Inaugurata a Terrasini la mostra SICILIE–L’identità molteplice di Pino Manzella e ass.ne Asadin

E’ visitabile a Terrasini (PA), fino al 26 Agosto 2016, la mostra pittorica e fotografica intitolata “SICILIE–L’identità molteplice”, ospitata dalla splendida cornice offerta da Torre Alba, una delle suggestive torri costiere di Sicilia, che si eleva su una falesia di marne rosse tra Cala Rossa e Cala Bianca.

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Esposti cinquanta dipinti che rappresentano la Sicilia nelle sue molteplici sfaccettature, tutti realizzati da Pino Manzella, pittore nato a Cinisi, che ha cominciato a disegnare fin dai primi anni Settanta all’interno delle attività politiche e culturali animate da Peppino Impastato, che si svolgevano nel Circolo Musica e Cultura e poi a Radio Aut, tra Cinisi e Terrasini. Le sue inizialmente erano vignette e manifesti, negli anni a seguire la sua pittura, ricca di riferimenti letterari e messaggi da decodificare, si è fatta veicolo tra la memoria ed il presente, già attraverso la scelta di dipingere su carte antiche, recuperate dal pittore nelle bancarelle dei mercati popolari, con lo scopo di non incasellare il passato in un tempo che non c’è più, ma di trasformarlo in linfa per un futuro di cambiamento.

A queste “Sicilie” dipinte da Pino Manzella si affiancano le fotografie dei soci dell’Associazione Asadin, che si sono ispirati ai quadri, sviluppandone alcuni elementi, creando così tra dipinto e foto dei piccoli miracoli di sintonia, che non smettono mai di emozionare chi li osserva. L’Associazione Asadin, che ha curato la mostra, è stata fondata a Cinisi (PA) nel 2007 da un gruppo di fotografi amatoriali e da allora la sua attività, che si svolge principalmente tra Cinisi e Terrasini, si caratterizza per l’impegno verso tematiche rivolte alla salvaguardia del territorio, all’affermazione dei diritti umani e dell’equità sociale.

L’inaugurazione della mostra è avvenuta domenica 7 Agosto. Più di trecento i partecipanti accolti da uno dei meravigliosi tramonti che si affacciano sulla splendida costa terrasinese, nell’atmosfera davvero suggestiva di Torre Alba. Grandi emozioni hanno suscitato queste Sicilie in mostra che hanno la forza di coinvolgere e toccare le corde più intime degli isolani che vivono in prima persona il racconto dolce amaro narrato dai dipinti e dalle foto, ma anche i non siciliani che, comunque, non possono non sentire propria la storia di una terra così importante e viva in tutte le sue contraddizioni.

La serata di inaugurazione della mostra e presentazione del relativo catalogo, è stata condotta da Emanuela Schirru, sono seguiti gli interventi del Sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci e del direttore artistico del Comune di Terrasini Vincenzo Cusumano, che hanno fortemente voluto che questa mostra, patrocinata dal Comune di Terrasini, fosse presente nella splendida location di Torre Alba finalmente riaperta al pubblico con la nuova veste di luogo di arte e cultura. E’ intervenuto poi Giovanni Impastato per Casa Memoria Impastato Edizioni, Vinny Scorsone, scrittrice e Critico d’arte, il cui testo è inserito nel prezioso catalogo, Evelin Costa socia dell’associazione Asadin ed infine il Pittore Pino Manzella, che ha concluso l’intervento dicendo che nella mostra manca una Sicilia, quella che ha dentro uno specchio dove ognuno di noi può rivedersi e riconoscersi.

Davvero grande è stato l’abbraccio degli intervenuti al pittore Manzella ed ai fotografi Asadin e tante le riflessioni e le emozioni che sono scaturite dal tema della mostra. Come scrive Umberto Santino nella presentazione del catalogo, qui c’è “la Sicilia, o meglio le Sicilie, con tutte le sue contraddizioni, con i suoi miti e i suoi stereotipi ma pure le sue semplici, quotidiane, umili e preziose speranze-certezze”. Quello delle Sicilie, sottolinea Giuseppe Viviano curatore del catalogo della mostra, “è un progetto ambizioso e complesso, e per questo affascinante, intorno a un’isola che non ha eguali […] terra di miti e di contrasti, di mafia e di antimafia, meta di arrivi e di partenze, luogo di speranze e di sogni infranti, centro di potere e di speculazioni, crogiolo e mosaico di culture, terra di conquista, di agrumi, di sale e di fuoco, teatro di pupi e di pupari, di carretti e malaffare, di mostri e di dèi…”. Non si può non rimanere affascinati da una terra come la Sicilia e da una mostra che la racconta per quella che è.

 

La mostra è visitabile fino al 26 Agosto 2016 dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 23.00, presso Torre Alba, nel Lungomare Peppino Impastato a Terrasini (PA).

No Fixed Abode, mostra fotografica di Giuseppe Iannello

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I “No Fixed Abode” raccontati da Giuseppe Iannello sono alcuni giovani richiedenti asilo di Newport in Galles, ma potrebbero essere quelli approdati in un qualsiasi paese dell’Occidente del mondo. Sono i protagonisti di un personale viaggio di trasformazione e cambiamento, a cui la vita ed il sistema politico, economico e sociale hanno voluto togliere l’identità, riducendoli ad essere “senza volto” oltre che “senza terra”, “senza documento”, “senza fissa dimora”, perchè lasciati in attesa di uno status legale, che da ombre li faccia ridiventare reali. E pensare che è proprio in questi giovani protagonisti che vive la forza, il coraggio, la scintilla, quella passione che è a volte disperazione, altre è paura, ma soprattutto è speranza del cambiamento. In loro vive e pulsa quella capacità di compiere un viaggio, che è reale, ma che è anche una metafora dell’esistente.

Così questi ragazzi che hanno affrontato il viaggio simbolico e reale della vita, questi ragazzi che scappando, cercando, sperando e trovando, incarnano ciò che di più rappresenta l’essere vivi, vengono invece tristemente trasformati in anime senza corpo, in fantasmi senza nome, in numeri senza identità, in volti senza lineamenti e rappresentano la paura di tutti, la paura del diverso, lontano e sconosciuto.

E’ la privazione di identità che Giuseppe Iannello denuncia nelle sue foto. Ogni immagine è suddivisa in un trittico che è come un piccolo racconto, con al centro il viaggio della speranza, l’autoscatto del tragitto intrapreso da ogni protagonista/non protagonista. Ai margini c’è l’oggi, rappresentato da volti a cui è stato negato l’io e letti sfatti, perché il percorso a volte è cammino, a volte è sonno, attesa, inedia.

Affascinano e fanno pensare questi scatti che mostrano la vita dei no fixed abode. Tende velano poeticamente i loro volti mettendoci di fronte alla paura, la paura che si vive in paesi da cui si è costretti a fuggire, e ci mettono di fronte alla fatica della ricerca del sé, che non è mai scontata o immediata. Fumi, ombre, tende, veli sono i muri da superare. Luci mostrano luoghi/non luoghi, stanze desolate, dove piccoli particolari ci rivelano che al di là di un sistema che voglia omologare, appiattire, svuotare, privare di pensiero e vitalità, c’è comunque l’essenza della vita, quella che nessuno può togliere, nessuno può toglierci. Ed è così che realizziamo di essere tutti protagonisti di questa storia. Comprendiamo che il racconto di un viaggio altrui è anche il nostro viaggio, quel complesso viaggio che è la vita. E tutti quanti, spettatori, protagonisti, spaventati, indifferenti o solidali, siamo costretti a riflettere su noi stessi, sulla nostra storia intima e collettiva, su quello che eravamo, quello che siamo diventati e quello che possiamo essere.

Questa storia che ormai ci appartiene è la storia dell’umanità tutta, quella che è accomunata dall’istinto di sopravvivere, ma soprattutto di vivere, un istinto che ci rende uguali anche se siamo diversi.

Così quello specchio in frantumi che copre il viso di un giovane No Fixed Abode, in una delle foto di Iannello, rappresenta forse l’incapacità degli osservatori di riflettersi in ciò che si preferisce identificare come alterità, la stridente incapacità di guardarsi dentro per trovare una comune fragilità, perché la vita è precaria, anche quando così non appare, per tutti, non solo per il giovane richiedente asilo. E’ una barriera che ci separa da noi stessi e dagli altri, ma lo specchio è rotto, forse perché non riusciremo mai a riconoscerci nell’altro, oppure perché si è aperto un varco, chi può saperlo.

Chi di noi almeno una volta non si è sentito come un “No fixed abode”? In attesa, alla ricerca di un ruolo nel mondo, alla merce del flusso vitale o degli altri. E come i protagonisti di queste foto, in ognuno di noi vive quel coraggio, quella scintilla, quel barlume di speranza, che ci può far decidere che vale sempre la pena reagire anche quando è difficile, che ci spinge ad affrontare la vita con tutti i rischi che questa comporta, che ci fa prendere il passato, il presente ed il futuro nelle nostre mani.

Così in queste foto, che sembrano raccontarci qualcosa di molto estraneo e distante, c’è una forte capacità empatica che ci fa sentire vicino a chi usualmente viene dipinto come lontanissimo da noi. Siamo così simili noi esseri umani, “tutti su di una stessa barca”, forse oggi potremmo dire “su di uno stesso barcone”. Tutti a naufragare, a navigare, a nuotare, chi con forza, chi annaspando, chi lietamente, chi con difficoltà, chi con naturalezza o con dolcezza… in questo mare, ma se ci riconosciamo simili e vicini forse sarà più semplice il nostro nuoto. Forse potrà essere più facile per tutti prenderci per mano ed aiutandoci emergere insieme, senza annegarci vicendevolmente, ma sostenendoci, perché il viaggio è più bello quando è fatto insieme.

 

OTIUM – Mostra d’arte contemporanea

 

Sono davvero felice di partecipare con un mio quadro alla Mostra collettiva d’arte contemporanea a Matera presso Casa Cava, dal 12 al 26 Giugno 2016. Sotto il comunicato stampa.

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Sarà inaugurata domenica 12 giugno alle ore 17:30 presso “Casa Cava” via San Pietro Barisano 47 Matera, la mostra d’arte contemporanea “OTIUM ”. La mostra organizzata dall’associazione culturale “RicercArte” è inserita nel progetto Sassittassi un progetto che si svilupperà di anno in anno su Matera capitale della cultura 2019. Alla mostra sono stati invitati 19 artisti del panorama nazionale che si sono ispirati al tema dell’ozio. Il concept della mostra è a cura della prof.ssa Maria Angela Eugenia Storti, il testo è a cura del Prof. Aldo Gerbino.

Concept

Tutta la nostra vita è scandita dall’alternarsi di stasi e movimento, dall’eterno gioco dello stare in piedi o del sedersi. Vanno però menzionate le varie attività che si celano dietro l’apparente immobilità del “rimanere seduti” e tra le più famose, ricordiamo quella dell’ “otium”, tanto decantato dai latini, intesa come la più proficua delle arti meditative e contemplative, “sedendo et quiescendo, anima sapiens efficitur”. Lo star seduti si lega al tema del “restare” e del guardare “oltre”. Tanti hanno infatti conosciuto il senso del “restare” dinnanzi o oltre “la siepe”, ma fra questi, uno solo ha scritto “L’infinito”. Ed è proprio da “questo dolce naufragare nel mare” dell’immensità, di leopardiana memoria, che trae origine ogni forma di inclusione o di esclusione da parte di una minoranza o della diversità dell’uno rispetto ad una moltitudo. Ma non sempre purtroppo lo “stare seduti” è in qualche modo legato al rilassamento ed alla ricchezza interiore, talvolta infatti, specie nel Meridione, il fenomeno del “cogitare”, ha perso il senso più profondo a tale termine attribuito. Il modo di raffigurare la concezione dell’operosità e/o del riposo, ha assunto varie connotazioni a seconda del luogo e delle categorie spaziotemporali, che nelle diverse epoche mutano, illustrando variegati archetipi dell’immaginario culturale ed antropologico dell’umanità. I pittori e gli scultori ad esempio, hanno attinto dal vastissimo repertorio di simboli del passato, alcuni più comprensibili, altri fortemente criptici e simbolici. Prima di essere rappresentato in salotti o in volte celesti, l’uomo di pensiero viene sovente dipinto o scolpito su pietra, la più semplice e dura culla del suo “posare”. Grezza, brulla, talvolta infuocata, su essa e da essa tutto trae origine. Sedersi, rendere gli altri partecipi e, sulla pietra esprimere con solidarietà e convivialità i propri dubbi e le proprie certezze, è il fulcro di una nuova civiltà, nata sulla “città di pietra” di Matera. Si tratta della capitale europea della cultura, consapevole dell’attuale coscienza storica contemporanea, emblema quasi di un prodigio. Dapprima brulla, poi scolpita, bagnata e ribattezzata quasi dal grande soffio biblico, oggi divenuta “presepe di pietra” e grembo della nuova storia.

Maria Angela Eugenia Storti

Gli Artisti: Arturo Barbante, Bartolomeo Conciauro, Evelin Costa, Naire Feo, Dora Flavianna, Desislava Gambino, Dimitri Gazziero, Piera Ingargiola, Anna Maria Li Gotti, Nicola Lisanti, Anna Maria Lo Bello, Maria Lo Duca, Aldo Palazzo, Francesco Pezzuco, Maria Laura Riccobono, Angela Sarzana, Nancy Sofia, Giovanni Stella, TrapaniCalabretta.

“OTIUM”

Mostra d’arte contemporanea

12/ 26 giugno 2016

Casa Cava – via San Pietro Barisano 47 Matera

La mostra è visitabile tutti i giorni

Orari- 10:00 – 13:00

15:00 – 18:00

 

 

 

 

Corso di cucina per appassionati a Palermo

La mia amica Raffaella organizza all’interno della cucina domestica del suo b&b Piccola Sicilia di Palermo un corso di cucina per  buffet dedicato agli appassionati.

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Parlo di questo evento perché conosco Raffaella ed il suo b&b da più di dieci anni e sono sicura si tratti di un bel momento di condivisione, di allegria e di crescita per chi ha passione per la cucina, grazie anche al supporto di Donna Nuzza, una cuoca a domicilio (con certificazione HACCP), che terrà i corsi.

Il corso si svolge in tre incontri tematici, uno ad aprile e due a maggio, ma può essere seguito da chi desidera partecipare anche a un solo incontro. La particolarità di queste lezioni di cucina è quella di guardare alla tradizione in chiave finger food, unendo il sapere Mediterraneo alla praticità Anglosassone.

Il corso si svolgerà durante le mattine con accoglienza alle 8.30 e saluti alle 13.30. Il corso si svolge in via tenente Giovanni Ingrao (traversa di via Goethe) n°2, presso il b&b Piccola Sicilia.

Queste le date e il programma di cucina:

19 aprile: I incontro – L’arte di cucinare: tabulè di cous cous, cheesecake salata, ‘mpanatine

3 maggio: II incontro – Stuzzichini in metà tempo: grissini speciali, bocconcini sfiziosi, spiedini di girandoline, cruditè in salse

10 maggio: III incontro – Dolci coccole: gelo di limone, pallottoline di mandorle, torta alla lavanda

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Per i costi e i dettagli basta cliccare sul  link http://piccolasicilia.it/proposte/eventi-palermo-bb/

oppure contattare Raffaella Saba alla seguente mail: info@piccolasicilia.it

“Novecento e altro”, pittori del ‘900 in mostra a Palermo

Alcuni giorni fa a Palermo ho visitato la mostra intitolata “Novecento e altro” esposta alla Galleria d’Arte Studio 71 ed ho avuto anche l’occasione di scambiare alcune battute col gallerista Francesco Marcello Scorsone.

 

Scorsone mi ha spiegato che questa mostra è nata “Come omaggio ad alcuni degli autori che in trentacinque anni di attività della galleria si sono succeduti nelle sue sale espositive”. Si tratta di  una ristretta selezione di opere di artisti nati quasi tutti nella prima metà del ‘900, prima della Seconda Guerra Mondiale. Sono pittori che hanno attraversato questo secolo da poco oltrepassato, ne hanno espresso le trasformazioni, rappresentando quindi anche i cambiamenti avvenuti nel mondo dell’arte, dal figurativo all’informale. Pittori che hanno avuto un riscontro positivo da parte della critica, anche se, come è scritto nella presentazione della mostra: “Non sempre ad un’ottima critica ha corrisposto poi un successo individuale tale da consentire all’artista di vivere di “rendita”, come si dice in gergo… (CONTINUA su cinisionline)

Gli “AMANTI DELLA CUCINA SICILIANA” si riuniscono per la seconda volta.

Dopo il grande successo del Primo Raduno degli “Amanti della cucina siciliana”, che ha visto la partecipazione di un centinaio di appassionati di cucina siciliana, Sabato 19 Dicembre 2015 alle 16.00, sempre nello splendido scenario offerto da Villa Niscemi a Palermo, all’interno della Sala delle Carrozze, si da il via al Secondo Raduno, aperto a tutti, sia ai partecipanti del gruppo Facebook “Gli Amanti della Cucina Siciliana”, che ad ogni persona interessata al buon cibo, alla convivialità, alla sicilianità, al rispetto tra le culture, all’arte, all’artigianato e all’amicizia.

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Il gruppo “GLI AMANTI DELLA CUCINA SICILIANA”, nato alcuni anni fa dall’idea del giovane palermitano Davide Cardella ed impulsato quotidianamente dalla foodblogger Enza Accardi, vede ogni giorno la partecipazione attiva di tantissime persone, più di 17.000 gli iscritti, che discutono tra loro di piatti siciliani tramite foto, commenti, articoli e curiosità.  Al centro il cibo presentato all’interno delle nostre case, i sapori ed i profumi delle ricette tradizionali siciliane, lasciando spazio anche alle innovazioni ed alla fantasia, con l’uso di ingredienti legati alla nostra terra. Il gruppo è diventato un luogo virtuale, ma autentico, di incontro e  amicizia. Partecipano persone provenienti da tutta la Sicilia, molti siciliani che vivono all’estero, tanti anche i partecipanti che  non hanno origini siciliane e che provengono da tutta Italia e da diverse parti del Mondo, tutti uniti nel rispetto per le diversità, proprio come insegna la cucina siciliana, nata dall’intreccio tra diverse  culture.

E’ sempre più forte il  desiderio di andare oltre lo schermo del PC o del telefonino, il Secondo Raduno sarà una nuova occasione per premiare l’impegno, la costanza, l’affetto vero, la serietà, l’allegria  che vivono all’interno di questo gruppo da cui è nata una comunità vera che permette a tante persone di trascorrere qualche ora spensierata e un’aggregazione che fa affrontare meglio o dimenticare per un po’ i problemi quotidiani. Durante il pomeriggio saranno presenti gli amministratori del gruppo: Davide Cardella, Maria Giulia Manzella, Giovanni Albano, Nicola Albano, Enza Accardi, Evelin Costa e Maurizio Cardella chef siciliano che ci seguirà dall’Olanda, paese in cui vive. Sarà l’occasione per conoscersi o rivedersi, per assaggiare i dolci preparati dagli stessi partecipanti, per apprezzare le creazioni d’arte di Paola Accardi e Rita Russo, due siciliane che mantengono viva l’ antica tradizione artigianale e manuale del macramè e del chiacchierino, che rischia di scomparire, producendo veri tesori che solo pochi sanno lavorare veramente. Sarà presente la mostra personale di pittura di Evelin Costa, pittrice palermitana che fa parte del gruppo degli “Amanti della cucina siciliana”. Parteciperà anche Artnobless di Gaspare Catanese e Maria Rita Saporito, che presenteranno un concorso  culinario che sarà indetto nel 2016, che vedrà la presenza di importanti personalità della Cucina e sarà aperto agli “Amanti della Cucina Siciliana”. Davide Cardella, Giovanni Albano e Nicola  Albano illustreranno E-sicily  http://www.blog.esicily.it il blog e l’e-commerce nati proprio dal gruppo facebook.

Durtante la serata saranno sorteggiate:

Una collana in chiacchierino, interamente realizzata a mano  da MEKOUK GIOIELLI D’AUTORE, impreziosita con pietre vere quali onice sfaccettato, corniola, quadrati e rifiniture in argento dorato

– Un bracciale in pizzo macramè e cristalli, realizzato dall’artista Rita Russo.

Come la volta precedente, chi vorrà, potrà portare un dolce (possibilmente secco) o una bibita, stoviglie di plastica. Per gustare insieme tutto ciò che di buono e dolce gli “Amanti della Cucina Siciliana” sanno mettere in pratica. Si avvicina il Natale e quindi potranno essere preparati anche i dolci tipici del periodo.

“Finalmente potremo augurarci Buone Feste ed un Felice Anno Nuovo guardandoci negli occhi e stringendoci le mani!”.

Le foto in galleria sono del raduno di Maggio

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Eco-logico, mostra di manifesti ecosostenibili ad Alcamo

All’interno della collettiva “Eco-logico, manifesti ecosostenibili” che si terrà ad Alcamo presso il Centro Congressi Marconi alle 17.00 dedicata al rispetto dell’ambiente, ci sarà il mio quadro “Abbraccia la natura”. Vi aspetto!

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Comunicato Stampa

Sarà inaugurata sabato 5 dicembre alle ore 17:00 presso il Centro Congressi Marconi- sala Rubino  Alcamo (TP) la mostra itinerante Eco-Logico Manifesti eco-sostenibili. La mostra a cura dell’associazione culturale RicercArte, con il patrocinio del comune di Alcamo, nasce da un’idea del direttore artistico Naire Feo. Testi di Giovanna Calabretta, Lea Di Salvo. Correzione bozze Piera Ingargiola, ufficio stampa  Bartolomeo Conciauro,  PR  Evelin Costa, Anna Scorsone, foto in catalogo fornite degli artisti, Catalogo virtuale a cura di TrapaniCalabretta.

 

                                   

CONCEPT:  L’Associazione culturale RicercArte, attenta alla promozione artistica in chiave sociale, culturale ed ambientale, propone un progetto finalizzato alla riflessione e alla sensibilizzazione  attorno al tema della sostenibilità del nostro vivere contemporaneo, in un dialogo surreale con le generazioni future. Ecologia è una parola che deriva dal greco e si traduce come “discorso sull’ambiente” e adoperare il manifesto come supporto del discorso non è una scelta casuale.

Nato al tempo della rivoluzione industriale e dei primi consumi di massa, il manifesto sin dagli albori della sua storia si è posto come strumento di propaganda per incrementare la vendita di merci ed è quindi lo strumento che il capitalismo ha utilizzato per promuovere la filosofia del compra, usa e getta.

Toulouse Lautrec con i suoi manifesti ha dato poi un ampia dimostrazione di come l’arte possa esprimersi egregiamente con questo strumento. Opera di creatività destinata ad essere letta e compresa da un pubblico vasto ed eterogeneo, si avvale di un sistema di segni, di messaggi cromatici frutto di esperienze che sono contemporaneamente individuali e collettive.

Ed è proprio questa sua necessità di avere dei contenuti da comunicare a molti mediante un linguaggio comprensibile, che ha reso ai nostri occhi lampante come il manifesto potesse costituire un veicolo di idee e di prese di posizione, di sogni e desideri attorno alle nuove esigenze di tutela e di consapevolezza su temi economico-ambientali.

 

 

Gli Artisti: Luciana Anelli, Rossella Andriani, Nino Belmonte, Eugenia Bramanti, Evelin Costa, Enza Grillo, Antonietta Mazzamuto, Maria Laura Riccobono, Angela Sarzana,Vincenzo Settipani, Nancy Sofia,Giuseppe Viviano.

 

 

A Cinisi il “Diario segreto” della pittrice Antonella Affronti, dialogo con l’autrice

A Cinisi Antonella Affronti espone il proprio “Diario segreto”, una personale di pittura, curata da Francesco Marcello Scorsone, che colpisce profondamente l’osservatore. E’ grande l’impatto emotivo e visivo che suscitano queste opere che l’artista ha dipinto nel 2005.

In trent’anni di impegno e ricerca pittorica, il cui racconto è presente nella monografia intitolata “Diario pittorico” che è stata presentata a Palermo presso la Galleria Studio 71 nell’Aprile 2015, Antonella Affronti ha scandagliato i differenti aspetti che la natura può assumere nelle sua evoluzione, nelle sue forme, nei suoi aspetti molteplici, dalla delicatezza sensibile delle trasparenze più soffianti e velate, alla solidità della pietra. Ha plasmato la materia con estrema maestria ed eleganza, ha affrontato la fisicità corporea mettendo in risalto la fluidità, la tensione muscolare, l’energia, la passione, la voluttuosità mai cedevole o stanca, la forza carnale e la spiritualità sublime. Un percorso, quello di questa pittrice, che ha visto grandi trasformazioni, ma che ha mantenuto sempre una costante, una unicità che la rende sempre e comunque riconoscibile, il suo sguardo curioso alla sostanza, all’essenza che rende tale il mondo che la circonda, che la coinvolge. Quella vibrazione energetica costante, quell’impatto cromatico che segna lo spettatore, sia quando i colori sono caldi, vitali, netti,  sia quando diventano più freddi, grigi come la pietra e quasi taciturni, ma mai deboli, perché carichi di sensibilità e di significati da leggere e decifrare.

Le opere, che rimarranno esposte al ristorante pizzeria Al Capriccio in via Nazionale n. 85 a Cinisi fino al 31 dicembre 2015, fanno parte di un periodo specifico, una ricerca sul corpo umano e i suoi movimenti fatto attraverso una sorta di matassa di fili che, con meticolose spirali che mai sembrano ingarbugliarsi tra loro, costruiscono la plasticità tridimensionale di ogni stato dell’animo  e delle relazioni umane.

Dopo aver osservato queste tele di grande dimensione e di grande influsso ipnotico, ho l’occasione di dialogare con questa artista. Ripensandoci credo che sia una di quelle occasioni in cui mi sarebbe piaciuto oltre che far leggere, far ascoltare l’intervista, perché Antonella Affronti sa pronunciare parole significative, precise, determinate e coerenti con una voce magnetica quanto lo sono le sue opere.  Continua