di casa, ma è centrale nella vita di una famiglia, la cui vicenda si snoda come una saga […] Alla nipote abituata a riconoscere il suo malessere anche da un lieve sospiro, affida tre quarti di secolo in un lungo interminabile monologo dialogico che si sviluppa attraverso un flashback che va alle radici del suo viaggio terreno, il titolo stesso di questo breve romanzo, circonda di un’aura di mistero la vicenda, perché se il tempo è definito, il luogo da cui si diparte la storia appare misterioso […]“Un paese senza nome” dell’autrice Emilia Merenda ha una struttura solida: fanciullezza, viaggio, maturità, che si snoda attraverso un percorso che va alla ricerca di sé per rifondare un mondo, ecco forse è questo l’intento prioritario, quello di rifondare un mondo e da quell’orizzonte, avaro di affetti dove le uniche figure che compaiono sono o gli avventori della bottega o della tabaccheria, fluisce un nuovo mondo, attraverso un percorso obbligato che induce alla conoscenza e al riconoscimento di sé e la fuga – partenza per l’ammissione presso l’Istituto Reale di Marina Mercantile di Palermo […] I percorsi sono tanti da nord a sud, da est a ovest, i mari e le terre altrettanti: il Mediterraneo, Lo stretto di Gibilterra, l’Atlantico, la Manica, il Pacifico, il mare del nord, Pantelleria, Lampedusa, Malta, Gozzo, Napoli, la Dalmazia, Venezia, Calais, le bianche scogliere di Dover, l’Olanda, Oslo, New York, Arcangelo e il mare di Barents, il Brasile […] A conclusione della struttura circolare del romanzo -storico, psicologico e di memoria “Un paese senza nome “ di Emilia Merenda, emerge il ricordo della ragazzina ormai grande che ripenserà a quel giorno sul terrazzino di casa, alle parole del nonno alla nipote abituata a riconoscere il suo malessere anche da un lieve sospiro: “il giorno che non ci sarò più, i miei nipoti mi regaleranno il tempo, tutte le volte che si ricorderanno di me.” E dal mare sale l’odore di fritto di proustiana memoria emanato dalle polpette nell’aria, il fischio del treno, il vento tiepido che accarezza il viso e avvolge le braccia, come uno scialle di seta della bambina in gita col nonno. E il romanzo i questione è il più bel regalo del tempo ad un nonno mai spento. (Tratto dalla presentazione di Emilia Ricotti).
“Erano i primi giorni d’ottobre, la temperatura si manteneva tiepida e la permanenza all’aperto era abbastanza piacevole, ma nonostante ciò, il nonno indossava la sua giacca da camera di panno verde e un copricapo a forma di zuccotto confezionato con lo stesso tessuto della giacca. A differenza degli uomini della sua età, non aveva mai portato la “coppola”.
Durante il periodo invernale, ogni volta che doveva uscire, metteva sulla testa un cappello di feltro, mentre nel periodo estivo usava indossarne uno di paglia di Firenze. Era molto distinto e gli piaceva ancora vestire in maniera moderatamente elegante e nonostante fosse vecchio, era sempre ben sbarbato e profumato.” (Tratto dal romanzo “Un Paese senza nome”).
Emilia Merenda è nata a Palermo nel 1945 coniugata, mamma e nonna. Autodidatta di vasta cultura con due grandi passioni coltivate fin da giovanissima: la lettura e la scrittura. Nota nel settore della poesia vernacolare per gli innumerevoli attestati e premi conseguiti per la partecipazione, negli anni, a prestigiosi concorsi letterari. Alcune sue opere sono inserite in diverse antologie poetiche. Ha pubblicato nel 2014 una silloge di racconti intitolata “Il Capezzale” edita della casa editrice Kimerik di Patti, nel 2015 una raccolta di quarantacinque poesie in italiano con Urso Editore e nel 2016 il romanzo “Un Paese senza nome”, Edizioni Drepanum.

MEN 2 – disegni di Tiziana Viola Massa al Margaret Cafè

Domenica 18 Dicembre 2016 alle ore 17.30, presso il Margaret Cafè in Via V. Madonia 93 a Terrasini (PA) sarà inaugurata la mostra di Tiziana Viola Massa dal titolo: “MEN 2 – disegni”. La mostra, promossa dall’associazione Asadin con la collaborazione di Evelin Costa, sarà presentata da Vinny Scorsone. Visitabile fino al 7 Gennaio 2017.

L’artista porta avanti il ciclo di opere dedicate agli uomini intrapreso lo scorso anno con la mostra intitolata “Men”, curata da Marcello e Vinny Scorsone ed esposta presso la Galleria d’arte Studio 71 a Palermo. Erano in quel caso circa 20 opere, tra disegni e dipinti, dedicate “al sesso forte spesso vittima delle proprie debolezze, delle proprie fragilità, in un momento critico della nostra società nella quale le identità vanno affievolendosi sempre più”.

Tiziana Viola Massa, in questa seconda tappa, esporrà una serie di disegni nei quali ha continuato ad indagare l’universo maschile. L’artista spoglia gli uomini di ogni apparenza e li riveste di contraddizioni, paure e fragilità, rendendoli veri, autentici, umani, ma anche metafisici. Sono uomini in balia della vita, abbandonati a se stessi, prede del proprio io e degli altri, sopraffatti dagli eventi, alla ricerca di qualcosa di trascendente ed al contempo tormentati da debolezze tutte umane. La nudità di queste opere non è ammiccante, è a volte ironica, ma mai “scandalosa”, non c’è nulla da nascondere e da censurare, perché nel corpo non c’è vergogna: sono i moralismi, le falsità, le ipocrisie a rendere volgare l’umanità ed in questa mostra il corpo è purezza sensuale, natura, riflessione, dolore, vita.

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Scrive Vinny Scorsone che ha presentato l’artista in catalogo: “È una poesia d’amore quella che Tiziana Viola Massa ha dipinto. Sulle tele il corpo maschile fa mostra di sé in maniera semplice e vera. Come nelle statue greche e romane, nei suoi uomini non c’è alcun ammiccamento sessuale. Difatti la loro nudità, al contrario di quanto potrebbe sembrare, non è principalmente fisica, bensì interiore, rivelatrice di personalità differenti, di virtù e funzioni sociali. Colti in momenti solitari, gli uomini dipinti di Tiziana sono in realtà lo specchio di una società spesso in bilico tra l’essere e l’apparire. Nei soggetti rappresentati apparentemente non c’è finzione o alterazione del sé dovuta al proprio ruolo, difatti ogni corpo è principalmente l’esatta trasposizione iconica di un carattere precipuo, eppure, soprattutto in alcuni casi più di altri, la componente psicologica che regge e scardina questo equilibrio è fortemente presente…”. Ed è con una poesia di Vinny Scorsone che si apre il catalogo della mostra:

 

L’ASCESA

Resta.

Il tempo scorre.

Ho dipanato la matassa che mi hai offerto e l’ho usata per trafiggerti. Con quel filo ti ho legato ed esso era fatto della tua stessa sostanza: dono stolto di un cuore innamorato.

Carne e sangue si sono rivelati sulla tua pelle diafana.

Resta.

Il suono dei tamburi di guerra ha lasciato il posto al mio pianto.

Il tuo spirito fugge via, ho poco tempo.

Con lo sguardo ti accarezzo. Ripercorro ogni tuo muscolo, ogni tua ombra.

Mio santo, mio guerriero, mio uomo, mio sposo.

Il tempo ha lasciato su di te le sue ferite e io le mie.

Rimani con me affinché io possa abbracciarti ancora una volta, ancora una notte.

Il tuo corpo si piega e si tende ad un passo dall’annullamento.

Il buio mi circonda e mi trattiene. Questa volta non potrò seguirti.

Il laccio emostatico ti stringe e i cateteri venosi ti muovono come fili di una marionetta, dendriti e assoni di un tessuto non più mio.

Resta amor mio, per un ultimo istante, e poi va perché nulla è per sempre.

Non potrò trattenerti ancora a lungo. Scivoli dolcemente tra le mie braccia in un attimo dilatato destinato ad esaurirsi troppo presto. Vinny Scorsone

 

Tiziana Viola Massa, classe ’78, si laurea all’ Acc. BB arti di Palermo in pittura ed Arte Sacra Contemporanea. Ha all’attivo diverse personali di pittura e molte collettive in Italia ed all’estero accompagnate da ottimi cataloghi.

Dal 2009 sono ubicate permanentemente dodici opere di grandi dimensioni, che toccano i cinque metri di altezza, nella Chiesa di San Gabriele Arcangelo di Palermo. Il progetto è stato curato dal teologo Don Cosimo Scordato e Padre Franco Romano con l’approvazione della Curia Arcivescovile di Palermo.

Tra le collezioni pubbliche vi sono: il Museo degli Angeli a Sant’Angelo di Brolo, La Fondazione La Verde-La Malfa di San Giovanni La Punta, L’Ente Provincia di Palermo, La Galleria Civica Sciortino di Monreale, Associazioni Incisori siciliani, Museo Diocesano di Monreale,

Chiesa San Gabriele di Palermo, Fondazione Francesco Carbone alla Real Casina di Caccia di Ficuzza, Galleria permanente d’ arte PiziArte di Tortoreto, Complesso San Gaetano a Monreale, Pinacoteca di santa Rosalia a Palermo, e diverse collezioni privatein gallerie in Italia.

Insegna pittura e disegno da diversi anni, ha esposto in diverse città italiane e all’estero. Ha vinto diversi premi di pittura in Sicilia e segnalazioni in premi nazionali, tra i quali segnalazione al Premio nazionale Satura Arte di Genova, Premio nazionale In Arte Multiversi e Young Showcase al Museo Magma di Caserta.

Tra le ultime esposizioni personali “Men” a cura di Marcello Scorsone e Vinny Scorsone, Galleria Studio 71 Palermo,” Il corpo e l’anima” Galleria PiziArte Tortoreto Lido, a cura di Manuela e Patrizia Cucinella.”Wander and Boundless”, Galleria Art-arte di Pescia (PT) a cura di Elena Orlando,

“Boundless” bi-personale insieme alla fotografa catanese Eva La Malfa, Patrocinio della Provincia di Palermo, Palazzo Jung, a cura di Vinny Scorsone e Galleria D’arte Studio 71, ” Lux Fecunda” Palazzo Asmundo Palermo.

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Sassittassi la mostra collettiva “sedie d’artista”

Pubblico il comunicato della mostra collettiva Sassittassi di sedie d’artista in cui sarà presente anche una sedia realizzata da me, grazie all’Associazione Ricercarte per avermi invitato a far parte di questa collettiva.

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Sarà inaugurata sabato 17 dicembre alle ore 18:00 presso il Museo di Arte Contemporanea San Rocco a Trapani, in via Turretta 12, la mostra collettiva “sedie d’artista”, visitabile dal 17 dicembre all’ 8 gennaio 2017 dal mercoledì al sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00. La mostra è inserita nel progetto benefico sassittassi. Alla mostra sono presenti 19 artisti coloro i quali hanno donato le loro opere per questo progetto. Le sedie verranno vendute all’ asta e una parte del ricavato sarà devoluto all’ associazione il Pellicano di Santa Ninfa che si occupa di infanzia abbandonata. Un ringraziamento particolare al direttore del museo Don Liborio Palmeri che ci ospita in questa sede prestigiosa, agli  artisti e a tutti quelli che hanno creduto in questo progetto. La mostra a cura dell’associazione culturale RicercArte, con un testo in catalogo del critico d’arte Vinny Scorsone, grafica di Piera Ingargiola, allestimento staff RicercArte, foto in catalogo fornite dagli artisti.

In “Sassittassi” infatti, la sedia non è soltanto un oggetto di design. Niente a che fare con le “Chaise” di Le Corbusier, Mies Van de Rhoe o, prima ancora, di Charles Rennie Mackintosh, Giacomo Balla, Fortunato Depero o Marcel Breuer (solo per citarne alcuni) che avevano una precisa funzione pratica. Nel caso di questa mostra, invece, la sedia, svincolata a volte da una vera e propria funzionalità, si libera caricandosi di ben altri bisogni che privilegiano l’aspetto spirituale e artistico.

La sedia d’artista moderna prende spunto dal movimento anti-design che si sviluppò negli anni Ottanta, quando all’idea di funzionalismo si contrappose una concezione più libera e antifunzionalista dell’oggetto in cui prevalgono principalmente l’aspetto ludico e contenutistico (tra i principali esponenti di questa nuova concezione del design abbiamo, per esempio, Alessandro Mendini). Sono quelli gli anni in cui design, arte contemporanea e artigianato si fondono dando vita ad oggetti che travalicano la loro funzione primaria per aprirsi a nuove strade e nuove interpretazioni.  La sedia concepita come vera e propria opera d’arte, se si escludono le opere di alcuni artisti concettuali come Joseph Kossut, ha una nascita più recente. Tra gli artisti che realizzarono numerose “Sedie d’artista” non posso non ricordare Giusto Sucato (recentemente scomparso).

Le sedie elaborate ed esposte in questa mostra, prendono così spunto da due aspetti fondamentali: Il primo è quello legato al funzionalismo e all’idea futurista e del Bauhaus dell’arte nella vita di tutti i giorni (mobili ed oggetti compresi); il secondo, invece, punta all’aspetto più “astratto” dell’oggetto azzerandone la funzione principale e concentrandosi su tematiche più concettuali e eteree.

Negli ultimi decenni la sedia si è resa protagonista di numerose esposizioni di arte contemporanea. Ma perché lei e non qualche altro oggetto? Forse perché in essa sono concentrate diverse tematiche e necessità che la rendono una compagna ed un’ancora di salvezza nel mare agitato della frenetica vita quotidiana. La sedia come pausa, oggetto caro e rinfrancante del nostro corpo stanco, come amica di sempre pronta ad accoglierci ed accogliere i nuovi ospiti che nella nostra esistenza si avvicendano, punto fermo e sicuro della nostra anima spossata.  In “Sassittassi” essa diviene ora albero ora oggetto respingente, ora cavalcatura ora lacerazione interiore. Simbolo di precarietà o di gioco, essa si presta a più reinterpretazioni disvelando le sue mille facce in un continuo alternarsi di equivoci ed inganni o solide certezze. La sedia, quindi, come simbolo di una società eclettica in cui nulla è ciò che sembra: labile specchio d’acqua saponata pronto ad infrangersi al minimo tocco o resistente nuvola disposta ad accoglierci e sorreggerci.

Vinny Scorsone

Gli Artisti: Arturo Barbante, Tiziana Cafiero, Peppe Caiozzo, Bartolomeo Conciauro, Evelin Costa, Lià D’Aleo Angelo Denaro, Cinzia Farina, Giuseppe Fell, Naire Feo, Dimitri Gazziero, Piera Ingargiola, Marco Lotà, Pino Manzella, Maria Laura Riccobono, Angela Sarzana, Nancy Sofia, Caterina Vicari, Istituto d’arte di Palermo

Associazione culturale RICERCARTE    ricercarte.jimdo.com     e-mail bcricercarte70@gmail.com

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un particolare della sedia da me realizzata

 

 

Mostra di Ketevan Jorjoliani al Margaret Cafè

 

Ketevan Jorjoliani è una giovane artista nata in Georgia nel 1991. Si è laureata nel 2013 all’Accademia di Belle Arti di Tbilisi, in Design della Moda. In quegli anni ha studiato arte pittorica nell’atelier del pittore georgiano Gia Khutsishvili. Dal 2015 è iscritta al biennio di pittura all’Accademia di Belle arti di Palermo. Collabora con la casa editrice Corrimano Editore dal 2014 per la quale crea le illustrazioni delle copertine.

La sua mostra nasce da una serie di schizzi realizzati osservando l’architettura urbana di Palermo, una serie di scenari particolari che si combinano tra loro creando una visione d’assieme, come in un puzzle che si trasforma nel racconto di una città complessa, variegata e contraddittoria come Palermo. L’autrice trae ispirazione dalla città e soprattutto si lascia attraversare dalla sua forza vitale che trasfonde nelle tele dipinte, nelle quali le figure sono stravolte creando nuove forme. Le geometrie segnate da tratti netti e a volte nervosi creano nuove immagini in un viaggio tra il formale e l’informale. Gli ambienti descritti sono semplificati in sagome scomposte, composte e ricomposte, dando vita a metamorfosi, mutamenti e creando luoghi poetici che ricordano sogni atavici e ancestrali. Le strade si intersecano e convergono con le case e con elementi della natura, creando particolari collage, sembrano non seguire schemi simmetrici, rendendo un certo dinamismo nelle immagini che a volte è come se volessero esplodere fuori dalla tela, verso l’esterno. I colori sono tenui, a momenti sfumati, prevalgono i pastelli, ma sono presenti alcuni contrasti. Improvvise si stagliano tinte forti che colpiscono lo sguardo. Le linee dei contorni rimangono visibili, a volte più leggere, altre più forti, come esplosioni vigorose di anima ed energia, raggi di cielo e scaglie di sole, che esprimono e raccontano una città arsa dal calore, caotica, accogliente e viva, la cui passionalità intrinseca in se stessa permea l’artista che la dona a chi osserva.

La mostra di Ketevan Jorjoliani potrà essere visitabile presso la sala espositiva del Margaret Cafè fino al 22 Ottobre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00. L’evento è promosso dall’ass.ne Asadin.

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Alcune foto della presentazione della mostra e della presentazione del libro di Ruska Jorjoliani sorella della pittrice e scrittrice di talento avvenuta il 2 Ottobre 2016, presente anche Dario Ricciardo di Corrimano Edizioni

 

Mostra collettiva “Caccia ai tesori”, a Palermo

Con Marga Rina, blogger palermitana appassionata di arte, ci conosciamo da diverso tempo tramite i reciproci blog ed i social network e finalmente siamo riuscite a conoscerci anche di persona in occasione dalla mostra pittorica e fotografica di Asadin e Pino Manzella a Torre Alba a cui ho collaborato e che lei ha recensito nel suo blog.

Nel suo blog Panormitania  scrive recensioni e racconta le sue “passeggiate artistiche”, il filo conduttore dei suoi articoli è Palermo e la Sicilia.

Marga Rina organizza una mostra d’arte per la terza volta, l’inaugurazione sarà Giovedì 20 ottobre 2016, alle ore 18:30, negli uffici della MQ Immobiliare di via Francesco Lo Jacono 10, a Palermo. Il titolo della mostra collettiva è “Caccia ai tesori” con una mirata selezione di opere pittoriche di Mimmo Papa, Roberto Fontana, Fabrizia Conti, Ilaria Caputo e Daniela Balsamo. Il titolo, come la stessa Marga Rina scrive nel suo blog, richiama “Le vie dei tesori”, la nota manifestazione palermitana giunta alla sua X edizione e della quale la MQ Immobiliare quest’anno è sponsor.

Sotto la descrizione della mostra che appare immediatamente interessante e ricca di sorprese.

Tema centrale dell’esposizione è la caccia di specifici tesori, che si sviluppa secondo un itinerario indiziario che il visitatore percorrerà sia fisicamente sia spiritualmente: sarà un vero e proprio viaggio votato alla ricerca di sé e al riconoscimento e svelamento delle aspirazioni individuali più intime e personali. Ogni artista, infatti, è stato chiamato a sviluppare per immagini un sottotema che enfatizzasse alcuni dei bisogni sentiti e anelati e, talvolta, sofferti, dell’uomo del terzo millennio.  Il percorso espositivo sarà articolato in tappe, cadenzate da indizi verosimili che avvicineranno poco alla volta il cacciatore – visitatore verso tesori cautamente visibili all’occhio interiore: ogni tappa sarà essa stessa un Tesoro dell’arte, rivelato in modo parziale o raggiunto come una dilaniante conquista e, nello stesso tempo, sarà come i sassolini di Hansel e Gretel raccolti i quali la via di fuga (o di uscita) sarà palesata. O forse no. Sarà il cuore dell’uomo a parlare e a dissipare le tenebre. L’itinerario espositivo sarà in tutto e per tutto metafora della vita coi suoi bivi, i suoi coni d’ombra, i suoi brancolamenti e le sue contraddizioni coesistenti con le sue rivelazioni e conquiste esistenziali, che pacificano l’anima e ne alimentano le energie.

Non mancheranno le distrazioni o le pseudo selve oscure, proprio come i frondosi rami che l’altera Diana di Ilaria Caputo possiedono con mani ferme e sguardo altero all’inizio del percorso e che accoglierà il visitatore all’inizio del percorso. L’itinerario espositivo apparirà ora come un gioco, ora come un rito iniziatico, ora come una via a tratti tortuosa e piena di insidie, come evocano le anime nude ritratte da Roberto Fontana o gli equilibri incerti affioranti come scogli dal mare di fragilità di Mimmo Papa: solo al termine del percorso le tenebre interiori si diraderanno, lo sguardo delle figure femminili di Daniela Balsamo e Fabrizia Conti sarà fermo e ritto verso la meta, sarà rivolto alla chiave della Verità, la chiave che aprirà la porta verso quella meta interiore e che conferirà senso a ogni umana azione terrena.”

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La mostra sarà visitabile fino al 4 novembre 2016, dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 20, a ingresso gratuito.

Per info inviare un’e-mail a panormitania@gmail.com o visitare la pagina Facebook dedicata alla Caccia ai Tesori (https://www.facebook.com/events/1826740497609588/).