La pioggia

Oggi sono seria, purtroppo.

Piove, piove con insistenza.
Ricordo che da piccola amavo la pioggia di settembre e Ottobre.
Spesso era una pioggia leggera che serviva appena a bagnare l’asfalto, e ad emanare un profumo di terra bagnata che mi faceva pensare alla scuola, e a me piaceva la scuola.
Era un profumo particolare ed un’atmosfera che faceva capire che l’estate era ormai finita e dava il senso che dopo l’estate e le vacanze, sarebbe ricominciata la vita più impegnativa.
Qui in Sicilia, quella pioggia dava spesso spazio allo spuntare del sole e non nascondeva, se non per pochi momenti quel cielo azzurro che ci fa da tetto.

Ora piove ma mi sembra diverso, si tratta di una pioggia improvvisa, folle, potente, ribelle.
Si tratta di brevi temporali carichi di saette e tuoni rumorosissimi. Ma la pioggia è frutto della natura, ma non so se è naturale o condizionata anche quella dall’intervento umano che sta facendo cambiare il clima nel mondo, ma non sono un’esperta in materia, più che altro mi limito ad osservare.

Ieri pomeriggio c’era un caldo afoso e poi improvvisamente è diventato tutto nero, dopo lampi e tuoni, poi pioggia, tanta. Pensavo, che come ormai accade negli ultimi giorni, la città si sarebbe allagata, i tombini sarebbero esplosi come funghi, le strade come fiumi in piena. Ma è possibile? Sorridevo all’idea che se i palermitani non escono quando piove sono un pò giustificati, perchè solitamente bastano già due gocce d’acqua per creare un traffico impossibile e per far andare in tilt la rete fognaria della città.

Oggi però arrivano le notizie che in alcuni piccoli centri della Sicilia, in provincia di Messina, sono morte 17 persone e ci sono ancora dei dispersi, il fango ha sepolto tutto.

Questo fa soffrire oltre che indignare.
Spesso si legge sui giornali la fatidica frase “tragedia annunciata”, ma è accettabile che sia così?
Anni di abusivismo edilizio, un pensiero nullo rispetto all’ambiente e agli esseri umani fanno sì che nel 2009, un terremoto, ma anche la pioggia causino morte.
E che certi paesi fossero costruiti su letti di fiumi, su colline friabili, che le reti fognarie sono in cattive condizioni, questo si sapeva.
Case abusive e poi sanate e condonate, ci sarà un motivo se non si potevano costruire.

Siamo in una società fatalista e legata al denaro, in Sicilia siamo ancora più fatalisti, il destino è ineluttabile, si sfida la sorte, “tanto non cambia mai niente…”, ci siamo abituati.

Adesso non piove, mentre scrivevo mi sono fermata. Approfittando di questo momento di calma abbiamo liberato una grondaia, da foglie, fango e rami per evitare che si otturasse. I piedi nell’acqua, le zanzare a divorarci.
Una cosa piccola, niente di grave, ma mi sono sentita un’idiota, avremmo potuto fare prima questo breve lavoro, perchè aspettare che piovesse di nuovo? Anche io sono fatalista? E mi domando se sia possibile non esserlo in una terra come la Sicilia.

Speriamo che adesso la pioggia ci dia un pò di tregua.

La mia solidarietà a chi ha perso amici e familiari.

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Palermo e la pioggia.

Finalmente è tornato a splendere il sole quindi ecco un post su Palermo e la pioggia!

Questo inverno è sembrato più lungo del solito, stranamente molto freddo e piovoso. I palermitani non ci sono abituati, è una vera sofferenza. Ma se il freddo si riesce a sopportare, quello che viene più difficile accettare è la pioggia.

Quando piove cambia tutto, la gente ha reazioni strane, e le ripercussioni più evidenti sono nel traffico che, se già normalmente è impressionante, quando piove si centuplica. Tutti coloro che sono costretti a uscire per motivi soprattutto di lavoro, tirano fuori la loro macchinona dal garage. Non esiste la possibilità di fare due passi a piedi o prendere l’autobus (che in effetti comporterebbe ore di attese sotto l’acqua). A nessuno qui piace stare sotto l’ombrello, le braccia si stancano, la pioggia ti bagna comunque le spalle, basta un soffio di vento e si rivolta al contrario. Se si facesse un sondaggio sono sicura che tutti lo boccerebbero.

Così si cerca di parcheggiare proprio sul luogo dove si sta andando, ma il parcheggio non c’è, e allora va bene anche in doppia o tripla fila, non importa, e poi “ cu stu malu tiempu sicuru ca vigili un ci nnè” (con questa pioggia di sicuro i vigili non girano per strada)…(boh?!).
Le strade quindi si restringono, il nervosismo cresce, ogni macchina sembra una scheggia impazzita, e poi c’è il problema dei tombini. Questi (malgrado un pò di tempo fa ci sia stato uno scandalo, perchè scoprirono che furono assunti dal comune un centinaio di raccomandati che avevano come unico compito quello di osservare i tombini della città) ogni volta che piove, si otturano e le strade si allagano, così per le auto è un ulteriore problema e i malcapitati pedoni sono costretti a inzupparsi fino alle caviglie, a saltellare da una pozzanghera all’altra e se poi ti passa una macchina davanti, la doccia è assicurata.

Poi qui la pioggia è “disgraziata!” (un pò cattivella), tutti i palermitani potranno raccontare un episodio in cui, magari in vista di un matrimonio o un evento particolare, in cui bisognava fare una bella figura, hanno lavato con cura la loro automobile, magari davanti una fontanella cittadina, dotati di shampoo, pelle di daino e bidoncino di acqua. Quando la vettura era lucidata di tutto punto, arrivava un improvviso acquazzone e l’opera d’arte svaniva in un solo colpo, anche perchè a Palermo “chiovi fagnu” (piove fango)! Quindi nei periodi di siccità ogni tanto qualcuno lava la macchina forse per invocare l’arrivo di una pioggia, ma in questo caso non arriva mai!

Ma la pioggia, calamità naturale, a Palermo provoca altri strani effetti. La gente, come traumatizzata, si rifiuta di uscire (tranne se non è costretta). Chi si mette in malattia dal lavoro, chi non lascia i figli a scuola. Si evita di incontrare amici, andare a cena fuori, un corteo di protesta, uno spettacolo e tutte quelle cose considerate “superflue”. Così se chiedi a un amico di incontrarti magari questo ti risponderà “no, non posso… piove”. Se domandi, “come faranno in Pianura Padana?”. “ Vabbè, lì sono attrezzati meglio. Ci sono abituati!”.

Questi e tanti altri gli effetti della pioggia, ma se poi spunta un raggio di sole, la giornata comincia a migliorare, tutti escono allegri da casa e anche i più “lagnusi” (pigri) ritornano a lavorare, il traffico è sempre caotico, ma questo è normale, il freddo fa meno paura se non è bagnato, soprattutto alle adolescenti che (avendo abbandonato ormai la “maglia di lana” tanto invocata dalle mamme) stanno con la schiena nuda anche a Gennaio.
Insomma si ricomincia a vivere, poi quando il caldo aumenterà tutti diranno che preferivano l’inverno “perche almeno se c’è freddo ti puoi cummugghiari (coprire), se c’è caldo che fai?”, magari si sta a casa a prendersi il freddo dei condizionatori, la gente si sente sudata, affaticata, ma sono solo parole, la verità è che proprio per quel cielo azzurro e limpido e quel caldo fastidioso ma rassicurante che si ama tanto Palermo!