La Faccia di Vecchia tipica di Torretta

I palermitani amano molto gli sfincioni, pizze, muffolette, pane ca meusa, pezzi di rosticceria etc, ma oltre alle focacce più note in città, ce n’è una davvero speciale che è tipica di Torretta, un piccolo centro poco distante da Palermo: la Faccia di Vecchia.

 faccia di vecchia

La faccia di vecchia è uno strano incrocio tra la pizza e lo sfincione, la pasta è molto morbida ed il gusto intenso perché rafforzato dalla presenza delle cipolle e di abbondante cacio cavallo. La forma è ovale ma irregolare e l’aspetto rugoso, perché la pasta riscaldata dal forno a legna crea delle bolle, bruciature ed la salsa forma delle increspature, sarà per questo che viene chiamata faccia di vecchia? Non lo so, ma sembra plausibile, sicuramente sono facce naturali e  senza interventi di botulino e chirurgia estetica, sarà per questo che sono ancora più gustose, attrattive e caratteristiche. continua

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U canazzu di milinciani

I piatti estivi e vegetariani più amati dai palermitani sono la caponata e la peperonata, entrambi con una precisa identità e degli ingredienti fissi che non possono mutare, preparati con ortaggi fritti e soprattutto arricchiti dal sapore agrodolce che caratterizza la cucina tipica palermitana. Però c’è un piatto simile a questi, ma con alcune differenze e soprattutto un nome davvero particolare: “U canazzu”.

canazzu

Quando sento parlare di “canazzu” penso a due cose, o il  “canazzo di bancata”, termine con cui si indicano i cani di strada che attendono il cibo appostandosi dietro i banchi dei mercati e metaforicamente gli uomini rozzi e volgari, anche detti  in modo rafforzativo “scanazzati”, oppure il Canazzo che si mangia. Quest’ultimo è composto dagli identici ingredienti della più nota peperonata: melanzane, peperoni, cipolle, patate e pomodoro, la differenza sta nella cottura (da cui il piatto trae il nome) e dall’assenza dell’agrodolce. continua

ChiaraCucina, il libro di una palermitana-vegetariana doc.

Qualche giorno fa sono finalmente entrata in possesso di due libri gastronomici  ai quali  tenevo molto. Partecipando alla manifestazione “Una Marina di libri” svoltasi a Palermo ho avuto l’occasione di rivedere la mia amica d’infanzia Chiara Chiaramonte e conoscere per la prima volta nel mondo reale Stefania Oliveri. Un vero piacere in entrambi i casi ed ho avuto modo di tornare a casa con in mano  due interessantissimi libri che le due foodblogger hanno  da poco pubblicato con la casa editrice Navarra Editore.

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In questo post vorrei parlare di Chiara e del suo libro, che nasce dall’omonimo blog Chiaracucina.  Prossimamente scriverò del libro di Stefania. continua