Una ricetta semplicissima, insalata di sparacelli.

Per oggi posterò una ricetta veloce, che ha come ingrediente fondamentale una verdura che a Palermo chiamiamo “sparacelli”, il cui vero nome è però broccoletti. Ho cercato qualche notizia che potesse essere interessante rispetto agli sparacelli e alla semplicissima insalata che tanto mi piace e che spesso accompagna le mie cene, ma non ho trovato nulla di particolare o tradizionale, ho anche sperato che ci fosse qualche riferimento alla gastronomia araba, magari nell’etimologia del nome, oppure qualche storia legata ai più famosi romanzieri siciliani, etc, ma questa volta non è così e quindi dovrò limitarmi solo a scrivere la brevissima ricetta.

Visto però che si tratta di verdura, potrò almeno postare le foto, appena scattate, di una antica insegna di una famosissima “putia” (negozio di frutta e verdura), di cui ho parlato nel mio post
dedicato ai “putiari”, ovvero Giovenco,
un negozio che malgrado non sia più esistente (rimane solo l’insegna), è rimasto nella memoria e nel linguaggio dei palermitani, per indicare un fruttivendolo particolarmente caro, che vende primizie e che negli anni passati, quando la frutta era ancora legata alle stagioni, era molto ambito dalle donne in stato di gravidanza, che potevano accontentare i loro desideri di frutta in tutti i periodi dell’anno, certo a prezzo di gioielleria.
Ancora oggi di fronte a un conto molto salato si dice infatti: “e che è Giovenco?”.
Torniamo alla ricetta. Gli sparacelli sono molto usati per preparare due ottimi tipi di pasta, “chi sparaceddi assassunati” oppure “chi sparaceddi arriminati”, variante della più tipica pasta a base di broccoli (cavolfiori). In questo caso gli sparacelli saranno semplicemente bolliti e conditi con olio e limone, insomma non serve nemmeno la ricetta perchè tutti la possono preparare in pochi minuti, ma per sicurezza eccola qui!

RICETTA
Ingredienti: sparacelli, olio evo, un limone, sale e pepe.

Procedimento: lavare bene gli sparacelli, eliminare se necessario le foglie più dure, sfilare le rimanenti foglie, tagliare in grossi pezzi i “giummi” (le cime). Far bollire in una pentola abbondante acqua salata e aggiungere la verdura, far cuocere per dieci, quindici minuti,

fino a quando le cime saranno cotte ma al dente (si può verificare affondando una forchetta). Scolare e far raffreddare. Tagliare le foglie e le cime in pezzi non troppo piccoli e condire con olio, limone e pepe (e sale se necessario), a me piace anche aggiungere un’ arancia sbucciata e tagliata a tocchetti, se si volesse esagerare si potrà anche unire dei piccoli filetti di acciughe sott’olio.
E’ troppo semplice, lo so, ma mi piace tanto!