L’azolo: un colore siciliano

Da bambina se qualcuno mi avesse domandato quali sono i sette colori dell’arcobaleno, avrei cominciato il mio elenco nominando subito “l’indaco”, sarà che mi sono sempre piaciute le cose complicate e difficili da tenere in mente. Quando ho scoperto l’esistenza di questo colore che è uno strano incrocio tra il blu ed il violetto, ne sono subito rimasta colpita, ma in realtà la prima volta che ho  scoperto la parola “indaco”, conoscevo già  da tempo la sua tonalità, solo che lo avevo sempre sentito chiamare alla maniera siciliana: “azolo”.

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L’azolo è un colore dal “sapore” atavico, anticamente quando le nostre nonne lavavano la biancheria usavano risciacquarla in acqua e azolo per togliere quel l’ingiallimento che spesso il tempo, l’usura ed i raggi solari provocavano alle lenzuola, che quando venivano stese per essere asciugate,  avrebbero dovuto scintillare e veleggiare all’aria aperta come delle colombe bianchissime. A pensarci  bene l’uso dell’azolo più che una vera soluzione, era un trucco di illusione ottica: le nostre nonne,  alchimiste inconsapevoli, non potendo eliminare il giallo, lo coprivano con l’azzurrato dell’indaco e come per magia la biancheria, magari vecchia o rattoppata, ritrovava il suo splendore. continua

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