Primo Maggio, festa dei lavoratori. E poi una nuova rubrica su Blog di cucina.

Oggi scrivo per due motivi.

Uno mi riguarda personalmente e mi ha fatto molto contenta in questi giorni.
Su Blog di cucina c’è una nuova rubrica che sarà curata da me. Di cosa si tratta? La risposta è semplice, non potevo che occuparmi della cucina siciliana! La rubrica si intitola infatti “La Sicilia in tavola”.
Oggi su Blog di cucina è stata pubblicata la presentazione della rubrica e prossimamente sarà on line la prima ricetta. Spero tanto che vi piaccia!
Approfitto qui per ringraziare lo staff che cura questo bellissimo aggregatore, fatto da persone appassionate, simpatiche e molto gentili!
Per tutti i blogger siciliani, sono super graditi i vostri suggerimenti in materia!
Il secondo motivo (ma non per importanza, anzi…) è che oggi è una data di grande valore, Il Primo Maggio, quella che viene considerata la “festa dei lavoratori”.
In Sicilia e non solo, durante questa giornata c’è chi approfitta del giorno di vacanza e del bel clima per andare a fare una scampagnata e se riuscirò, prima o poi scriverò un post sulle scampagnate in vesione palermitana doc. Poi c’è anche chi va a manifestare, ed in Sicilia esiste un luogo in cui il primo maggio assume un significato ancora più grande: Portella della Ginestra, dove nel 1947 durante una manifestazione di contadini, per l’occupazione delle terre, vi fu una strage, in tanti avevano interessi a zittire quelle voci.
L’anno scorso ho scritto questo post su quello che è un luogo bellissimo e ricco di significato.
Quindi un abbraccio a tutti ed in particolare ai disoccupati, ai precari, alle vittime sul lavoro, agli sfruttati, a chi è emigrato e chi è immigrato in cerca di lavoro e di fortuna e a tutti quelli che vogliono una vita migliore non solo per sè, ma per tutti.
Un saluto dalla bellissima Terrasini
Evelin
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Portella della Ginestra

In Sicilia ci sono luoghi bellissimi da visitare perchè la natura si esprime con tutto il suo fascino e gli esseri umani hanno lasciato tracce di grande valore.Luoghi dal mare cristallino, dalle spiagge bianche e infinite, o scogliere dai colori e dalle forme incredibili.
Montagne che sembrano disegnate nel cielo, brulle o verdi e alberate, vallate sconfinate, quasi selvagge, dove la quiete e il silenzio dominano su tutto. E piccoli paesini arrampicati sulle cime di collinette e montagnole, e poi vi sono i tanti siti archeologici, Templi e Teatri dove i nostri avi contemplavano il soprannaturale o si divertivano e si acculturavano. E le grandi Città dove Chiese, Teatri, Palazzi, Giardini, ci espongono il trascorrere della Storia.

Poi vi sono luoghi significativi perchè raccontano la vita e purtroppo anche la morte di chi ha cercato di cambiare il corso della storia, lottando e cercando di affermare valori positivi e di riappropriarsi del proprio destino.

Il luogo di cui racconterò è Portella della Ginestra, una località in provincia di Palermo vicino Piana degli Albanesi.
E’ una vallata bellissima, silenziosa, non vi sono abitazioni. Tutto è ricoperto da un tappeto di erba verde, puntellata da fiorellini di diverso tipo, da quelli rosso amaranto piccolissimi, a quelli gialli che sembrano smaltati all’interno. Spighe selvatiche, ogni tanto ramoscelli secchi o spinosi.

La vallata è segnata da rocce bianche che sembrano pecore nel momento del riposo. E poi rocce rossastre che sembrano scogliere immerse in un mare verde.
In questa vallata riecheggiano voci di lotta, ma anche di dolore.
Portella della Ginestra è nota infatti per la strage che vi avvenne il 1 Maggio del 1947, subito dopo la guerra, quando per la prima volta dopo la fine del regime fascista si poteva di nuovo festeggiare il giorno dei lavoratori.
Tantissimi lavoratori, soprattutto contadini si riunirono in quel luogo per manifestare contro il latifondismo, per l’occupazione delle terre, e per festeggiare la loro giornata, ma subirono un agguato codardo, delle raffiche partite da mitra nascoste dietro le rocce, lasciarono su quel campo morti e feriti, fra cui anche bambini e adolescenti.
Non starò qui a raccontare le varie ipotesi riguardo gli esecutori e soprattutto i mandanti di questo crimine, perchè tanti meglio di me e in maniera approfondita se ne sono occupati negli anni, e comunque l’episodio è ancora in parte avvolto dal mistero perchè coinvolge poteri e situazioni troppo complesse e intrecciati tra loro.
Una cosa però è certa, che quando nel corso della propria storia i migliori tra i siciliani, i lavoratori e gli onesti, in varie occasioni con anche molte donne in prima linea, hanno cercato di riappropriarsi della propria vita, di ribellarsi contro l’oppressione, di rialzare la testa, contro di loro si sono alleati in troppi, i potenti dello Stato e i “potenti” locali, i mafiosi,  i malavitosi, tutti insieme per frenare chi voleva e poteva costruire un futuro migliore.
Adesso ogni Primo Maggio, si torna a manifestare in quel verde campo, e si cerca di non dimenticare il sogno e la speranza di chi ci ha provato.