I fasuola cu l’accia

Durante i periodi di crisi si dibatte sulla crescita o la decrescita: se sia giusto andare incontro al “progresso” o guardare con interesse al passato, il progresso che ci ha regalato delle invenzioni senza cui ormai non potremmo e vorremmo vivere, ma che a volte può essere distruttivo, il passato con i suoi valori, un rapporto più stretto con la natura, ma che è stato anche oppressivo e faticoso, soprattutto per le donne.

Potremmo, per esempio, fare a meno della lavatrice per aver un rapporto più stretto con i fiumi (dove si lavavano i panni)? Nessuna donna (e qualche uomo single o volenteroso) darebbe una risposta affermativa…

Come sempre bisognerebbe trovare una via di mezzo, la giusta armonia tra passato e futuro, per un futuro dove il progresso regali benessere e non solo profitti.

Considerazioni “socio economiche caserecce” a parte, a me di tanto in tanto mi piace scoprire i ricordi del passato, i sapori ancestrali che sanno di verità; mi piace calarmi nella semplicità di un tempo, quando le persone si riunivano intorno a un focolare  e si raccontavano le storie, scherzavano e sognavano. Non so dire se vorrei vivere quei tempi  (che facili non erano) ma di certo mi piace immaginarli, magari gustando una zuppa di quelle che riscaldano l’anima.

La zuppa del giorno si chiama “i fasuola cu l’accia” (fagioli con il sedano)ed è uno dei più tipici piatti della cucina povera siciliana. Un piatto semplicissimo con pochissimi ingredienti tutti vegetali, facile da preparare ed economico, che ben dimostra come in alcun casi il  risparmio non sia sinonimo di sacrificio. continua

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