Sassittassi la mostra collettiva “sedie d’artista”

Pubblico il comunicato della mostra collettiva Sassittassi di sedie d’artista in cui sarà presente anche una sedia realizzata da me, grazie all’Associazione Ricercarte per avermi invitato a far parte di questa collettiva.

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Sarà inaugurata sabato 17 dicembre alle ore 18:00 presso il Museo di Arte Contemporanea San Rocco a Trapani, in via Turretta 12, la mostra collettiva “sedie d’artista”, visitabile dal 17 dicembre all’ 8 gennaio 2017 dal mercoledì al sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00. La mostra è inserita nel progetto benefico sassittassi. Alla mostra sono presenti 19 artisti coloro i quali hanno donato le loro opere per questo progetto. Le sedie verranno vendute all’ asta e una parte del ricavato sarà devoluto all’ associazione il Pellicano di Santa Ninfa che si occupa di infanzia abbandonata. Un ringraziamento particolare al direttore del museo Don Liborio Palmeri che ci ospita in questa sede prestigiosa, agli  artisti e a tutti quelli che hanno creduto in questo progetto. La mostra a cura dell’associazione culturale RicercArte, con un testo in catalogo del critico d’arte Vinny Scorsone, grafica di Piera Ingargiola, allestimento staff RicercArte, foto in catalogo fornite dagli artisti.

In “Sassittassi” infatti, la sedia non è soltanto un oggetto di design. Niente a che fare con le “Chaise” di Le Corbusier, Mies Van de Rhoe o, prima ancora, di Charles Rennie Mackintosh, Giacomo Balla, Fortunato Depero o Marcel Breuer (solo per citarne alcuni) che avevano una precisa funzione pratica. Nel caso di questa mostra, invece, la sedia, svincolata a volte da una vera e propria funzionalità, si libera caricandosi di ben altri bisogni che privilegiano l’aspetto spirituale e artistico.

La sedia d’artista moderna prende spunto dal movimento anti-design che si sviluppò negli anni Ottanta, quando all’idea di funzionalismo si contrappose una concezione più libera e antifunzionalista dell’oggetto in cui prevalgono principalmente l’aspetto ludico e contenutistico (tra i principali esponenti di questa nuova concezione del design abbiamo, per esempio, Alessandro Mendini). Sono quelli gli anni in cui design, arte contemporanea e artigianato si fondono dando vita ad oggetti che travalicano la loro funzione primaria per aprirsi a nuove strade e nuove interpretazioni.  La sedia concepita come vera e propria opera d’arte, se si escludono le opere di alcuni artisti concettuali come Joseph Kossut, ha una nascita più recente. Tra gli artisti che realizzarono numerose “Sedie d’artista” non posso non ricordare Giusto Sucato (recentemente scomparso).

Le sedie elaborate ed esposte in questa mostra, prendono così spunto da due aspetti fondamentali: Il primo è quello legato al funzionalismo e all’idea futurista e del Bauhaus dell’arte nella vita di tutti i giorni (mobili ed oggetti compresi); il secondo, invece, punta all’aspetto più “astratto” dell’oggetto azzerandone la funzione principale e concentrandosi su tematiche più concettuali e eteree.

Negli ultimi decenni la sedia si è resa protagonista di numerose esposizioni di arte contemporanea. Ma perché lei e non qualche altro oggetto? Forse perché in essa sono concentrate diverse tematiche e necessità che la rendono una compagna ed un’ancora di salvezza nel mare agitato della frenetica vita quotidiana. La sedia come pausa, oggetto caro e rinfrancante del nostro corpo stanco, come amica di sempre pronta ad accoglierci ed accogliere i nuovi ospiti che nella nostra esistenza si avvicendano, punto fermo e sicuro della nostra anima spossata.  In “Sassittassi” essa diviene ora albero ora oggetto respingente, ora cavalcatura ora lacerazione interiore. Simbolo di precarietà o di gioco, essa si presta a più reinterpretazioni disvelando le sue mille facce in un continuo alternarsi di equivoci ed inganni o solide certezze. La sedia, quindi, come simbolo di una società eclettica in cui nulla è ciò che sembra: labile specchio d’acqua saponata pronto ad infrangersi al minimo tocco o resistente nuvola disposta ad accoglierci e sorreggerci.

Vinny Scorsone

Gli Artisti: Arturo Barbante, Tiziana Cafiero, Peppe Caiozzo, Bartolomeo Conciauro, Evelin Costa, Lià D’Aleo Angelo Denaro, Cinzia Farina, Giuseppe Fell, Naire Feo, Dimitri Gazziero, Piera Ingargiola, Marco Lotà, Pino Manzella, Maria Laura Riccobono, Angela Sarzana, Nancy Sofia, Caterina Vicari, Istituto d’arte di Palermo

Associazione culturale RICERCARTE    ricercarte.jimdo.com     e-mail bcricercarte70@gmail.com

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un particolare della sedia da me realizzata

 

 

Mostra di Ketevan Jorjoliani al Margaret Cafè

 

Ketevan Jorjoliani è una giovane artista nata in Georgia nel 1991. Si è laureata nel 2013 all’Accademia di Belle Arti di Tbilisi, in Design della Moda. In quegli anni ha studiato arte pittorica nell’atelier del pittore georgiano Gia Khutsishvili. Dal 2015 è iscritta al biennio di pittura all’Accademia di Belle arti di Palermo. Collabora con la casa editrice Corrimano Editore dal 2014 per la quale crea le illustrazioni delle copertine.

La sua mostra nasce da una serie di schizzi realizzati osservando l’architettura urbana di Palermo, una serie di scenari particolari che si combinano tra loro creando una visione d’assieme, come in un puzzle che si trasforma nel racconto di una città complessa, variegata e contraddittoria come Palermo. L’autrice trae ispirazione dalla città e soprattutto si lascia attraversare dalla sua forza vitale che trasfonde nelle tele dipinte, nelle quali le figure sono stravolte creando nuove forme. Le geometrie segnate da tratti netti e a volte nervosi creano nuove immagini in un viaggio tra il formale e l’informale. Gli ambienti descritti sono semplificati in sagome scomposte, composte e ricomposte, dando vita a metamorfosi, mutamenti e creando luoghi poetici che ricordano sogni atavici e ancestrali. Le strade si intersecano e convergono con le case e con elementi della natura, creando particolari collage, sembrano non seguire schemi simmetrici, rendendo un certo dinamismo nelle immagini che a volte è come se volessero esplodere fuori dalla tela, verso l’esterno. I colori sono tenui, a momenti sfumati, prevalgono i pastelli, ma sono presenti alcuni contrasti. Improvvise si stagliano tinte forti che colpiscono lo sguardo. Le linee dei contorni rimangono visibili, a volte più leggere, altre più forti, come esplosioni vigorose di anima ed energia, raggi di cielo e scaglie di sole, che esprimono e raccontano una città arsa dal calore, caotica, accogliente e viva, la cui passionalità intrinseca in se stessa permea l’artista che la dona a chi osserva.

La mostra di Ketevan Jorjoliani potrà essere visitabile presso la sala espositiva del Margaret Cafè fino al 22 Ottobre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00. L’evento è promosso dall’ass.ne Asadin.

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Alcune foto della presentazione della mostra e della presentazione del libro di Ruska Jorjoliani sorella della pittrice e scrittrice di talento avvenuta il 2 Ottobre 2016, presente anche Dario Ricciardo di Corrimano Edizioni

 

Mostra collettiva “Caccia ai tesori”, a Palermo

Con Marga Rina, blogger palermitana appassionata di arte, ci conosciamo da diverso tempo tramite i reciproci blog ed i social network e finalmente siamo riuscite a conoscerci anche di persona in occasione dalla mostra pittorica e fotografica di Asadin e Pino Manzella a Torre Alba a cui ho collaborato e che lei ha recensito nel suo blog.

Nel suo blog Panormitania  scrive recensioni e racconta le sue “passeggiate artistiche”, il filo conduttore dei suoi articoli è Palermo e la Sicilia.

Marga Rina organizza una mostra d’arte per la terza volta, l’inaugurazione sarà Giovedì 20 ottobre 2016, alle ore 18:30, negli uffici della MQ Immobiliare di via Francesco Lo Jacono 10, a Palermo. Il titolo della mostra collettiva è “Caccia ai tesori” con una mirata selezione di opere pittoriche di Mimmo Papa, Roberto Fontana, Fabrizia Conti, Ilaria Caputo e Daniela Balsamo. Il titolo, come la stessa Marga Rina scrive nel suo blog, richiama “Le vie dei tesori”, la nota manifestazione palermitana giunta alla sua X edizione e della quale la MQ Immobiliare quest’anno è sponsor.

Sotto la descrizione della mostra che appare immediatamente interessante e ricca di sorprese.

Tema centrale dell’esposizione è la caccia di specifici tesori, che si sviluppa secondo un itinerario indiziario che il visitatore percorrerà sia fisicamente sia spiritualmente: sarà un vero e proprio viaggio votato alla ricerca di sé e al riconoscimento e svelamento delle aspirazioni individuali più intime e personali. Ogni artista, infatti, è stato chiamato a sviluppare per immagini un sottotema che enfatizzasse alcuni dei bisogni sentiti e anelati e, talvolta, sofferti, dell’uomo del terzo millennio.  Il percorso espositivo sarà articolato in tappe, cadenzate da indizi verosimili che avvicineranno poco alla volta il cacciatore – visitatore verso tesori cautamente visibili all’occhio interiore: ogni tappa sarà essa stessa un Tesoro dell’arte, rivelato in modo parziale o raggiunto come una dilaniante conquista e, nello stesso tempo, sarà come i sassolini di Hansel e Gretel raccolti i quali la via di fuga (o di uscita) sarà palesata. O forse no. Sarà il cuore dell’uomo a parlare e a dissipare le tenebre. L’itinerario espositivo sarà in tutto e per tutto metafora della vita coi suoi bivi, i suoi coni d’ombra, i suoi brancolamenti e le sue contraddizioni coesistenti con le sue rivelazioni e conquiste esistenziali, che pacificano l’anima e ne alimentano le energie.

Non mancheranno le distrazioni o le pseudo selve oscure, proprio come i frondosi rami che l’altera Diana di Ilaria Caputo possiedono con mani ferme e sguardo altero all’inizio del percorso e che accoglierà il visitatore all’inizio del percorso. L’itinerario espositivo apparirà ora come un gioco, ora come un rito iniziatico, ora come una via a tratti tortuosa e piena di insidie, come evocano le anime nude ritratte da Roberto Fontana o gli equilibri incerti affioranti come scogli dal mare di fragilità di Mimmo Papa: solo al termine del percorso le tenebre interiori si diraderanno, lo sguardo delle figure femminili di Daniela Balsamo e Fabrizia Conti sarà fermo e ritto verso la meta, sarà rivolto alla chiave della Verità, la chiave che aprirà la porta verso quella meta interiore e che conferirà senso a ogni umana azione terrena.”

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La mostra sarà visitabile fino al 4 novembre 2016, dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 20, a ingresso gratuito.

Per info inviare un’e-mail a panormitania@gmail.com o visitare la pagina Facebook dedicata alla Caccia ai Tesori (https://www.facebook.com/events/1826740497609588/).

Il Cinema a Terrasini, serata finale della VII edizione del Corto Pepper Fest

Continua a crescere il Corto Pepper Fest di Terrasini (PA), giunto alla VII edizione.

Anche quest’anno un grande numero di cortometraggi iscritti, da cui sono stati selezionati i sette corti che parteciperanno alla Finale di Venerdì 16 Settembre 2016.

La serata, che sarà condotta da Giulia Monteleone, si svolgerà a Terrasini (PA), dalle ore 21.00, presso l’area pedonalizzata di fronte al ristorante messicano El Bocadito, in via Vittorio Emanuele Orlando 126.

Questi i sei cortometraggi finalisti, a cui si aggiungerà un cortometraggio realizzato dagli alunni della Scuola primaria IC Laura Lanza Baronessa di Carini, che sarà premiato fuori concorso:

“Tra le dita” di Cristina Ki Casini.

“Baida” di Gianluca Granocchia e Federico Ermini.

“Era Nico” di Mauro Messina e Giulio Corso.

“Domani smetto” di Monica Dugo e Marcello Di Noto.

“Mirror” di Daniele Barbiero.

“L’altro figlio” di Dario Lanfranca.

La serata si aprirà a partire dalle ore 21.00 con la proiezione di “Bellissima” di Alessandro Capitani, l’opera che ha vinto l’edizione 2015, ottenendo  sia il titolo di Miglior Corto grazie al voto della Giuria di qualità, che il premio del pubblico. Un corto che ha ricevuto successivamente il David di Donatello come Miglior Cortometraggio, il Giffoni Awards come miglior cortometraggio +18 ed altri riconoscimenti.

Saranno poi proiettati i cortometraggi finalisti  che verranno valutati, durante la stessa serata, dalla Giuria Artistica di qualità, costituita da personalità appartenenti al mondo del cinema, arte e giornalismo, che assegnerà il primo premio come Miglior Corto. Anche il pubblico decreterà il proprio vincitore.

Saranno presenti durante l’evento i registi, autori o attori protagonisti di ogni cortometraggio selezionato che ritireranno le targhe di partecipazione ed i premi.

Il Corto Pepper Fest è un concorso di cortometraggi ideato da Sergio Misuraca, curato e organizzato dall’Ass.ne culturale Sciò Produzioni, nato per sostenere e promuovere l’opera di sperimentazione e ricerca cinematografica di autori giovani e/o indipendenti.  Il Festival si è proposto in questi anni di incrementare lo sviluppo turistico, artistico e culturale del territorio intorno a Terrasini, che per le sue amenità e gli scenari naturali è stato scelto molte volte come set per cortometraggi e lungometraggi.

Durante la serata che avrà al centro il Cinema, l’Arte, la Sicilia e l’Incontro sarà presente un’esposizione di Arte del Riciclo e Spazio Relax a cura di Officina Rigenerazione. Partecipa all’evento anche l’associazione Asadin con una proiezione di foto intitolata “Sicilie-l’identità molteplice”.

L’ingresso è libero.

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Per chi viene a Terrasini in occasione del Corto Pepper Fest di Terrasini (PA) sono previste convenzioni e riduzioni su case vacanza, bed & breakfast, alberghi, ristoranti e servizi. Per info http://www.visitcinisiterrasini.it contattare  info@visitpalermo.it

Corto Pepper Fest  http://www.cortopepperfest.com   info@cortopepperfest.com

“Men” mostra di pittura di Tiziana Viola Massa, intervista all’autrice.

In questi giorni si sta svolgendo, presso la  Galleria Studio 71 di via Fuxa a Palermo, la mostra di pittura di Tiziana Viola Massa intitolata “Men”, dedicata agli uomini che l’artista spoglia da ogni apparenza. Nudi sono i corpi raffigurati, ma al contempo vestiti di ogni paura, contraddizione, fragilità ed in questo svestimento sono resi veri, autentici, umani, ma anche metafisici davanti agli occhi di chi li osserva. La mostra curata da Marcello Scorsone e Vinny Scorsone è presentata con testi in catalogo scritti da Vinny Scorsone, che è autrice anche della  toccante poesia  che apre il  catalogo, ispirata da uno dei quadri più significativi di tutta la mostra. “L’ascesa” è una tela che mi è impossibile non accostare a un’immagine dell’iconografia cristiana, Maria è ai piedi del Cristo nell’atto di dargli  l’ultimo abbraccio materno prima dell’addio; l’uomo ferito, morente tenta di lasciarsi andare lievemente verso l’alto, come per abbandonare la sua croce verso qualcosa di extracorporeo, trattenuto da un rassegnato abbraccio d’amore. L’autrice accompagnando i suoi visitatori spiega che quella donna non è necessariamente la Madonna, la madre, ma può anche essere la compagna, la donna che ama. E’ forse l’atto di un estremo addio e mentre riecheggiano nell’aria i versi scritti da Vinny Scorsone “Rimani con me affinchè io possa abbracciarti ancora una volta, ancora una notte. Il tuo corpo si piega e si tende ad un passo dall’annullamento”, Tiziana Viola Massa ci spiega che la croce non è fuori dall’uomo, ma è l’uomo stesso ed il quadro è dedicato al rapporto amoroso che crea una simbiosi tra corpi e anime.

L'ascesa

Le tele di Tiziana Viola Massa sono vibranti, comunicano e suscitano emozioni ed empatia, i corpi sembrano librarsi fuori dal quadro, composti da materia densa che li rende tridimensionali, vivi. Emergono ferite, i muscoli sono tesi, in continuo movimento, ma si tratta di un movimento che scorre lentamente. Sono uomini in balia della vita, quasi abbandonati a se stessi, alla ricerca di qualcosa di trascendente al di fuori di sé ed al contempo tormentati dalle proprie paure e debolezze tutte umane. Sono corpi nudi, non c’è nulla da nascondere, nulla da censurare, non c’è scandalo in queste opere, la nudità non è ammiccante, mai  è peccato. In un corpo nudo non c’è vergogna, sono i moralismi, le falsità, le ipocrisie a rendere volgare l’umanità, questo appare nitido in una mostra dove  il corpo nudo è purezza sensuale, natura, riflessione, dolore, vita.

studio per nudo maschile

Nella tua produzione artistica un ruolo importante ha avuto l’arte sacra ed anche nelle opere di questa mostra la spiritualità emerge come filo conduttore. Oltre “l’Ascesa” c’è ad esempio il quadro intitolato “la giovane croce” che mostra l’infanzia negata dalle guerre e dalla violenza in generale, dove il protagonista è il corpo di un giovane ragazzo metaforicamente crocifisso. Si intravede una certa esigenza di trascendenza dalle tue opere. Parlami del tuo rapporto con la religiosità.

La religione mi ha influenzata, certo. Sembrerà contraddittorio però io purtroppo non sono molto praticante, forse cerco di espiare questa cosa attraverso la pittura. Per me nel realizzare arte sacra, più che la rappresentazione, contava entrare dentro il verso biblico interpretandolo e questa interpretazione mi avvicina molto più di altro alla spiritualità. Anche se questa mostra è incentrata sul nudo maschile io ci tenevo ad inserire un’opera che si rifacesse alla croce, però più quotidiana rispetto al divino in sé.

Nei tuo quadri sono rappresentati tanti corpi nudi, ma anche sguardi mistici, estatici, può essere quindi l’arte un veicolo per  coniugare la carnalità alla spiritualità? La religione spesso tende a censurare il corpi, qui  invece c’è l’esaltazione di questi, emerge che non c’è  vergogna nel nudo.

L’unica cosa che posso dire è che secondo me la spiritualità nasce dal corpo, pensiamo sempre che la spiritualità e che il divino siano  qualcosa di astratto, ma io ho sempre pensato che Gesù prima di tutto sia stato un uomo, quindi secondo me la verità sta nell’uomo in sé, uomo o donna che sia, nella carnalità della persona che poi si evolve e aspira a qualcosa di più. L’arte sacra parte dagli uomini.

Non credo che Gesù sia stato crocifisso con il pareo come si è soliti pensare. Secondo te, mentre era martoriato, umiliato avevano il tempo di coprirlo? Hanno cercato di umiliarlo ancor di più nella nudità, mentre io lo volevo eleggere a ciò che è, a ciò che di vero c’è, perche secondo me le persone sono vere anche quando si specchiano nella loro nudità. Vuole essere un ritorno primordiale a quello che siamo veramente.

la giovane croce

La tua scelta come artista ed anche donna di dipingere nudi maschili è stata abbastanza coraggiosa, quanto tu  ti sei dovuta spogliare dei tuoi tabù?

Si è vero non è stato facile, devo dire che in questo mi ha aiutato molto Vinny (che ha curato la mostra), quando ho cominciato a dipingere ricordo che l’ho chiamata e le ho detto: “ma posso mostrare le cose per come sono, oppure devo celare perché esistono sempre questi tabù?”. Lei mi risponde: “no perché in pittura non ci sono tabù, devi essere libera, non avrebbe senso altrimenti fare questa mostra”. Non è stato facilissimo. Siamo più abituate a ritrarci noi donne, anche perché il corpo maschile è difficile da rappresentare, non si può improvvisare, bisogna fare delle pose dal vero, degli scatti. Non è stata una passeggiata, io finora avevo sempre dipinto donne, tranne la figura più legata all’arte sacra, il Santo, che è sempre uomo però… Trovarmi invece con guerrieri, con  la forza, la virilità, è stato come fare tutto un altro tipo di  discorso. Però a parte l’inizio più difficoltoso, mi sono poi venute in mente nuove idee su questo tema da continuare ad approfondire.

Come  vivi il connubio tra essere donna e artista?

Che ti devo dire che non è facile essere donna e artista? Noi abbiamo più cose da fare, perché l’uomo spesso chiude casa e se ne va e può fare l’artista, noi abbiamo altre cose a cui non vogliamo rinunciare e non sarebbe giusto farlo perché sono dei valori aggiunti. In questa città puoi fare sempre qualcosa di impegnativo, che non è mai stato fatto, ma non avrà mai, con tutto il sacrificio anche delle persone che ti stanno dietro, la rilevanza che potrebbe avere in altre città che danno spazio effettivamente alle cose nuove. Ci sono i  politicanti, i partiti, questo da un po’ fastidio, in qualche caso c’è anche un po’ di maschilismo, ma io questo non l’ho vissuto, sono stata fortunata.

Ritornando alla mostra, c’è rappresentata la guerra con i suoi eroi ed il gioco. C’è il palloncino, l’aquilone, il cavallo a dondolo…

Questi elementi fanno parte entrambi della vita, sono due aspetti con cui  l’uomo deve fare i conti sia quando è giovane nel gioco e  poi quando cresce e si rende conto che deve affrontare determinate cose difficili, non solo la guerra in sé, ma anche i problemi della quotidianità.

Nei tuoi quadri c’è il guerriero rappresentato attraverso figure quali Ulisse, Leonida, Anchille, ma anche l’ uomo fragile. Quale uomo volevi fare emergere?

La nostra è stata una provocazione,  c’è l’uomo guerriero, però se tu guardi bene tutti questi uomini sono fragili, perché per me in questo momento l’uomo è fragile, noi donne forse perché abbiamo più cose da fare, forse perchè dobbiamo dimostrare di più, nella vita in generale lo siamo meno, invece l’uomo da solo è più debole, ha bisogno del sostegno della donna. E’ una provocazione perché anche la potenza degli eroi e dei guerrieri è contenuta, non c’è un’esplosione di forza. Se guardiamo a quello che succede oggi l’uomo o utilizza la violenza per sopraffare la donna o al contrario tende ad assomigliarle, è un momento di confusione perché spesso non ci riusciamo a capire tra noi. Da qui è nata la provocazione.

Achille

In alcuni quadri per esempio ne “Il tempo, il corpo e il gioco” dove rappresenti tre generazioni, ci sei tu, anche se non sei ritratta, ci sei come mamma, figlia, compagna.  Poi c’è il quadro intitolato “Ti vestirò di soli sogni” dove ti ritrai nell’atto di dipingere un uomo. Sono prevalenti gli uomini, ma è evidente che ci sei anche tu in questi quadri.

In realtà in questi quadri si vedono solo due donne, il mio autoritratto e la donna che abbraccia l’uomo nell’ascesa, per il resto la mostra è tutta dedicata agli uomini, però forse è un modo per esserci, per dire: “ci sono. Nonostante ci siete voi, forse è perché in un minimo ci siamo noi”.

Il tempo,il corpo e il gioco

Scopro che Tiziana Viola Massa ha cominciato a disegnare da bambina creando vestiti per gioco, poi ha continuato intraprendendo studi artistici, ha iniziato appassionandosi all’espressionismo, utilizzando colori caldi, mentre adesso la sua tavolozza è più calma, ha tante idee da elaborare e nuovi progetti da portare avanti.

Quella che ho incontrata è una vera artista, che non ha bisogno di tante parole per essere raccontata, bastano le sue opere a trasmettere emozioni, a scuotere l’animo umano, ad uscire fuori dalla realtà per entrare nel suo mondo fatto di pulsioni e palpiti.

La mostra è visitabile entro il 24 Ottobre 2015. Per informazioni visitare il sito http://www.studio71.it/pagine/tiziana.htm