La nebbia a Palermo

foto da internet

News da Palermo.

Non sono brava a fare gli scoop, mi accorgo sempre per ultima di ciò che mi accade intorno. Come non ho sentito (per fortuna) il terremoto, non ho visto la nebbia che ieri ha avvolto Palermo sconvolgendo i miei concittadini.

Insomma, quando la nebbia si è improvvisamente presentata, io dormivo. Lo so, lo so, chi dorme non piglia pesci, ma io un sonnellino ristoratore lo dovevo fare! Alle 16.00 la nebbia si è assottigliata e quando io (dopo un pò…) baldanzosa mi sono svegliata intenzionata a fare una passeggiatina salutare in giro per la “città più bella del mondo”, guardo dalla finestra e vedo il buio, ma come un Watson incalzato da Sherlock Holmes, non mi accorgo dell’elementare realtà, nessun indizio per il mio assonnato intuito, penso che l’inverno è proprio arrivato, la sera arriva prima!

Desisto dal fare la passeggiata, mi piace la luce del sole, lo so, sono abituata male dalla mia città sempre soleggiata. In serata usciamo, e questa volta in due, e sempre molto perspicaci, non notiamo niente di strano. Prendiamo la nostra macchinina e cominciamo a dissertare sulle condizioni del parabrezza: “come mai non si vede nulla?”, “da quanti mesi non viene lavata l’auto?”, “ma no, sono quelle cosine appiccicose che cadono dagli alberi ad averlo reso opaco”, “ma c’è uno smog in questa città!”. Andiamo in una festicciola organizzata da un’associazione che opera nel sociale, cena interetnica e concerto, che bello! Siamo offuscati, prendiamo un senso vietato, si vede poco in effetti, un poliziotto ci ferma e ci comprende, parcheggiamo e attraversiamo a piedi un grande giardino. Si vede poco, tutto buio ma in modo inusuale, Massimo stropiccia gli occhi io sono solo concentrata a non incontrare cani randagi, pronta alla fuga rapida. Raggiungiamo appiccicosi il luogo. Troviamo due amici. Dopo un pò ci dicono “avete visto la nebbia?”. Noi :“what’s nebbia a Palermo?”. L’amico: “ma guardatevi intorno, è diminuita ma ancora c’è”. Noi: “veeero, ecco perchè il parabrezza era appannato, etc, etc”. Insomma a Palermo tutti parlavano di questo, tranne due ignari dormiglioni e distratti.

Oggi tutti i giornali parlavano di questo evento inconsueto, non ci bastava l’immondizia, il traffico, le tre piaghe della Sicilia, ora pure la nebbia!
Una nebbia che viene dall’Africa che durerà qualche giorno (oggi non l’ ho vista nemmeno), una nebbia che i palermitani paranoici, intasando i centralini dei vigili del fuoco, hanno scambiato per nube tossica, incendio, attentato, altri per caldarrostari ed i più affamati per un’ invasione di stigghiolari…

Adesso dicono di non uscire. Un giornalista diffusore di serenità scrive: “la nebbia creata dall’umidità potrebbe favorire il contagio della suina”. Cavolo, questo no, pure lo spauracchio del contagio non ci voleva, di certo oltre che la serenità della gente già in crisi, anche il turismo ne gioverà…

Insomma io spavalda ipocondriaca ho deciso di fare la mia passeggiata salutare e contagiosa, niente nebbia, cielo limpido e splendente, caldo piacevole, tutto sereno, i siculi, è così, siamo fatalisti, non sarà nemmeno questo a farci rimanere in casa “tanto se deve capitare…”.

Insomma se la nebbia fa così male, che potrebbe succedere in Val Padana? Forse un Bossi del momento, visto che la nebbia proviene dall’Africa, la farà prontamente rimpatriare dicendo: “ma ce l’ha il permesso di soggiorno?”, oppure: “la nebbia clandestina potrebbe essere fonte di terrorismo, criminalità (nel buio si sa…), sporcizia e malattia”.

Insomma cara Nebbia anomala giunta in Sicilia spinta dal vento della bella e povera Africa, che io non ho nemmeno notato, che non mi hai spaventata malgrado gli allarmismi e le mie personali paure, se vuoi resta pure quanto vuoi, mi fai già simpatia, hai creato clamore e un momento di riflessione su chi vive chiuso nel suo quotidiano, sconvolgendolo un pò, ed ogni tanto serve qualcosa di diverso per cambiare, nel mio caso hai fatto da contorno ad una giornata per me particolarmente bella, che non dimenticherò.

Ora scherzi, analogie etc a parte, allietata dal sole, mi sono goduta un piatto di pasta al forno, e se la nebbia tornerà, al massimo mi faccio un altro sonnellino!